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La quinta stagione di Luther: Wotcha!

di Elisa Tomasi

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La quinta stagione di Luther si apre come sempre con l'usuale silhouette del detective nei titoli di apertura

BBC Studios

Finalmente la quinta stagione di Luther ha fatto la sua comparsa sul piccolo schermo allo scoccare del nuovo anno, in quella che è stata una maratona tutta di un fiato che ha visto nei primi giorni del 2019 il susseguirsi, sera dopo sera, di tutti i ben quattro episodi che compongono la quinta stagione di Luther, prima dell’epifania, il 4 gennaio, tutto era già finito. La scelta della BBC di trasmettere la serie in unico segmento settimanale in quattro serate ha portato l’apparizione di DCI Luther, sempre con il suo immancabile cappotto e le sue mani in tasca, ad essere quantomeno molto fugace ma quello che avvenuto in questo breve lasso temporale si è dimostrato essere un insieme di episodi che hanno saputo in fondo reggere la loro spasmodica frenesia di arrivare alla fine.

La quinta stagione di Luther era attesa sul finire del 2018 ed era stata largamente anticipata già a inizio di quell’anno, l’annuncio di una nuova serie di episodi del problematico detective londinese era stata accolta con entusiasmo dagli appassionati, rimasti a bocca asciutta dal 2015 quando su BBC era andata in onda un’ancor più breve stagione di Luther composta da due soli episodi, a onor del vero bisogna ammettere che le stagioni di questa serie non sono certo ricche in fatto di ore di visione dato che le prime tre erano composte al massimo da 4 o 5 episodi di circa un’ora l’uno. La questione tempo e la sua gestione sono dunque una componente strutturale della creatura di Neil Cross che ci ha abituato al consumo sporadico e fugace delle vicende di John Luther e questo ha sicuramente influito sulla trama di queste che a volte assumono nel loro aspetto episodico una discontinuità di intenti, questo era soprattutto evidente in quella che si considera la quarta stagione di Luther, i due episodi speciali andati in onda nel periodo natalizio del 2015. In questi vi era una certa forma di confusione organizzata in cui a tenere le fila vi era solamente la figura granitica di Idris Elba, che con la sua superba interpretazione del DCI Luther risultava essere l’elemento ad ostacolo dello sfaldamento della trama. Il problema maggiore di quella stagione era uno ma fondamentale per quella che era stata fino ad allora la diegesi di Luther: l’assenza di Alice Morgan, fatto ancor più grave era che la sua scomparsa era frutto di una presunta morte avvenuta fuori dallo schermo (off screen) e che poi in questo non avesse trovato giusta ma soprattutto logica risoluzione; così quei due episodi speciali si lasciavano guardare ma lasciando l’amaro in bocca.

La quinta stagione di Luther sembra aver rettificato quell’enorme vuoto lasciato dall’amata sociopatica parricida e matricida e questo nel più semplice dei modi: riportando Alice sullo schermo, caso fortuito vuole che l’attrice Ruth Wilson, volto e chioma fiammeggiante dell’ossessione numero uno di Luther, fosse libera da impegni rispetto al 2015 quando era impossibilitata dalla sua presenza nel cast di The Affair.

La quinta stagione di Luther dunque non è solo un gradito ritorno ma anche una sperata risurrezione dalle ceneri di quella che fu la stagione del quasi disastro, la quarta, e l’araba fenice qui ha il volto dell’amata astrofisica omicida che torna a parlare dell’universo, dell’antimateria e di quello che paradossalmente distrugge e crea il mondo e delle forze ambivalenti che lo animano. Alice Morgan è tornata e con lei ha portato tutto il suo carico di ambiguità che rende Luther un’affascinante serie sulle luci e le ombre dell’essere umano. L’Alice che ritroviamo in questa quinta stagione di Luther è leggermente cambiata, il suo atteggiamento distaccato e ironico sulle vicende umane appare l’usuale risultato del suo narcisismo maligno ma quella che ora ritroviamo sullo schermo è una donna che ha vissuto l’amore o come accade spesso in Luther una forma in un certo senso deviata di come questo è normalmente concepito, la passata relazione con John Luther l’ha segnata e in tal modo ha minato la percezione che ha di se stessa. L’Alice Morgan che qui ritroviamo è destabilizzata e questo rende le sue azioni non più mirato calcolo matematico esercitato per adempiere ad uno scopo ma queste diventano erratiche e incongruenti. Questo accade in un contesto che vede John Luther sempre più preda dei suoi demoni, il detective non è più quella figura iconica delle passate stagioni che dal cornicione del tetto del distretto o dalla cima di una scogliera guarda il baratro al di sotto, nella quinta stagione di Luther John è in piena caduta nella spirale di eventi drammatici che porta con sé fantasmi del passato e nuovi cadaveri di persone amate che si accumulano sulla via verso il suo personale inferno. Gli Inferi di Luther sono sempre stati in penombra ma in questa nuova stagione si vuole dare nuova occasione per metterli alla luce con l’aiuto di ritrovate figure care alla visione come il “mate” di John Benny e l’autorità del suo mentore Martin Shenk, una nuova e fresca aggiunta alla squadra nella persona di DS Halliday e la continuità con la passata stagione data dal gangster stagionato George Cornelius, il tutto condito con l’apparire macabro di un unico perversamente deviato caso da investigare.

Se ancora non l’avete vista la quinta stagione di Luther vale un’occhiata, ecco qui il trailer:

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