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Haxa

di Erika Biggio

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Haxa è il primo racconto di Nicolò Pellizon diviso in più volumi: una storia che in italia non si vede tanto spesso, da un autore giovane, che non solo ci porta in un mondo lontano ma non troppo, ma lo fa anche con una tale padronanza del colore da rendere ogni tavola una vera e propria festa per gli occhi. Il racconto è diviso in 4 volumi, di cui esce il secondo proprio a fine gennaio, ma il primo volume basta già per  far capire al lettore che i livelli di lettura sono molteplici, i riferimenti innumerevoli e la storia familiare.

Haxa è ambientato in un mondo in cui il crollo di una torre, la torre di Al Hillah, ovvero la torre di Babele, spezza l’incanto che permetteva alla magia, ovvero l’Hexa, e a coloro che la usano, di restare nascosti agli occhi del genere umano: improvvisamente l’umanità scopre che un 6% di sé stessa è nascosto dall’inizio del tempo, e com’è ovvio, questo cambia tutto.

A 75 anni di distanza, quella che sembra una pacifica convivenza tra le due facce dell’umanità in realtà nasconde tensioni internazionali legate ai due tipi differenti di Hexa: da una parte coloro che usano l’Ars Alchemica, gli elementalisti che sanno usare il potere degli elementi, e l’Ars Goetia, formata da coloro che sanno evocare esseri viventi da dimensioni parallele e addomesticarli. Gli elementalisti si sono accaparrati il titolo di “buoni”, incolpando i goetiani di tutto ciò che va male nel mondo, dagli attacchi terroristici a riscaldamento globale.

Sophia è a scuola quando, sbottando col la sua compagna di stanza, ammette di essere una strega. Stretta tra la prospettiva di essere rinchiusa in una specie di scuola-penitenziario, e la lenta consapevolezza di essere una goetiana, realizza che la sua unica possibilità è fuggire verso territori più selvaggi, e più sicuri per una come lei: qui scoprirà un mondo in lotta, un’umanità pervasa dalla paura del diverso che guarda con sospetto tutto e tutti, perchè il tuo stesso figlio un giorno potrebbe svegliarsi ed essere uno di “loro”.

Benchè la storia a grandi linee ricalchi uno spartito che ci sembra di conoscere già, l’approccio fresco e la narrativa veloce, spesso a tal punto da lasciare all’intuizione del lettore la ricostruzione dello svolgersi degli avvenimenti, rendono Haxa una graphic novel accattivante, dall’aspetto grafico splendido anche grazie al magistrale utilizzo del colore. Un espediente narrativo interessante è quello di utilizzare spezzoni di articoli di giornale tra un capitolo e l’altro per riempire i buchi di conoscenza del lettore, condividere  informazioni che gli abitanti del mondo di Haxa conoscono benissimo ma noi che li seguiamo con trepidazione necessitiamo per comprendere appieno le loro motivazioni, le loro reazioni e sentimenti.

Nicolò Pellizzon ci regala un racconto fatto di tradimenti, meschinità, amicizia, coraggio e sacrificio, il tutto racchiuso nella bella edizione Bao Publishing, che come sempre mantiene la propria linea editoriale e dà peso a storie di spessore, che fanno del sociale e della comunità umana il proprio centro focale. Che dire, a me questo percorso piace sempre di più.

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