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Molto forte, incredibilmente vicino

di Silvia Liotta

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Molto forte incredibilmente vicinoIl romanzo Molte forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer racconta la storia  di Oskar, un bambino speciale che l’11 Settembre ha perso il suo punto di riferimento, il suo amico e compagno di mille avventure: il suo papà.

Thomas era un uomo buono, con una mente brillante ed una fantasia illimitata, lavorava nell’oreficeria di famiglia ed era capace di raccontare storie su tutto. Oskar adorava suo padre, i momenti insieme erano sempre speciali c’era sempre una nuova caccia al tesoro o una serie di domande alle quali rispondere che stimolavano non solo la sua sete di cultura ma anche la sua curiosità.

Erano padre e figlio, molto spesso però erano come due fratelli complici ma quando il primo aereo si è abbattuto sulle Torri Gemelle la vita di Thomas è stata bruscamente interrotta.

Johanthan Safran Foer in Molto forte, incredibilmente vicino ci racconta la vita di Oskar a distanza di qualche mese da quel settembre, grazie ad un flusso di coscienza senza limiti ci permette di immergerci totalmente nella sua mente e nel suo dolore. Perchè è di questo che si parla, l’inaccettabile dolore di Oskar di fronte alla morte del padre, la sua continua ricerca di lui, di qualche sua traccia che possa anche solo spiegargli il perchè di tutto questo.

Mentre la mamma è al lavoro Oskar decide di curiosare per la casa e

Molto forte, incredibilmente vicino dettaglio all'interno del romanzo

Un particolare del romanzo Molto forte, incredibilmente vicino foto originale di Silvia Liotta

finisce nella camera dei suoi: l’armadio è socchiuso ed il profumo di suo papà lo convince ad entrare, lì su una sedia c’è ancora il suo smoking nero e nelle sue tasche c’è ancora l’impronta delle sue mani.

In cima ad una mensola Oskar nota un vaso e decide di provare a prenderlo, cosa ci sarà al suo interno? Cadendo e frantumandosi in mille pezzi il vaso gli mostrerà una chiave ed una busta con scritto “Black”. Niente altro, nessun messaggio e nessuna pista, sarà una nuova caccia al tesoro che suo papà ha lasciato per lui? Oskar decide così di mettersi sulle tracce di tutti i Black della città e di chiedere loro se sanno qualcosa della chiave e del suo papà.

La storia lascerà sicuramente un’impronta nel cuore del lettore, il piccolo protagonista e la sua famiglia così come il loro dolore si scaveranno una stradina nella vostra anima e vi rimarranno come un ricordo dolceamaro. Jonathan Safran Foer ha creato un romanzo che sembra quasi un diario: le pagine si alternano ad immagini, il flusso di pensieri di Oskar scorre senza barriere neppure stilitische perchè i dialoghi si susseguono, botta e risposta senza mai andare a capo. Una scelta curiosa e particolare che ha reso ancora più intima la lettura del romanzo, dando l’impressione di trovarsi all’interno dell’anima del piccolo protagonista.

Molto forte, incredibilmente vicino è come una coperta patchwork nella quale sono intrecciate molte storie: la storia di Oskar, la storia dell’amore tormentato dei suoi nonni e le storie di tutti i Black della città. Un grande racconto corale che tocca molte vite, ognuna diversa e particolare, capaci di aggiungere un tassello in più nella mente del piccolo.

C’è davvero un motivo dietro la morte di Thomas? Come può un bambino di nove anni accettare che il suo papà, il suo compagno di giochi, la sua spalla ed il suo confidente lo hanno abbracciato un’ultima volta, la sua voce gli ha raccontato un’ultima storia e tutto questo senza essere davvero consapevole che quella sarebbe stata l’ultima volta, per sempre.

Molto forte, incredibilmente vicino è così, un romanzo che ti entra dentro, che parla direttamente al cuore, le sue pagine sono piene del vuoto lasciato da Thomas, possiamo quasi sentirlo, è palpabile in ogni spazio tra una riga e l’altra. Dall’altra parte c’è un bambino che cerca suo padre, lo cerca in ogni angolo della città, in ogni sguardo di chi potrebbe averlo visto un’ultima volta. “Aveva ancora l’odore di dopobarba? Aveva la penna rossa nel suo taschino?”.

Ricordi di vite passate, di dolori sepolti e di ferite ancora aperte, ma soprattutto Molto forte, incredibilmente vicino è l’elaborazione del lutto di un piccolo uomo, che ancora non capisce alcune cose ma che sa solo che quel vuoto nel suo petto e la mancanza al suo fianco fanno male ogni giorno di più.

Jonathan Safran Foer si è fatto conoscere al grande pubblico con Ogni cosa è illuminata pubblico da Guanda nel 2002, romanzo che poi è diventato anche un film. Ha pubblicato poi sempre con Guanda il romanzo Eccomi nel 2016 e Se niente importa perchè mangiamo gli animali? , pubblicato nel 2010 da Guanda anch’esso.

Un successo dietro l’altro per questo autore capace ogni volta di regalare al pubblico una storia indimenticabile, con personaggi unici nel proprio genere ed emozioni indelebili.

 

 

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