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La Resistenza disegnata – Il fucile e la rosa, la Resistenza Marchigiana secondo Staino e Carino

di Caterina Cappelli

Pubblicato il

Copertina del volume, resistenza marchigiana

Il 25 Aprile, anniversario della liberazione d’Italia, si avvicina. Sono passati 73 anni. Ormai è difficile trovare nelle feste in piazza ex Partigiani che raccontano la loro esperienza. I nazisti, la guerra, il 1946 sembrano così lontani, e il rischio è quello di dimenticare.

Per onorare la memoria dei  protagonisti della Resistenza italiana, Discorsivo ha deciso di dedicare questo mese proprio a loro, con una serie di articoli sulla Resistenza.

Il fucile e la rosa. Episodi della Resistenza Marchigiana

 

Per il 60esimo dell’insurrezione armata di Milano (25 Aprile 2005) il comune di Falconara Marittima decide di affidare a due grandi del fumetto italiano, Staino e Carino, il compito di creare una graphic novel che racconti la Resistenza Marchigiana.
Una scelta interessante ma decisamente appropriata per un comune che vanta da un lato una rinomata (anche se negli ultimi anni un po’ in decadenza) mostra mercato del fumetto di antiquariato, e dall’altro un Museo Nazionale della Resistenza tra i più completi d’Italia, dove si può ammirare l’ equipaggiamento integrale di una formazione partigiana.

Sergio Staino, fumettista molto affermato nel campo della satira e già autore di Montemaggio. Una storia partigiana, e Gianni Carino, illustratore e autore di fumetti storici, conosciuto anche per le sue collaborazioni con programmi Rai come AnnoZero e RaiNews24, cooperano strettamente, in un continuo scambio di ruoli tra scrittore e disegnatore.

Il risultato è Il fucile e la rosa, un “romanzo storico” a fumetti (come indicato nella prefazione del volume) dove gli episodi emblematici della resistenza marchigiana vengono arricchiti di dettagli, personaggi e discussioni che restituiscono l’atmosfera dell’epoca, rimanendo però sempre rigorosamente verosimili.

Il ritrovamento di una cassa di armi in un sottoscala di Ancona, avvenimento realmente accaduto, accende i ricordi di Gino, ex-partigiano (personaggio di fantasia). Al disegno un po’ caricaturale di Staino, i cui personaggi si stagliano su sfondi fotografici, proiettandosi ancora meglio nell’attualità, si sostituiscono gli acquerelli di Carino, fluidi e a tratti imprecisi proprio come una reminiscenza.

Insieme a Gino scopriamo (o riviviamo per i lettori più attempati) la situazione di Ancona dopo l’8 Settembre fino all’occupazione tedesca, la riunione del vertice della resistenza marchigiana tenutasi a Castelferretti, l’arresto di Gino Tommasi, la scelta attendista seguita dal terribile eccidio nazifascista del 22 Marzo a Montalto, lo scontro vittorioso di Monastero…una pagina del volume, resistenza marchigiana

Gli episodi non sono introdotti da spiegazioni, se non qualche accenno di Gino alla data e al luogo, e cominciano in medias res. Troviamo personaggi che dialogano, commentano, prendono decisioni basandosi su informazioni che non sono state fornite al lettore. Lo scopo è quello di spingere il fruitore a informarsi meglio, magari partendo proprio dal museo di Falconara Marittima.

Personalmente ritengo che questa operazione, per quanto condivisibile, sia stata svolta in maniera un po’ esagerata. Diversi punti sono a malapena comprensibili a coloro che non sono già ferrati in materia, lasciando la sensazione che sia un’opera da affrontare dopo un serio studio, più che un testo che fornisce degli input da approfondire.
Non aiuta il fatto che la narrazione non venga trattata in maniera coinvolgente.

La storia-contenitore, con il ritrovamento delle armi da parte di Gino e i vicini sospettosi, è divertente, ma piuttosto debole. I “ricordi” del partigiano sono spezzoni spuri di episodi della resistenza vissuti con occhio onnisciente. Egli non compare al loro interno, facendo mancare il personaggio ricorrente al quale i lettori si affezionano e con il quale si identificano. Inoltre, per lo stesso motivo, il punto di vista sugli eventi è sì personale, ma distaccato come quello di un professore di storia. Ne consegue che anche gli episodi raccontati, se pure importanti dal punto di vista storico, perdono di pathos, lasciando il lettore (in particolare quello inesperto di storia, che sceglie questo fumetto proprio per avere un primo approccio) disorientato in una selva di nomi e volti sempre diversi, senza sapere a chi rivolgere le proprie simpatie se non a un generale “i partigiani”.

Una pagina interna, resistenza marchigianaRimangono comunque ammirevoli gli intenti che hanno portato alla realizzazione del progetto, riassunti nelle belle parole dell’allora Sindaco di Falconara Marittima, il Professore Giancarlo Carletti, che qui riporto:

<<Staino e Carino non sono nuovi a lavori in collaborazione, avendo realizzato in passato diverse storie insieme. Da una collaudata esperienza e affinità di sentire nasce quest’opera […] Sono convinto che gli ideali di libertà, pace e giustizia sociale che animarono la Resistenza, siano il lascito più importante consegnato alle nuove generazioni dal secolo appena trascorso, e che la memoria dei sacrifici passati possa essere uno stimolo per la partecipazione a costruire un futuro migliore.>>

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