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GDR e fumetto – Drizzit by Bigio

di Erika Biggio

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Nella puntata precedente di questo trittico di articoli dedicati al rapporto tra GDR e fumetto, il mio esimio collega Enrico Cantarelli ci ha raccontato di come la vita di Gary Gygax sia stata trasformata in una graphic novel per gli appassionati di entrambi i settori; proprio al genio di Gygax dobbiamo infatti uno dei giochi più longevi di sempre, il sempre amato Dungeons&Dragons, al quale qualsiasi nerd che si rispetti ha dedicato almeno un paio (di centinaia) d’ore della sua vita.

Io invece vorrei parlarvi di un gioco ispirato ad un fumetto che è ispirato ad un libro che è ispirato a D&D…una nerdception, in pratica. Drizzit di Bigio, al secolo Luigi Cecchi, nasce nel non troppo lontano Dicembre 2010, prendendo spunto da uno dei personaggi più famosi del mondo fantasy dei primi anni ’90: Drizzt Do’Urden, elfo oscuro fuggito dal sottosuolo nel mondo di Forgotten Realms, un’ambientazione di D&D, è il protagonista infatti di una corposa serie di romanzi fantasy, sono più di venti, dedicati a lui ed ai suoi compagni di avventure. E qui abbiamo già il primo gradino di un’interazione che nei 45 anni dalla nascita di Dungeons&Dragons darà frutti incredibili per la letteratura fantasy moderna, passando da Drizzt alla serie di Dragonlance, fino ad arrivare all’italianissima saga del Mondo Emerso. Bigio dà il suo tocco personalissimo ad un personaggio che nei romanzi è scaltro, pericoloso, forgiato dalle difficoltà di una vita nelle tenebre e alla ricerca della luce: il nostro piccolo Drizzit è ingenuo, dotato di sani principi e, come il suo alter ego letterario, assolutamente letale con due spade in mano.

Il format di Drizzit è quello della striscia, che l’autore pubblica più o meno giornalmente sulla sua pagina Facebook, per poi essere raccolto in deliziosi volumetti alla fine di ogni “saga”: inutile dire che in più di otto anni di pubblicazione lo stile di Bigio si è modificato ed è migliorato in maniera esponenziale, tanto che prendendo in mano il volume de “Le Origini” e quelli più recenti come “Le 16 fatiche di Drizzit” sembra quasi di osservare opere di autori diversi. Trovo che la trama di ogni saga sia molto ben congegnata, come il mondo in cui si muovono Drizzit ed il suo party: Katy la ladra, Dotto il nano, Baba Yaga la strega e Wally il barbaro mezzo demone/grammar nazi, a cui si aggiungono man mano moltissimi personaggi secondari che animano le sottotrame del fumetto. La forza di questa striscia è sicuramente la chiave di lettura molto comica, che effettivamente potrebbe ricalcare le avventure di giocatori di D&D che non si prendono troppo sul serio e con un master, o narratore, amante dell’assurdo, e al contempo la capacità di gestire anche momenti tragici per i protagonisti senza perdere quel velo di ironia che la caratterizza.

Negli ultimi anni, quasi in contemporanea con l’uscita del GDR dedicato a Drizzit, Bigio ha dato ai lettori anche la possibilità di votare per dirigere parzialmente l’andamento della storia, quasi si trattasse di un libro game, e rendendo quindi la sua striscia quasi interattiva coi lettori. Nel 2014 esce il primo volume del GDR dedicato a Drizzit, in collaborazione con Mini G4m3s Studio, che si basa sul sistema di gioco col d12 (per rivalutare la dignità di questo povero dado bistrattato per favorire il più famoso fratellone d20), ricalcando in maniera molto semplificata le regole di D&D, ed effettivamente di quasi tutti i GDR più presenti sul mercato, in modo da dare anche ai fan di Drizzit che non si erano mai approcciati al gioco di ruolo un modo per familiarizzare con questo mondo immenso e bellissimo.

Bigio ha quindi chiuso il cerchio, ritornando al Gioco di Ruolo che è stato motore di partenza di tante avventure ed ispirazione per molti degli scrittori moderni di fantasy: perchè non provate anche voi?

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