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L’ora più buia. Maggio 1940: come Churchill ha salvato il mondo dal baratro

di Erika Biggio

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Sir Winston Leonard Spencer Churchill è stato senz’ombra di dubbio uno dei personaggi più importanti del XX secolo: raffigurato da sempre come burbero ma carismatico, senza peli sulla lingua e dalla caratteristica somiglianza con un bulldog, è una delle personalità che più hanno affascinato contemporanei e posteri. Quando si studia la Seconda Guerra Mondiale a scuola viene spesso rappresentato come un uomo tutto di un pezzo, incrollabile nelle proprie certezze, fedele alla nazione fino alla fine e determinato a vincere a qualsiasi costo.

Eppure questa è la descrizione di un eroe mitico, non di un uomo in carne ed ossa. Quello che Anthony McCarten si propone di fare con questo libro è proprio disegnare un’immagine a tutto tondo dell’uomo che ha resistito con le unghie e con i denti per la salvezza del popolo a cui aveva dedicato la vita, ma che non per questo era esente da dubbi, errori e paure.

L’autore si concentra quindi su quella peculiarità di Winston Churchill che gli ha effettivamente permesso di condurre la propria nazione in una guerra che sembrava già perduta, rinfocolando non solo lo spirito di unità nazionale tanto caro al popolo britannico, ma anche il coraggio ad un esercito sull’orlo della disfatta: la retorica.

Nel Maggio del 1940 l’Europa è in subbuglio, la Gran Bretagna ha già affrontato 8 mesi di una guerra disastrosa e la Germania di Hitler ha già conquistato Belgio, Polonia, Norvegia, Danimarca e è in procinto di ottenere anche la resa francese (ci sarebbe da aprire un’enciclopedia solo sulla linea Maginot, ma tant’è). Nel frattempo il Parlamento sta cercando in tutti i modi di ottenere le dimissioni di Chamberlain, malato terminale di cancro ma troppo orgoglioso per ammettere gli errori commessi, per prendere una decisione cruciale: negoziare o meno la pace con i tedeschi, in cambio di vari possedimenti inglesi nel Mediterraneo e in Africa, tramite l’ambasciatore italiano.

Churchill sa che il suo momento è giunto, ha commesso errori tremendi nei mesi precedenti e, con un abile mea culpa fatto nel momento giusto, si mette al riparo dalla rabbia che il parlamento stava rivolgendo a Chamberlain ed ai suoi principali alleati: in questo modo dimostra in un colpo solo la propria lealtà e le proprie capacità come eventuale primo ministro. E’ indubbio che la presa di potere di Churchill sia stata controversa, sia Re Giogio V che il resto del Parlamento sono dubbiosi nei confronti di un uomo che, sì ha un’enorme esperienza bellica, ma soprattutto quando si tratta di cocenti sconfitte. Eppure in molti sanno che il vecchio bulldog, macchietta di tanti giornali, possiede il genio necessario per trainare la Gran Bretagna attraverso la guerra.

Ed è qui che entra in gioco l’arma più affilata del suo arsenale, ammaestrata in decenni di esperienza: la sua incredibile capacità oratoria. Nel maggio del 1940 questo sessantacinquenne che in tanti credevano finito produce ben tre discorsi di importanza fondamentale per il futuro della Gran Bretagna, dell’Europa e del mondo intero. Tre discorsi che convinceranno una nazione incerta a compiere sforzi immensi per opporsi al male rappresentato dal Terzo Reich. Churchill non era sicuro del proprio valore politico, bellico o strategico, eppure ha saputo spronare, convincere ed infuocare gli animi non solo dei suoi contemporanei, ma anche di tutti coloro che hanno letto, o ascoltato, uno dei suoi in credibili discorsi.

La retorica di Winston Churchill ha salvato il mondo.

“Even though large tracts of Europe and many old and famous States have fallen or may fall into the grip of the Gestapo and all the odious apparatus of Nazi rule, we shall not flag or fail. We shall go on to the end, we shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our Island, whatever the cost may be, we shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender, and even if, which I do not for a moment believe, this Island or a large part of it were subjugated and starving, then our Empire beyond the seas, armed and guarded by the British Fleet, would carry on the struggle, until, in God’s good time, the New World, with all its power and might, steps forth to the rescue and the liberation of the old.”

Da questo libro è stato tratto il film “L’ora più buia” del 2017, che è valso a Gary Oldman l’Oscar come migliore attore protagonista per la sua interpretazione di Winston Churchill,

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