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GRAN PREMIO D’AZERBAIJAN F1 2019: DOMINIO MERCEDES

di Andrea Vittorio

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Il gran premio dell’Azerbaijan è stato particolarmente noioso: la lotta per la vittoria è stata una questione tra i due piloti Mercedes, con Bottas che prevale su Hamilton. I due ferraristi sono terzo e quinto con Vettel e Leclerc. C’è poco da aggiungere: la Mercedes ha preparato un’auto perfetta, con gestione gomme ed affidabilità encomiabili. D’altronde quattro doppiette in quattro gare non sono minimamente facili da realizzare (è record nella storia della formula 1), ma ciò che impressiona maggiormente è la facilità con cui raggiungono i risultati. Il loro passo gara è stato inavvicinabile per chiunque, persino per Leclerc che nelle prove libere aveva impressionato per la sua costanza di velocità.

Per il monegasco, la gara però si è fatta particolarmente difficile per via dell’incidente avvenuto contro le barriere durante le qualifiche: certamente, in quel momento, le sue aspirazioni per la vittoria si sono ridimensionate fortemente. Vettel, dal canto suo, terzo era e terzo è rimasto. Non ha attaccato né è stato attaccato. Sembra l’ombra del pilota che fu: indiscutibilmente sta vivendo un periodo funesto sotto il profilo psicologico, ma il suo gran premio dell’Azerbaijan non è da buttare. Ha massimizzato il potenziale dell’auto, che soffriva gli stint con le gomme morbide. Per ora il tedesco è davanti al suo compagno di squadra, ma, a livello di percezione, sembra che Leclerc sia dotato di maggiore velocità: se non fosse per l’errore in qualifica, infatti, Leclerc in Azerbaijan avrebbe lottato almeno per il podio, se non addirittura per la vittoria (di magra consolazione è stato il punto in più per il giro più veloce siglato al penultimo giro).

Probabilmente, la Ferrari ha sbagliato qualcosa nel progetto, almeno a livello aerodinamico, che rende di difficile comprensione l’utilizzo ottimale degli pneumatici. La Mercedes, al contrario, ha realizzato un carro armato (l’ennesimo!), consentendo a Bottas di vincere il suo quinto gran premio in carriera. Hamilton intanto si avvicina alla vetta del campionato, ad un punto dal suo compagno di squadra, con quasi trenta punti di vantaggio sul terzo, cioè Vettel.

Ferrari, piuttosto che pensare agli ordini di scuderia, dovrebbe cominciare a pensare a racimolare punti per il campionato: prima guida o seconda guida, ordini di scuderia, strategie a vantaggio del compagno di squadra sono tutte situazioni che si possono fare con un’auto seria, vincente, magari quando si lotta per il campionato, non per un “misero” terzo posto. Leclerc sta facendo vedere cose ottime, al netto degli errori e di un inizio da incubo per l’intera Scuderia, ma chi manca all’appello è Vettel: da lui non stanno arrivando le conferme che si attenderebbero da un quattro volte campione del mondo, soltanto prestazioni sottotono.

Capitolo “altri”: la Renault sta naufragando con un’auto debole sotto il profilo motoristico (da notare, Ricciardo che è riuscito persino a tamponare in retromarcia Kvyat!), Haas è sparita dalle prime posizioni, Red Bull è alle prese con le grane Honda (con Gasly) e gestione gomme (con Verstappen), Alfa Romeo soffre l’elettronica dell’ERS (perdendo una marea di posizioni a causa delle penalità) e Racing Point che lotta a “Demolition Derby” con Toro Rosso, McLaren e Renault.

L’amarezza è tanta, non solo in casa Ferrari, ma anche per gli spettatori che non assistono ad alcun tipo di spettacolo: le gare sono “noiose” esattamente come durante l’epoca di McLaren e Williams degli anni ’90 e Ferrari del 2000. Se si fa parte del team vincente, ottimo, le gare sono belle, ma ciò che manca, ai veri appassionati, sono il rumore, le lotte, lo spettacolo in pista, gli imprevisti, a prescindere dal “colore della carrozzeria”.

Fonte immagini:

www.formulapassion.it/manifestomotore/alberto-antonini/f1-la-vespa-e-la-formica-leclerc-ferrari-analisi-gara-gp-azerbaijan-vettel-mercedes-433303

www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-classifica-piloti/mondiale-piloti-f1-dopo-gp-azerbaijan-2019-433289

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