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Killing Eve 2 “I hope you like Missionary!”

di Elisa Tomasi

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Killing Eve 2 scena dell'assassinio in maschera

BBC America

“I hope you like Missionary!” è il sesto episodio di Killing Eve 2 nonché il terzultimo della serie a cui mancano solo due domeniche di messa in onda per concludere la sua seconda stagione. Killing Eve 2, iniziata il mese scorso con il caotico e rocambolesco “Do you know how to dispose of a body?”, è oramai quasi giunta al termine, disgraziatamente. E se agli albori del suo secondo debutto televisivo si presentava già un prelibato bocconcino da assaporare in questa sessione primaverile di TV da ingurgitare, la conferma della sua gustosità di prelibata pietanza per i palati dei maniaci delle serie tv è giunta la scorsa domenica quando questa creatura di BBC America ha fatto incetta di premi ai BAFTA Tv Awards. E finalmente è stata riconosciuta e premiata Jodie Comer per la sua favolosa Villanelle, Sandra Oh si era già portata un Golden Globe a casa per la sua Eve Polastri qualche mese fa.

Ritornando a “I hope you like Missionary!” andato in onda la scorsa domenica mentre le sue protagoniste venivano premiate e consacrate ai BAFTA, è stato questo un episodio essenziale per innescare l’atto finale di Killing Eve 2. Ormai giunti a due episodi dalla fine qui troviamo Eve e Villanelle che iniziano una collaborazione atipica per smascherare il “big bad” di questa stagione: Aaron Peel.

Il fatto che è divenuto lampante in queste due stagioni della serie, è che l’intessitura di una narrazione lineare che porta lo svolgere della trama nei vari episodi ad un suo completamento, è un elemento del tutto secondario all’essenza di questo programma, che non vive di vere e proprie linee narrative ma del racconto di paradossali situazioni in cui fa precipitare i suoi personaggi. In Killing Eve l’essenza è sempre apparenza e paradosso, in una serie che si diverte a sovvertire i cliché del suo genere spionistico, non c’è niente di più macabro della mancanza di stile e lo dark humor di cui si tinge è proprio portato dal senso del ridicolo delle situazioni che crea. Questo gioco di intenti tra il superficiale e il riconosciuto è evidente ancor più in Killing Eve 2, se nella prima stagione la caccia tra Eve e Villanelle si muoveva in location glam sul paniere internazionale, ci si poteva trovare in una splendida villa in toscana o in una gelateria viennese o in un loft molto chic di Parigi, adesso le scritte in sovrappressione che appaiono a didascalia del luogo in cui si svolge l’azione sottolineano, incuranti della perdita di stile, nomi di sobborghi periferici, spazi cittadini di cui pochi, solo chi li abita, conosce la nomina.

Sovvertire l’ordine, mostrare il paradosso della parvenza di normalità, dotare l’apparenza di profondità è il compito della maschera e Villanelle altro non è che la maschera per eccellenza. Costruendo attorno ad essa il perfetto proscenio la si dota di senso ed ella acquisisce significato andando a risemantizzare la situazione in cui è stata immessa, ricostruendo così un nuovo ordine, morale, sociale, culturale che sia. Accade così che in “Do you know how to dispose of a body?” lo sguardo schifato che Villanelle rivolge alle Crocs usate, che sa di dover mettere ai piedi, diviene espressione impassibile quando si trova a spezzare il collo a Gabriel, il suo compagno di stanza bambino nell’ospedale parigino in cui è stata ricoverata.

La caduta di stile è la vera tragedia di quell’episodio che diviene commedia nel raccontare come l’adattamento forzato di Villanelle a questo sia, suo malgrado, essenziale alla sua sopravvivenza.

Il superficiale, l’apparire è fondamentale in Killing Eve come lo è sovvertire per questo pare di poco conto avere una vera trama ma diviene essenziale creare situazioni in cui trascinare i propri personaggi loro malgrado. Killing Eve 2 si è ancora più immersa in questa dimensione rispetto alla precedente stagione, fondamentale per la serie giunta al suo terzultimo episodio è stato creare ancor più dinamismo nella relazione portante del programma televisivo, aggiungendo ai due poli del suo magnetismo un’interferenza, tra Eve e Villanelle è stata aggiunta una terza incomoda: The Ghost.

Questo triangolo è durato ben poco, il tempo di distogliere l’attenzione dell’agente segreto dalla sua psicopatica preferita per un episodio e mezzo al fine di catturare la nuova assassina su commissione comparsa sulla scena e soprattutto trovare il pretesto per un nuovo incontro-scontro tra le due protagoniste.

Esilarante è stato il “piano” di Eve per riavvicinarsi a Villanelle quello di commissionarle il suo omicidio, ora che questa lavora come freelance assieme al suo redivivo ex supervisore Kostantin; questa missione “sotto copertura” come futura preda di Villanelle ci ha donato anche una delle scene più delle di finto spiegone televisivo con rovinosa presentazione Power Point, oltre ovviamente a un’epica sequenza del riavvicinamento delle due con la nostra psicopatica vestita di tutto punto per il suo futuro lutto e la successiva miscela di emozioni con sblazi repentini tra il comico e il drammatico, che potete rivivere qui.

Tutto questo avveniva in “Smell Ya Later”, l’episodio precedente a quello andato in onda due giorni fa, in “I hope you like Missionary!” va in scena invece la vera e propria collaborazione stretta tra le due eroine per riuscire a incastrare Aaron Peel, la mente dietro agli omicidi su commissione di The Ghost. L’avvicinamento al magnate dell’informatica avviene tramite la sorella e vede Villanelle dover interagire con un gruppo di AA, Alcolisti Anonimi, situazione estremamente pericolosa poiché non le è permesso uccidere, un divieto che la porterà a fine episodio all’esasperazione, con un aiutino da parte di Eve e Konstantin che si mettono a bisticciare all’interno del suo orecchio, costringendo la povera psicopatica ad ingerire l’auricolare di cui era stata dotata per la missione infilandolo in una polpetta servita alla cena a cui sta partecipando a casa dei Peel.

Il prossimo episodio di Killing Eve 2 sembra promettere di mostrarci gli effetti collaterali della stressante situazione vissuta da Villanelle in questo “I hope you like Missionary!”. L’unica cosa certa è che, come sempre verso la fine e anche Killing Eve 2 lo confermerà, ci sarà un’escalation vertiginosa di avvenimenti e situazioni paradossali.

Ecco qui il trailer per la prossima settimana:

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