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Le assaggiatrici

di Silvia Liotta

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Le Assaggiatrici di Rosella Postorino foto originale di Silvia Liotta

Le Assaggiatrici di Rosella Postorino foto originale di Silvia Liotta

Rosa Sauer insieme ad altre nove donne passerà alla storia come una delle Assaggiatrici di Hitler che, nell’autunno del 1943, vennero prelevate dalle loro case nei dintorni di Gross-Partsch per diventare delle cavie umane al servizio del Reich. Nessuna di quelle donne sa a che cosa andrà incontro quella mattina quando si ritroveranno tutte riunite in una stanza con di fronte a loro le migliori leccornie ormai sparite da tempo dalle tavole dei tedeschi: non hanno nulla in comune tra di loro se non quello di abitare proprio vicino alla Tana del Lupo, che come ogni fiaba insegna, ha sempre fame.

Le Assaggiatrici di Rosella Postorino ha riscosso molto successo, vincendo anche molti premi della critica, ho trovato moltissime recensione che ne illustrano la prosa ben riuscita e la prosa assai nuova. Per me non è facile quindi scrivere questa recensione nella quale mi discosto un po’ dal coro dei “brava” perché di questo romanzo non sono rimasta piacevolmente colpita.

Le assaggiatrici di Rosella Postorino estratto dal primo capitolo

Le assaggiatrici di Rosella Postorino estratto dal primo capitolo

La scelta narrativa di Rosella Postorino per il suo Le Assaggiatrici è stata quella di seguire il flusso di coscienza di Rosa che cerca disperatamente di aggrapparsi ad ogni piccolo cavillo per giustificare il suo operato di collaboratrice del Reich. A Berlino Rosa era una segretaria ben voluta da tutti che ha sposato il suo principale Gregor con il quale ha condiviso un solo anno di matrimonio prima che lui partisse per il fronte. Il Reich le ha portato via il marito, la casa e sua madre, morta durante un bombardamento, ed ora l’ha costretta a sfidare la morte tre volte al giorno. Sino a che punto è lecito giocare con la morte prima di cadere nelle spire discendenti della follia?

Rosa non è una nazista, non condivide le idee politiche di Hitler né tantomeno l’operato ma non ha molta scelta, non può ribellarsi mettendo in pericolo non solo la sua vita ma anche quella dei suoceri e quindi abbassa la testa ed ingoia ogni singolo boccone che gli viene messo davanti aspettando di sentire i morsi letali del veleno. L’idea della morte non sembra poi così brutta, la fine di tutto le sembra ogni giorno di più una buona soluzione.

Chi sono le Assaggiatrici? Quali sono le storie che si nascondono dietro gli occhi ed i silenzi delle altre donne compagne dello stesso inesorabile destino? Rosella Postorino porta il lettore a scoprirle piano piano, pagina dopo pagina si entra sempre di più nel terrore che attanaglia ogni donna costretta ad uscire di casa per andare incontro, o forse no, alla propria morte.

La storia che c’è dietro Le Assaggiatrici non è brutta, l’autrice Rosella Postorino si è ispirata alla vita di chi veramente ha assaggiato i pasti di Hitler e romanzandola l’ha trasformata per noi nella storia di Rosa. Mi chiederete e quindi cosa non ti è piaciuto? Non ho apprezzato il ritmo della narrazione, la confusione tra presente e passato, tra il flusso di coscienza di Rosa e gli eventi. Alla fine quando sono arrivata alla conclusione della storia ho sentito l’amaro in bocca, come se mi fosse mancato qualcosa di fondamentale da rendere la storia indimenticabile.

Le Assaggiatrici è un romanzo nel quale si mescolano i ricordi, le sensazioni, i sensi di colpa e le azioni di quelle nove donne il cui destino si è legato inesorabilmente con quello delle altre. Dopo averlo letto ed aver temporeggiato qualche giorno prima di scrivere questa recensione ho capito che alla fine il protagonista vero di questo romanzo non è Rosa o Hitler, non è la guerra o la sofferenza ma il silenzio e l’omertà, la paura di chiedere, la paura di sapere cosa c’era di vero nelle voci che iniziavano a circolare su determinati campi, sulle sofferenze ma soprattutto la paura di chiedere il perché.

Le Assaggiatrici edito da Feltrinelli è solo l’ultimo romanzo pubblicato di Rosella Postorino che si è fatta conoscere dal grande pubblico con Il mare in salita edito da La Terza nel 2011 e La stanza di sopra edito da Neri pozza nel 2007 prima e da Feltrinelli nel 2018 poi.

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