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L’anestetico del maculato in vista – The anesthetic of a spotted sight

di Paolo Meneghetti

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Per lo psicanalista Lacan, negli stati di veglia il nostro sguardo sarà sempre eliso. Sparirà chi lo ponga. Durante la veglia, nessuno s’accorgerebbe di “stare” a guardare, perché semplicemente guarderà. Per Lacan, è invece importante la percezione che gli occhi sempre “si pongano” su qualcosa. Una mera visione serve ad inquadrare, così da arrestarsi. A Lacan, invece, interessa percepire un possibile “mimetismo” degli occhi. E’ la fenomenologia d’una visione che letteralmente “germogli”. Mimetizzati su qualcosa, noi prenderemo posto, attorno ad essa. Le farfalle per esempio possono avere il disegno d’un grande occhio, sulle ali. Questo “spaventerebbe” gli eventuali predatori… Sulle farfalle, il disegno d’un “falso” occhio per Lacan simboleggerà lo sguardo che “si ponga” su qualcosa, prima d’inquadrarla (banalmente). Facendo un sogno, è più facile percepire che questo essenzialmente accada. Lì, la nostra visione non inquadrerà nulla. Le farfalle sbattono le ali, che noi percepiremmo alla propria intermittenza. Nei sogni, i pensieri si succederanno l’uno dopo l’altro, per “accavallamento”. Essi si faranno “vedere” solo ponendosi. Ilaria è stata inquadrata di ¾ ed al mezzobusto. La testa virtualmente sbatterà sui travi in legno, i quali ci suggeriscono un interno mansardato, dai muri bianchi. Pare che Ilaria abbia gli occhi “elisi” al proprio dormiveglia, aguzzando la vista contro il “suadente coricarsi”… soprattutto dei capelli e forse pure del naso. E’ un’espressività dialettica. Ce lo confermerà il “tampone” della bocca, dalle labbra carnose in “cuscino” ma screpolate e spellate tramite il bianco “riposante” della luce. Le braccia si stringono al petto, così da coprirlo, quantunque la modella non sia nuda. C’entra piuttosto il mimetismo, esteticamente? Quello meglio si percepisce per gli occhi, non soltanto “velati” dai capelli o dal naso, ma anche “germoglianti” sulle chiazze “in riposo” di luce, sparse su tutta la fotografia. Noi immaginiamo la riconfigurazione delle braccia conserte “ad ali di farfalla”. Qualcosa che permetta d’inframezzare un “grande occhio”, eliso dai capelli. Pure il tetto a travi “si sbatterebbe” ad ali, complice la sua pendenza. Ivi la percezione del maculato avrebbe il bianco delle luci ad “anestetizzare” quella “spellante” d’una “grattugia” che aguzzi la vista.

According to psychoanalyst Lacan, in the waking state our gaze will always be elided. In placing that one, somebody will disappear. During the waking state, nobody would realize his “condition” to watch, and simply because he will watch. According to Lacan, instead the perception for which the eyes are always “placed” on something is important. A mere vision is useful to frame, so until its stop. Instead, Lacan is interested in perceiving a possible “camouflage” of the eyes. That is the phenomenology of a vision that literally “germinates”. When we are camouflaged with something, we will take a seat, around that one. The butterflies for example can have the drawing of a big eye, on the wings. This one “would scare” the potential predators… On the butterflies, the drawing of a “false” eye according to Lacan will symbolize the gaze which “is placed” on something, before its framing (banally). In a dream, to perceive that this one essentially happens is easier. There, our vision will not frame anything. The butterflies flap the wings, that we would perceive in their intermittence. In dreams, the thoughts will follow one after the other, by the “overlapping”. These will allow their “vision” only in their placing. Ilaria was framed in ¾ view and in head and shoulders. The head virtually will slam into the wooden beams, which suggest to us a mansard apartment, with the white walls. It seems that Ilaria has the eyes “elided” in their half-sleep, staring against the “mellow bedding down”… principally of the hair and maybe also of the nose. That is a dialectical expressiveness. About that, we have a confirmation from the “swab” of the mouth, with the full lips “in pillow” but chapped and peeled through the “relaxing” white of the light. The arms cling to the chest, so to cover it, although the model is not naked. Or rather is the camouflage crucial, aesthetically? That one is better perceived for the eyes, not only “veiled” by the hair or the nose, but also “germinating” on the stains “at rest” of light, scattered on all the photography. We imagine the configuration of the arms folded “at wings of butterfly”. Something that allows to intersperse a “big eye”, elided by the hair. Also the roof with the beams “would flap” with the wings, complicit its incline. Here the perception of the spotted would have the white of the lights to “anesthetize” the “peeling” perception of a “grater” which stares.

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

A. BRANDALISE e E. MACOLA, Bestiario lacaniano, Mondadori, Milano 2007, pp. 87-89

 

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

La modella italiana Ilaria Bazzo viene da Godega di Sant’Urbano (Treviso). Lei è studentessa d’Architettura, a Venezia.

The Italian model Ilaria Bazzo comes from Godega di Sant’Urbano (Province of Treviso). She is a student of Architecture, in Venice.

Il fotografo italiano Lino Zanesco viene da Possagno (Treviso), lavorando anche per il locale Museo Antonio Canova.

The Italian photographer Lino Zanesco comes from Possagno (Province of Treviso), working also for the local Antonio Canova Museum.

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