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La mia amica Colette, breve storia di una bugia

di Caterina Cappelli

Pubblicato il

Un nuovo, piccolo capolavoro di una delle più stimate illustratrici degli ultimi anni: Isabelle Arsenault.

 

L’autrice

 

Isabelle Arsenault è una tra le più talentuose e raffinate illustratrici contemporanee.

Nata in Canada, si laurea in Graphic Design presso l’Università del Quebec a Montreal, per poi specializzarsi in illustrazione.

Isabelle si distingue non solo per il suo affascinante immaginario, strettamente legato alla natura e alle emozioni umane, ma anche per il suo tratto estremamente sofisticato. Delicati passaggi di chiaro-scuro a grafite e acquerello quasi monocromatici esplodono in dettagli di colore. Petali gialli, blu, magenta, aprono gli occhi e fanno spaziare il lettore in un universo alternativo, inaspettato, dove, dietro alla realtà visibile, si possono leggere molte cose.

Non mancano le occasioni in cui il talento di Isabelle viene premiato: vince tre volte il Prix du Gouverneur général, il massimo riconoscimento letterario del Canada, due dei suoi albi illustrati vengono nominati dal “The New York Times” come i migliori dell’anno della categoria, infine Ninna nanna di stoffa, la vita tessuta di Louise Bourgeois le vale il BRAW 2017 come migliore libro d’arte.

Talentuosa e versatile, adatta senza difficoltà la sua tecnica al fumetto, senza perdere minimamente la magia delle illustrazioni. Oltre al libro che prendiamo in esame oggi, pubblica altre due graphic novel: Jane, la volpe ed io (Mondadori, 2014) e Louis e i suoi fantasmi (Mondadori, 2017).

 

Bugie e fantasia

 

Nell’anno appena passato la Arsenault ci regala un nuovo, delizioso fumetto: La mia amica Colette, sempre per Mondadori.

Si tratta di una breve graphic novel pensata per i bambini, ma piacevolissima anche per gli adulti. La sua semplicità, infatti, chiama chi riesce a cogliere il messaggio nascosto dalle fuligginose ombreggiature di grafite alla comprensione e empatia verso gli altri esseri umani.

La storia è essenziale: Colette, bimba appena trasferitasi in Clark Alley, coinvolge gli altri ragazzini del quartiere nella ricerca di Maria Antonietta, la sua pappagallina, che si è perduta.

Si tratta, in realtà, di una bugia.  

Colette, la nuova arrivata, trasferisce il suo bisogno di essere amata ed apprezzata nel forte desiderio di un animaletto domestico, che tuttavia non ha il permesso di tenere. Paradossalmente, sarà proprio questo transfert a permetterle di ottenere quello di cui ha realmente necessità: degli amici.

Mano a mano che la bugia di Maria Antonietta cresce e diventa più dettagliata, un numero sempre maggiore di bambini si avvicina alla protagonista, ma non solo.

Osservando bene le vignette, infatti, si può notare come ogni bambino venga colto in una attività immaginativa solitaria (leggere, disegnare, ascoltare il mare attraverso una conchiglia…) e chiamato a partecipare a una attività immaginativa collettiva, alla quale si prestano tutti con piacere. Colette e la sua bugia, quindi, permettono anche un avvicinamento dei piccoli abitanti del quartiere tra loro.

A un certo punto, in uno slancio di entusiasmo, la bambina esagera, e la bugia assume proporzioni tali da non essere più credibile. Colette si vergogna, ha paura di avere rovinato tutto, fugge via. Ma qui avviene la magia. I ragazzini del quartiere, infatti, avevano già capito tutto, e la loro espressione non era lo sbigottimento di una menzogna rivelata, bensì lo stupore meravigliato di chi si appassiona ad una storia e ne vuole sapere di più!

Avevano compreso le necessità della nuova arrivata e, istintivamente, si erano prestati al gioco, grazie alla caratteristica unificante propria dell’infanzia che in questa opera Isabelle esalta: la fantasia.

Non a caso dedica il libro a << tutti i bambini che abitano in città e che illuminano i vicoli di cemento con la loro immaginazione >>.

Anche l’autrice sceglie di credere a Colette, intitolando il libro Colette’s lost pet (titolo originale), sottintendendo l’esistenza effettiva di Maria Antonietta, anche se non nel modo che si intende solitamente.

La mia amica Colette è un invito ad aprire la mente, a guardare oltre le azioni delle persone, anche quelle negative (come una bugia), per comprenderne le loro esigenze profonde, e a non smettere di guardare meravigliati il mondo, colorandolo con un pizzico di immaginazione.

È possibile acquistare il volume presso lo store Mondadori qui.

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