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VITTORIA di Barbara Fiorio

di Eleonora Cecchini

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VITTORIA o L’ARTE DELLA FOTOMANZIA

Lui se n’è andato. Lei, una donna di mezz’età, fatica ad andare avanti. Il tutto, in una Genova intrisa di ricordi.

Vittoria e Federico stavano insieme da anni e vivevano nell’appartamento di lei. Erano innamorati: avevano trovato l’uno nell’altro la propria Persona. Ma. Un giorno, Federico iniziò a comportarsi in modo strano: diceva di aver bisogno dei suoi spazi, che era pieno di dubbi… Voleva del tempo per sé.

Dall’oggi al domani, Federico se ne va.

Vittoria non riesce a reggere il colpo, complice il fatto che sia disoccupata da tempo e che non riesca più a dedicarsi alla sua passione, la fotografia. Ogni giorno, pensa e ripensa alla loro relazione, agli errori di lei, di lui, di entrambi, senza trovare alcuna spiegazione che giustifichi la repentina rottura. Fortuna che ci sono gli amici che la coccolano.

Un giorno, Vittoria viene portata quasi a forza ad una festa di Halloween.

Qui, viene fatta sedere a tradimento ad un tavolino per leggere i tarocchi. Lei, scettica, non crede alla cartomanzia né tanto meno è in grado di leggere le carte ma le persone che attendono davanti a lei si aspettano una sua prestazione. Così si improvvisa cartomante. E scopre che il suo occhio da fotografa potrebbe rivelarsi utile per leggere le persone. E’ talmente brava (o meglio, trasmette una tale sicurezza) che il giorno dopo una ragazza conosciuta alla festa le chiede di poter venire a casa sua per farsi leggere le carte.

Vittoria la Disperata diventa Vittoria la Cartomante.

Inizia così la sua nuova ‘professione’. Vittoria studia, si informa, compra mazzi di carte. All’inizio tutto le appare stupido, banale, privo di senso. E le persone che vengono da lei le sembrano ingenue, insicure, facilotte. Poi, un giorno, scatta qualcosa: capisce che ciò di cui hanno davvero bisogno queste persone è qualcuno che le ascolti e che dia loro i giusti consigli, quelli che già sanno ma che hanno seppellito dentro la loro anima. C’è bisogno di qualcuno che le riveli per quello che sono.

E quale migliore strumento per cogliere l’essenza delle cose se non la macchina fotografica, quella stessa macchina che lei non riusciva a toccare da tempo? Da cartomanzia a Fotomanzia il passaggio è rapido.

Quando un dettaglio la colpisce o uno sguardo la incuriosisce, Vittoria scatta una foto e la mostra al cliente. E il cliente, per la prima volta dopo tempo, si riconosce. Per quello che è stato e che è. Quello che sarà lo deciderà lui, non le carte. Perché Vittoria è sempre stata brava in questo: nel cogliere ciò che rappresenta la vita, e valorizzarlo, e mostrarlo come un miracolo agli occhi degli altri.

Grazie alla Fotomanzia, Vittoria comincia di nuovo a scattare ma soprattutto ritrova quell’equilibrio che aveva perso. Ritrova fiducia in se stessa. E la gente percepisce il suo cambiamento, tanto che otterrà, finalmente, una buona offerta di lavoro fuori città.

Per scrupolo, prima di andarsene da Genova per iniziare la sua nuova vita, Vittoria si gira le carte. E Il Carro, simbolo di buon augurio, non poteva esserle più propizio.

Vittoria!

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