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Come spaventarsi veramente con Negativa di Alessandro Baronciani

di Enrico Cantarelli

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NegativaDa dove cominciare? Dal fatto che Alessandro Baronciani mi stupisce positivamente con ogni suo libro? Dall’impatto visivo impressionante e dalla storia contorta, sensuale e misteriosa? O forse dalla semplice essenza di Negativa, un’anima oscura che riempie le tavole del graphic novel?

Negativa è la nuova opera dell’autore pesarese in uscita per Bao Publishing. Si tratta di un horror, genere mai esplorato dal fumettista, che ci aveva sconvolto con lo splendido Come svanire completamente. Un anticipo, una sorta di prequel, lo avevamo visto nel magazine Stella, contenente articoli di gossip e foto di posa di una splendida Negativamodella, le quali altro non sono che illustrazioni di Baronciani. Esse introducono la protagonista di Negativa, Stella, la modella più fotografata al mondo: un espediente non nuovo ad Alessandro per mescolare la realtà con la finzione e coinvolgere attivamente il lettore.

Stella è una ragazza che fin da piccola è vissuta sotto i riflettori, tanto che ormai le luci di scena sembrano averle cancellato l’ombra. O meglio, la sua ombra sembra staccarsi da lei e vivere di vita propria, un’esistenza decisamente dark. La vita di Stella viene sconvolta da una serie di macabre morti, che porteranno a un tragico incontro finale, un rendez-vous con una parte di se stessa che non conosce.

I modelli che vengono alla mente per la storia sono classici dell’horror degli anni ’60 e ’70 come Profondo Rosso o L’occhio che uccide, senza dimenticare Blow-up di Antonioni per l’argomento trattato. L’altro esplicito riferimento è Dylan Dog, un fumetto di importanza generazionale soprattutto per chi, come me, era appena adolescente all’uscita del primo numero della serie Bonelli.

Di certo si tratta di un genere che ha fatto sudare parecchio Alessandro, che per sua ammissione è terrorizzato da film dell’orrore ed ha un rapporto viscerale coi personaggi delle sue opere. «Non avevo mai ucciso nessuno in una mia storia: mi sento un po’ in colpa perché un autore può diventare l’assassino dei suoi personaggi e restare comunque impunito.» ha detto Alessandro allo showcase di presentazione del libro a Lucca Comics.Negativa

L’argomento principale di Negativa è focalizzato sul mondo della fotografia, espressione metaforica della realtà. In un mondo che ha trasferito quasi tutta la conoscenza dall’analogico al digitale, le fotografie non posseggono più un negativo, un’immagine nel quale la realtà rimanga impressa, una stampa che rappresenti la veridicità dello scatto stesso. Con le macchine digitali e i telefoni di ultima generazione il negativo è ormai un ricordo lontano e le immagini si possono modificare al computer, falsando di fatto la verità.

NegativaIn un graphic novel colmo di simbolismi come Negativa, anche il cellulare è una costante: i personaggi lo usano, ma ancora più spesso esso suona senza risposta. L’incessante squillo del telefono è la colonna sonora che scandisce il tempo di chiunque, in ogni luogo.

L’allusione che più mi ha colpito è quella al doppio, al dualismo incarnato in primis da positivo e negativo, luce e ombra. Se si elimina il negativo da una foto, essa stessa è allo stesso tempo vera e falsa. Trasferendo il concetto ad una persona, se non si può più distinguere un essere umano dalla propria ombra, non è più possibile discernere il bene dal male. Il contrasto tra opposti genera vitalità, tanto che Stella dice: «Trovo spente le persone grigie

NegativaMa il richiamo al doppio è presente anche in tanti elementi visivi nelle tavole della storia. Indizi disseminati lungo il percorso che a volte sono espliciti, in altri casi richiedono attenzione per essere scovati. Baronciani gioca addirittura con ripetizioni tra parole e immagini, strizzando l’occhio ai lettori più attenti. In effetti è consigliabile una seconda o una terza rilettura di Negativa, per gustare appieno tutti i doppi riferimenti.

Naturalmente le tavole di Negativa non potevano che essere realizzate in bianco e nero, con una immensa gamma di grigi a fare da collante. La narrazione ha un ritmo asfissiante ed è inframezzata da pagine che hanno il sapore di quadri disegnati da David Lynch, incubi ad occhi aperti in bilico tra terrore e irreale.

Negativa

Proseguendo l’esperienza de La distanza, Baronciani taglia le vignette di Negativa a vivo. Le immagini del fumetto non sono racchiuse in contorni regolari e prestabiliti, ma si interrompono col bordo della pagina. Le forme delle vignette stesse sono inusuali, con parecchie linee diagonali, simili a vetri infranti, che aumentano la suspense e l’angoscia della storia, destabilizzando la lettura.

Una menzione di massima importanza va agli inserti Negativacartotecnici di Alessandro. Col sapiente tocco di un narratore che sa dove piazzare i cliffhanger, l’autore aggiunge pagine di formato diverso in punti prestabiliti della storia. Pagine che si aprono con alette che ne aumentano la superficie, pagine tagliate in diagonale a simulare un foglio reciso. Se con Le ragazze nello studio di Munari troviamo carta velina, pagine a colori tra le tavole in bianco e nero, bigliettini attaccati alle vignette e persino inserti tattili, in Negativa le pagine possono ferire i personaggi e il lettore stesso.

Baronciani si mette alla prova con un genere per lui inedito e come al solito fa centro. Questo libro è una profonda riflessione sul presente privo di certezze, sull’ambiguità dell’immagine e sui conflitti personali di ogni individuo, che cova in sè un lato chiaro e uno oscuro. Negativa è come l’immagine contrastante di neve nella notte: si imprime nella mente di chi è pronto a compiere un viaggio spaventoso.

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