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Demon, immortalità e follia da Coconino Press

di Simone Galli

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Le avventure di Jimmy Yee, protagonista di Demon, ritratto tipico dell’uomo di mezza età del ceto medio americano, iniziano in un hotel, quello che si è scelto come teatro del proprio suicidio. Cosa che tenterà di fare, senza successo, per svariate volte, impiccandosi, sparandosi, buttandosi sotto un camion, ma nulla. Per un qualche motivo la cosa gli sarà impossibile, trascinandolo in peripezie sempre più assurde e pazzesche.

Jimmy scoprirà infatti di essere un demone (perdonatemi lo spoiler, ma visto il titolo è il classico segreto di Pulcinella) senza chissà quali poteri ultraterreni, a parte quello di essere, appunto, praticamente immortale. Difatti se muore possiede l’essere umano più vicino, mantenendo le sembianze del posseduto per tutto il resto dell’umanità ma apparendo con il suo vecchio corpo a se stesso. Questa sua particolare abilità verrà ben presto scoperta dal governo che gli metterà alle calcagna, per tutti e quattro i volumi di cui è composto Demon, un agente che farà di tutto per assicurarsi le sue prestazioni e soprattutto il suo potere. Jimmy pur di sfuggire sarà costretto a suicidarsi innumerevoli volte, nei modi più assurdi possibili.

Jason Shiga, figlio di Seiji Shiga, animatore che lavorò tra l’altro a Rudolph the Red-Nosed Reindeer, confeziona un’avventura grottesca, comica, in cui ogni elemento si incastona perfettamente dall’inizio alla fine. Lo fa con disegni che ricordano alcuni cartoni animati moderni, (è stato tra i disegnatori del fumetto di SpongeBob SquarePants e di quello dei Fantagenitori), quelli che quando passano in TV davanti agli occhi di qualche ultratrentenne, come il sottoscritto, ti fanno esclamare “Eh, ai miei tempi li disegnavano meglio!”, poi ti ricordi di He-Man che camminava mentre scorreva solo lo sfondo e decidi che è meglio tacere.

Sono davvero poche le pagine di Demon che ti lasciano senza un colpo di scena, una trovata geniale, o come sul finire del terzo volume, un cliffhanger esagerato.

La fascetta che adorna la copertina del primo volume ci promette che Demon sarà “Più avvincente di Breaking Bad. Più intricata di Westworld. Più divertente dei Simpson e per quanto siano paragoni piuttosto azzardati e promesse che avevo paura finissero disattese, devo dire che quella fascetta non mentiva affatto. Se ad una lettura delle prime pagine crederemo di trovarci di fronte all’ennesimo fumetto irriverente e ben scritto, in breve tempo saremo costretti a ricrederci. La storia si fa intricata, tessuta con una trama che si fa via via più fitta e complessa nonostante i risvolti totalmente assurdi e grotteschi. Sempre sulla copertina del primo volume compaiono i commenti entusiastici di Scott McCloud e Brian Michael Bendis, ditemi voi come avrei potuto non comprarlo!camion

Nel 2017 Demon vince un Eisner Award, nella categoria Best Graphic Album-Reprint, non male per un fumetto nato per essere un web comic e disegnato nella sua prima versione, come ci racconta Shiga nelle ultime pagine del quarto volume dell’edizione italiana, su dei semplici quaderni con normali penne a sfera.

Il lavoro di Shiga, insegnante di matematica di professione, è stato pubblicato in Italia da Coconino Press, della Fandango Libri, che lo ha anche invitato come ospite a Lucca Comics 2018.

Arrivati a questo punto credo si capisca da quello che ho scritto nelle righe sopra che consiglio assolutamente l’acquisto dei quattro volumi che contengono Demon. Qualcuno tra i più attenti di voi mi potrà dire “Eh, me lo dici adesso che sono finiti gli sconti della Coconino?!”. Ed io gli potrei dare anche ragione visto che proprio approfittando di questi mi sono accaparrato i primi 3 volumi, ma ho voluto aspettare l’uscita del quarto per scrivere questa recensione. E vi dico anche che aspettando un anno, in attesa dei probabili nuovi sconti, per acquistarli tutti e quattro potreste risparmiare ben 9,45 euro rispetto ai classici sconti dei più famosi store on-line. Ma lasciatevelo dire, avrete quasi 10 euro in più ma sarà un anno decisamente molto meno divertente.

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