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La Resistenza disegnata – L’inverno di Diego, la tragica scelta di una generazione

di Enrico Cantarelli

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Discorsivo continua a percorrere la strada della Resistenza rappresentata dai fumetti con un’opera uscita nel novembre 2013 per The Box, casa editrice branca del gruppo Fandango, che, ahimè, ha cessato di esistere dopo un solo anno. L’opera che propongo è il pregevole L’inverno di Diego, di Roberto Baldazzini.

Mi ha sempre affascinato il tratto distinto di Baldazzini, le sue linee marcate e sinuose, il suo realismo tendente al pop. Il fumettista ha prodotto molte opere per la Francia ed è conosciuto principalmente per i suoi graphic novel di genere erotico. In Italia sta per uscire per Sergio Bonelli Editore Hollywoodland, scritto da Michele Masiero, disegnato appunto da Baldazzini  Ne L’inverno di Diego cambia decisamente registro raccontando uno dei momenti più drammatici della storia italiana.

L'inverno di DiegoIl periodo è quello della fine del 1943, quando Badoglio, a capo del governo d’Italia, ha firmato un armistizio con gli alleati da poco sbarcati in Sicilia. Nel nord e nel centro il Paese è soggetto al comando della Repubblica Sociale Italiana, conosciuta anche come Repubblica di Salò. La situazione è critica per gli italiani che devono improvvisamente decidere se seguire i vecchi ideali fascisti e rispondere alla chiamata alle armi dei repubblichini o se combattere i soprusi del regime e dei tedeschi scesi ad occupare molte parti d’Italia.

Optare per la seconda scelta significa ribellarsi a un potere centrale instabile ma ancora ben presente sul territorio e soprattutto opporsi alla presenza dello spietato esercito tedesco. «Per qualunque ragazzo del periodo è stato un momento di crescita, rapida e obbligata.» dice Baldazzini, che ha gentilmente risposto ad alcune domande sul libro. «Vi era chi si nascondeva e non avrebbe mai preso un fucile in mano, chi ha accettato di arruolarsi nella Repubblica Sociale, chi invece, come Diego, ha avuto il coraggio di combattere un nemico che non era per forza solo sul campo, ma che aveva anche radici nella sua coscienza.»

L’inverno di Diego punta la lente su questo delicato periodo di confusione, quando la lotta armata dei partigiani era in fase embrionale. Il protagonista Diego Varruti è un ragazzo di buona famiglia, cresciuto con gli insegnamenti dei Balilla e con un padre che ricopre una importante carica nella gerarchia fascista e vorrebbe vedere il figlio dalla sua parte. Diego vuole inizialmente solo scappare dal conflitto, è principalmente la paura che lo spinge a seguire i ribelli, non un vero ideale.

L'inverno di DiegoSolo subendo su di sé gli eventi drammatici della storia matura una coscienza patriottica. Ciò lo porta ad una crescita repentina grazie all’incontro con altri partigiani e soprattutto al conflitto con suo padre. «Lo scontro padre/figlio è sempre stato un tema che mi ha appassionato» continua l’autore, «anche nelle mie esperienze personali ho dovuto farci i conti e mi è costato una certa fatica metterlo in scena: è stato un lavoro emozionale piuttosto forte!»

L’ideale di libertà e difesa della patria dal Fascismo del protagonista si sviluppa ne L’inverno di Diego con il passare degli eventi. Ci troviamo alla presenza di un eroe che diviene tale senza esserne pienamente cosciente, in seguito all’esperienza violenta che è costretto a subire.

Diego è un personaggio di fantasia, ma incarna uno dei tanti ragazzi che si è trovato davanti a un tragico bivio nell’inverno del ’43. L’opera è dedicata ad Alfredo Cavazzuti, Comandante Partigiano del Battaglione Mobile della Brigata Italia. «È stato l’ispiratore, il consulente per tutto quello che ho messo nero su bianco. Mi ha aiutato a ricostruire le atmosfere del periodo. Senza di lui, che le ha vissute, non sarei mai riuscito a far rivivere certe situazioni. Leggerle sui libri è una cosa, ma sentirsele raccontare è un’altra. Sono stato fortunato ad averlo incontrato!»

L'inverno di DiegoI luoghi della vicenda sono le aspre montagne e le valli innevate dell’Appenino modenese, luogo caro all’autore originario di Vignola. Il paesaggio ammantato di neve rappresenta in egual modo un ostacolo e un aiuto ai fuggitivi che annaspano nella coltre alta, ma trovano nascondigli più impervi. «Ho voluto e ho potuto raccontare qualcosa che appartiene al mio passato e alla memoria di un territorio dove sono nato e cresciuto. Il desiderio di dare voce e rappresentare luoghi e personaggi “conosciuti” è stato uno dei motori che mi ha spinto a realizzare quest’opera.» afferma Baldazzini.

L'inverno di DiegoL’inverno di Diego è un’opera autoconclusiva, che però nelle intenzioni di Baldazzini era da inserirsi in una tetralogia di volumi, dal sottotitolo Le quattro stagioni della Resistenza. La chiusura di The Box ha momentaneamente accantonato, ma non estinto quest’idea. «Il progetto prevede quattro episodi» conferma Baldazzini, «quattro stagioni, per sviluppare il racconto della Resistenza, con protagonista Diego, fino alla fine della guerra e poco oltre. Ho le idee chiare, per cominciare sto aspettando di trovare l’editore che mi appoggi sotto il profilo economico.»

Speriamo lo trovi presto, perché L’inverno di Diego merita di essere seguito da una primavera, un’estate e un autunno.

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