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Le figlie di Salem: il potere dell’odio e dell’ignoranza ancora oggi attuale

di Enrico Cantarelli

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Le figlie di SalemNel maggio di 327 anni fa, in un piccolo centro del New England la scena era pronta perché si consumasse una delle più grandi tragedie della storia. Nel villaggio di Salem, in Massachussetts, stava per cominciare il famigerato processo alle streghe famoso per l’alto numero di condanne. Un fumetto di Diabolo Edizioni pubblicato il 22 aprile scorso, ci racconta una versione di come possono essere andati i fatti: si tratta de Le figlie di Salem.

Prima di passare alla fiction del libro, esaminiamo brevemente i fatti accaduti. Nell’inverno tra il 1691 e il 1692 nella piccola comunità di Salem due bambine cominciarono a comportarsi in maniera inusuale, nascondendosi dietro ad oggetti e strisciando sul terreno. Non trovando spiegazioni a tali atteggiamenti, si pensò alla possessione del maligno. Le accuse di stregoneria da quel momento si moltiplicarono in maniera incontrollata e la situazione sfociò in una isteria di massa che sfuggì decisamente di mano all’intera popolazione del New England.

Le figlie di SalemLa stregoneria pareva una causa plausibile per i mali che affliggevano Salem e i puritani dell’epoca scatenarono con questo pretesto una caccia a chi poteva risultare scomodo alla comunità o semplicemente si comportava in maniera diversa dai dettami del moralismo imperante.

I numeri del più famoso processo alle streghe di sempre sono impressionanti. Dal febbraio all’ottobre del 1692 furono accusate circa 200 persone, imprigionate e processate 144 e giustiziati 19 presunti colpevoli, mentre un contadino morì sotto tortura e una donna e una neonata perirono in carcere.

Le figlie di Salem descrive la vicenda dal punto di vista di Abigail Hobbs, una ragazza di tredici anni che incarna una figura in parte reale, quella di Abigail Williams. La storia che leggiamo nel graphic novel è ampiamente romanzata su fatti realmente accaduti e mischia sapientemente finzione e verità.  L’autore francese Thomas Gilbert espone i fatti dando una spiegazione ipotetica ma plausibile all’ondata di caos che invase il New England nel 1692.

Partendo dall’estate precedente a quell’infausto anno, Le figlie di Salem ripercorre il percorso di Abigail attraverso una società guidata da fanatismo e cupa moralità. Un gruppo di persone vessate dalle difficoltà derivate dalla vita in un territorio ostile e selvaggio, che doveva fronteggiare una pessima annata di raccolto e le conseguenze di una guerra appena terminata. E non da ultimo il complicato rapporto con le tribù di pellerossa che circondavano il Massachussetts.Le figlie di Salem

Gilbert immagina che l’animo spensierato di Abigail abbia proiettato la giovane verso una ricerca di libertà che poteva trovare solo al di fuori della comunità. L’incontro con un pellerossa per nulla ostile crea un legame delicato, fatto di silenzi che si evolvono in canti e danze. L’innocenza di Abigail, soffocata dal moralismo degli adulti, riesce a perdurare solo tra i boschi, in compagnia di un estraneo col quale non può nemmeno comunicare a parole.

Naturalmente il mutare del suo atteggiamento fa di Abigail il bersaglio di attenzioni da parte dei puritani, soprattutto di chi la desidera e ne è invidioso. La ricerca di un capro espiatorio sul quale scaricare tutte le colpe di un periodo di stenti, resta un comune denominatore di periodi dove l’ignoranza fa da padrona. Le figlie di SalemLe figlie di Salem esprime bene questo concetto, mostrando come un intero villaggio possa vomitare odio contro suoi concittadini solo per il desiderio di incolpare qualcuno delle proprie disgrazie.

Da quando la minaccia della stregoneria si fa viva a Salem, sono parecchie le persone che lanciano accuse contro i propri vicini. Animati da sentimenti di vendetta, ritorsioni o faide private, i dubbi sulla presenza delle streghe si tramutano presto in certezze, benché prive di reali prove. L’isterismo globale aumenta e il fanatismo religioso sfocia in atti violenti e imperdonabili.

Le figlie di SalemLa raffigurazione di questo tragico evento viene reso dall’autore con immagini potenti e graffianti. Se all’inizio del libro i tratti dei personaggi sembrano più dolci e pieni di colore, col passare delle pagine aumentano i toni cupi, si allargano i neri. Le sembianze umane si deformano per sottolineare l’angoscia, i contorni dei personaggi diventano taglienti, fino a trasformarsi in veri e propri incubi ad occhi aperti.

Alla fine del graphic novel leggiamo che Le figlie di Salem «mette a nudo il legame tra potere e ignoranza affrontando senza alibi i nostri demoni.» Senza dubbio l’aspetto che ho maggiormente apprezzato nel fumetto è l’analisi profonda dei sentimenti umani, in grado di mutare dalla tenerezza e la spensieratezza della gioventù fino alla spietata crudeltà dell’età adulta, priva di tolleranza e compassione.

L’odio e l’ignoranza sono i veri protagonisti negativi de Le figlie di Salem. Allora come oggi la paura del diverso e l’ostilità verso di esso scatenano reazioni violente e ingiustificabili. Il nostro dovere è quello di ricordare le vittime innocenti e di imparare dal loro sacrificio, per evitare nuovi atti di crudeltà.

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