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Buona Apocalisse a tutti!

di Erika Biggio

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Buona Apocalisse a tutti! (Good Omens in lingua originale) non è solo un ottimo augurio per il nuovo millennio, ma è un libro scritto a quattro mani da Terry Pratchett e Neil Gaiman e sarebbe anche una serie tv che Amazon ha in lavorazione da almeno il secolo scorso, viste le tempistiche di rilascio, e il fatto che stanno ancora annunciando gli attori che vengono man mano aggiunti al cast. Ma tralasciando l’ironia, era ovvio che prima o poi, in questo periodo fertile per le serie tv, qualcuno si sarebbe ricordato di questo romanzo, scritto nel lontano 1990 da quelli che sono due dei maggiori narratori inglesi contemporanei; alla fine degli anni ’80 Terry Pratchett aveva già scritto molti romanzi del suo Mondo Disco, affermandosi come lo scrittore inglese più letto del ventesimo secolo, mentre Neil Gaiman era un giovane sceneggiatore, che aveva appena portato su carta i primi capitoli di quella meraviglia onirica che è Sandman. L’unione di queste due menti, che definire particolari è dir poco, ha portato ad una delizia letteraria, senza alcuna pretesa di entrare nell’Olimpo della grande letteratura inglese ma con lo scopo di creare ironia, divertire e sbeffeggiare il lettore.

Cosa succederebbe se, giunto finalmente il momento, quello che tutti temono, la fine dei giorni, lei, l’Apocalisse, la messa in moto degli avvenimenti venisse affidata ad un povero diavolo (pun intended) che da circa seimila anni vive pacificamente sulla Terra, un demonio che tra gli umani ha imparato tutto quello che sa, e a cui piace un sacco la sua vita sul pianeta?! Beh succede che al nostro Crowley l’idea che la pacchia finisca, che l’Accordo che impedisce a diavoli ed angeli di interferire gli uni col lavoro degli altri venga meno, non piace tantissimo. Anche perchè sono millenni che la Guerra è finita, e ormai i dipendenti minori delle due grandi Potenze, quegli angeli e quei diavoli che passano più tempo sulla Terra che nei rispettivi Regni, hanno molto più in comune gli uni con gli altri che coi propri superiori.

Così Crowley va a trovare il suo più caro amico, che conosce LETTERALMENTE dall’alba dei tempi: l’Angelo Azraphel, col quale ha guardato allontanarsi Adamo ed Eva dal giardino dell’Eden, e con cui condivide le perplessità in merito alla famosa tentazione della famosissima mela. Azraphel, di animo decisamente più conciliante rispetto all’amico, inizialmente sembra rassegnato all’idea della fine dei tempi, finchè un buon diavolo non gli fa notare che la maggior parte dei musicisti e dei migliori scrittori stanno al caldo nel fuoco eterno. Insomma, è un’argomentazione che avrebbe convinto i migliori di noi, soprattutto quando minacciati di guardare solo “Tutti insieme appassionatamente” per il resto dell’eternità.

Dopo un intenso brainstorming, in cui decine di bottiglie di ottimo vino cadono vittime delle necessità dei nostri protagonisti, hanno un’idea matta e disperatissima: decidono di fermare l’Apocalisse crescendo il piccolo Anticristo con un’educazione su misura. Ma cosa succederebbe se alcune suore sataniste un po’ distratte per sbaglio scambiassero il piccolo Anticristo con un bambino normale? E se spuntasse la discendente della strega che aveva previsto la fine del mondo con la traduzione esatta delle profezie della bisavola? E se uscissero fuori i cacciatori di streghe? E i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse? E i Duchi infernali? E Metatron, la Voce di Dio? E Dio stesso?

Insomma, come nella vita vera i piani dei nostri due protagonisti non vanno mai per il verso giusto, gli altri personaggi e il caso ci mettono lo zampino, fino a creare il caos più totale e un’ilarità diffusa nel lettore, che si lascia trasportare da una girandola di avvenimenti fuori controllo, dialoghi brillanti e riferimenti a fatti e persone assolutamente esistenti. Buona Apocalisse a tutti! è un divertissement di due geni della letteratura comica inglese, che è sempre bello rileggere, in attesa della sua trasposizione televisiva.

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