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Libro game – si può giocare leggendo?

di Eleonora Cecchini

Pubblicato il

1.‘C’era una volta un libro game…’.

Se siete veri Millennials, state già sorridendo. Quali flashback stanno riaffiorando alla vostra mente? In quali ricordi passati vi state tuffando? Io associo il libro game alla mia prima biblioteca, ai pomeriggi d’estate passati a studiare le mappe, ai dadi, alle letture in solitaria. Al mio barare spudorato (forse ho iniziato lì?) per di non far morire il mio personaggio che, puntualmente, moriva. E al tentativo (ai mille tentativi) di crearne uno con mia sorella, per poi abbandonarlo a metà strada (diciamo che i giochi tra me e mia sorella finivano quasi sempre allo stesso modo, ma questa è un’altra storia).
C’è qualcuno tra voi che non sa di cosa io stia parlando?
Se non hai idea di cosa sia un libro game o ne hai una ma vaga, vai al paragrafo 2.
Se ti chiedi il perché di questo tuffo nel passato, vai al paragrafo 3.

 

2. Un libro game è un gioco.

Un gioco in solitaria, solitamente. In cui TU sei il protagonista della vicenda e, in quanto tale, operi delle scelte, che portano al successo totale, parziale o all’insuccesso. E quando si parla di insuccesso, solitamente si intende la morte del tuo personaggio tra le sofferenze più atroci. Come è possibile ciò? Tramite l’utilizzo di paragrafi numerati, che rendono la storia non più lineare, ma ‘spezzata’.
Se vuoi sapere quando è nato il genere dei libri game, vai al paragrafo 4.
Se vuoi sapere se sia un genere ancora in auge, vai al paragrafo 5.

 

3. Perché parlare oggi di libri game?

Tempo fa, mi è capitato di riprenderne alcuni tra le mani per motivi didattici. Sì, avete capito bene. Ho dato da leggere un libro game ai miei studenti e poi ho affidato loro il compito di creare uno ex novo. E riavvicinandomi a questo genere, mi sono interessata alla loro storia editoriale.
Se vuoi sapere quali potrebbero essere gli scopi didattici di un libro game, vai al paragrafo 6.
Se vuoi sapere quando è nato il genere dei libri game, vai al paragrafo 4.

 

4. La nascita del libri game.

Non avendo una data di nascita ben definita né un autore specifico, si tende a riportare come ‘padri putativi’ nomi di tutto rispetto, come lo psicologo Skinner (relativamente al metodo), il gruppo letterario francese OuLiPo o lo scrittore argentino Borges. Al di là di ciò, il boom dei libri game è avvenuto negli anni Ottanta, grazie alla casa editrice statunitense Bantam, che ha creato la collana Choose Your Own Adventure, tradotta in Italia dalla Mondadori con la collana Scegli la tua avventura. Negli stessi anni, il genere fantasy era predominante rispetto agli altri: pertanto, i libri game più noti hanno tema fantasy. Ciò non toglie che siano esistiti libri game anche di altri generi: dal giallo, all’horror, al realistico.
Se vuoi sapere le serie più popolari degli anni Ottanta, vai al paragrafo 7.
Se vuoi sapere se sia un genere ancora in auge, vai al paragrafo 5.

5. I libri game oggi.

I libri game sono oggi un genere poco noto, con un numero esiguo di lettori e ancor meno di libri in circolazione. Ciò perché, fintanto che hanno potuto, le case editrici hanno cavalcato l’onda del consenso del pubblico. Quando la domanda è diminuita, le stesse non hanno più investito sul genere. Tuttavia, oggi, alcune case editrici, tra cui la Salani e la Mondadori, stanno provando a rilanciare questa interessante esperienza di gioco-libro. Per la Salani, è stata pubblicata la serie Fighting Fantasy, con i libri Lo stregone della montagna infuocata, La Rocca del Male, La Foresta Maledetta e Il Porto della Morte. Per la Mondadori, invece, è stata pubblicata una serie di gialli, di cui il testo più noto è Il fantasma di Lord Byron di John H. Watson. 

Infine, oltre a ristampe di libri precedenti, interessante è stata la ripresa di ‘Lupo Solitario’. Nonostante l’autore, Joe Dever, sia scomparso ormai tre anni fa, il figlio e alcuni fan dello scrittore hanno recuperato le bozze dei suoi lavori. Dopo due anni, hanno pubblicato nel 2018 il primo degli ultimi tre libri della saga, preannunciato già al Lucca Comics (Morte nel’abisso).
Insomma, è sicuramente un genere nostalgico, ma è anche vero che si sta cercando di riportarlo se non in auge almeno all’attenzione delle più giovani generazioni, in quanto libro del tutto originale ed alternativo.
FINE.

6. Libri game per la didattica.

Un libro game pone il lettore dinanzi a scelte continue, che deve prendere sulla base della sua intuizione e dell’esperienza che si crea mano a mano che prosegue nella lettura. È anche un gioco di abilità e di strategia, proprio come lo sono tutti i giochi di ruolo. Certamente è ‘passivo’ rispetto ad un vero gioco di ruolo, in quanto il lettore si muove entro linee prestabilite, ma ci sono momenti (la scelta del personaggio, per esempio, o la strategia per giungere alla vittoria) in cui la fortuna non basta.

Infine, insegna ad essere responsabili delle proprie scelte: se il proprio personaggio prende la strada sbagliata, muore, c’è poco da fare. Ovvio, tutti noi abbiamo barato, in un modo o nell’altro, ma la filosofia del libro game sarebbe quella di ricominciare ricordando le proprie scelte per non commettere gli stessi errori. Nella stesura di un libro game, fondamentale (oltre ad una grande inventiva) è la scansione logica dei paragrafi. Si consiglia, pertanto, di partire da un diagramma di flusso ed è fondamentale procedere con lentezza, per evitare di perdere il filo. La storia deve funzionare qualunque scelta il lettore faccia, e non è così semplice come sembra.
Se vuoi sapere se sia un genere ancora in auge, vai al paragrafo 5.
Altrimenti, grazie per la lettura! FINE

7. Le serie più note.

All’estero, la serie sicuramente più popolare è stata quella di Lupo Solitario, inventato dalla penna di Joe Dever, autore scomparso tre anni fa. Il primo libro, I signori delle Tenebre, è del 1984. La serie comprende attualmente 30 volumi, di cui 29 scritti dall’autore e il trentesimo pubblicato dal figlio e da alcuni fan.
In Italia, la collana ‘Librogame’ della Edizioni E. Elle (poi EL) di Trieste è la più nota. Essa traduceva libri di autori stranieri, tra cui, appunto, la stessa serie di Lupo Solitario. Era quella delle fascette – ricordate? Azzurra, o gialla, rossa.. Nel 2007 la EL ha ristampato alcuni dei primi libro game, tra cui la serie Ninja.
Se vuoi sapere il perché di questo tuffo nel passato, vai al paragrafo 3.
Altrimenti, grazie della lettura. FINE

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