Rubriche

I gangli d’un tubo dai calli – The ganglia of a pipe in calluses

di Paolo Meneghetti

Pubblicato il

Per Cynthia Zarin, possiamo rimanere, con qualcuno che ci prende per amore, addosso ai “gangli” d’una corteccia… botanica. Più realisticamente, quella esibisce numerose lacerazioni. Immaginiamo poi che sui tronchi appaia la calligrafia degli amanti “in libertà”, o comunque la datazione d’un evento fondamentale (P.S. a volte nella sua negatività…) per qualcuno. Così la linfa dell’albero e le nostre vene tramuteranno in “inchiostro”. In specie, pure il semplice tronco, non articolato come i rami, fungerà da gomito abbracciante per l’emozione più dura. La fotografia di Monica è in bianconero. Lei posa in piedi, ma voltandoci in parte le spalle. Esteticamente, emerge il dettaglio della colonna dal rivestimento scrostato. Ci sembra di riconoscere l’ambientazione in un capannone abbandonato. Il gomito sinistro farà “ruotare” l’intero busto, quantunque dopo aver “urtato” (in primo piano) la nostra presenza… Monica chiude gli occhi, piega la testa, s’accarezza il volto con la mano destra. Sono dinamismi da percepire alla sentimentalità di sé, proprio addosso ai “gangli” pseudo-scervellanti della colonna, sul quale il tronco della modella proverà a stringersi. Nella risoluzione in bianconero, oltre alle cere dello scrostato, avremmo il “pennino” dell’orecchino.

According to Cynthia Zarin, we can remain, with somebody who get us for love, against the “ganglia” of a botanical… cortex. More realistically, that one shows numerous lacerations. Then we imagine that on the logs the calligraphy of the lovers “in freedom”, or rather the dating of a fundamental event (P.S. sometimes in its negativity…) for somebody, appears. So the sap of the tree and our veins will change in “ink”. Especially, also a simple log, not articulate as the branches, will function as an embracing elbow for the hardest emotion. The Monica’s photography is in black and white. She poses standing, but partly turning her back on us. Aesthetically, the detail of a column, with a stripped away covering, emerges. It seems to us that we recognize the setting inside an abandoned hangar. The left elbow will allow the entire bust “to rotate”, although after it “bumped” (in the foreground) our presence… Monica closes the eyes, bends the head, caresses the face with the right hand. These are types of dynamism that we have to perceive at the own sentimentalism, exactly against the pseudo-racking the brains “ganglia” of the column, where the torso of the model will try to intertwine. In the black and white resolution, in addition of the wax for the scraping off, we would have a “nib” of the earring.

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

C. ZARIN, The Ada poems, Knopf, New York 2010

 

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

La modella italiana Monica Boin viene da Cinto Euganeo (PD). Lei ha una laurea in Scienze dell’educazione. Monica adora i bambini, i viaggi ed i libri di Paulo Coelho.

The Italian model Monica Boin comes from Cinto Euganeo (Province of Padua). She has a degree in Educational sciences. Monica loves the kids, the travels and the books of Paulo Coelho.

Il fotografo Diego Moro è italiano. Esteticamente, gli interessa molto tingere di “morbidi colori” il mondo, emozionandone anche i ricordi.

The photographer Diego Moro is Italian. Aesthetically, he is very interested in tinging with “soft colors” the world, also exciting its memories.

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: