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Recensione – Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

di Micaela Ferraro

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Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni. Un film Walt Disney Pictures, diretto da Lasse Hallström e Joe Johnston con Morgan Freeman, Mackenzie Foy, Keira Knightley, Misty Copeland e Helen Mirren.

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Trama Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro RegniÈ la vigilia di Natale. Il signor Stahlbaum, un ricco uomo d’affari, riunisce i tre figli nel salone magnificamente addobbato e consegna loro gli ultimi regali della mamma, morta da poco. Louise, la figlia maggiore, elegante nell’aspetto e gentile nei modi, riceve in dono il vestito preferito di sua madre; Fritz, il vivace piccolo di casa, uno schiaccianoci giocattolo. E Clara, che dalla mamma ha ereditato l’ingegno, un cofanetto con un’apertura a cilindro di cui però non ha la chiave.

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro RegniDopo la consegna dei regali, come ogni anno la famiglia Stahlbaum si reca al ricevimento organizzato dal padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman), un ricco inventore e giocattolaio che ha cresciuto la madre dei ragazzi. Marie Stahlbaum, prima di morire, gli ha lasciato un compito: aiutare Clara a raggiungere il regno incantato, e consegnarle la chiave che le servirà per aprire il suo regalo.

Così, seguendo per gioco il filo dorato con il suo nome affisso sopra, Clara durante il ricevimento si allontana e attraversa il passaggio che la conduce ai quattro regni.
Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro RegniQui fa amicizia rapidamente con lo Schiaccianoci, il valoroso soldato Philip, e si scontra con Madre Cicogna (Helen Mirren) e il suo esercito di topi, che le rubano la chiave.

Condotta a palazzo, Clara scopre che sua madre Marie era la regina dei quattro regni e che da quando se ne è andata uno dei reami è entrato in guerra con gli altri: Madre Cicogna, del regno dei divertimenti, si è ribellata al signore del regno dei fiocchi di neve, a quello del regno dei fiori, e infine alla stucchevole Fata Confetto (una incredibile Keira Knightley), reggente del regno dei dolci.

Acclamata come una principessa, Clara verrà chiamata a salvare i quattro regni: solo lei può riportare la pace, recuperando la chiave d’oro dalle perfide mani di un’aspirante regina e guardando oltre le apparenze, per scoprire il vero segreto del misterioso cofanetto.

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

 

Il viaggio metaforico di Clara nel film Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro RegniWalt Disney non si smentisce mai, e nel suo nuovo film che anticipa il Natale nel giorno di Halloween, affronta uno dei temi più delicati: il lutto.
Clara intraprende un viaggio fantastico che la porta ad attraversare tutte le fasi della perdita, ancora più difficile da affrontare nel periodo natalizio.

Inizialmente, i suoi sentimenti si confondono: il dolore si mischia alla rabbia, alla confusione, al risentimento.
Clara cerca un colpevole per la propria sofferenza: lo inquadra nel padre, che la spinge ad andare avanti quando lei proprio non ha voglia di farlo.
È piena di rimorsi, di mancanze: ogni volta che da sfogo alla sua sofferenza si sente in colpa per la stessa, perché non riesce ad essere delicata come sua sorella, così simile alla mamma perduta, né gioiosa come Fritz, allegoria di un’infanzia protetta.

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro RegniQuando riceve in dono il cofanetto eredità della madre, e si inoltra nei quattro regni, trova uno scopo e si attacca ad esso con le unghie e con i denti per non smarrire di nuovo la strada: ha bisogno di qualcosa che sia unicamente suo, di un posto dove sentirsi a casa, e quel cofanetto le sembra essere tutto ciò che le è rimasto.
È reale, concreto: Clara ha bisogno di credere che le risposte alle sue domande siano tutte lì dentro.

Lotta per aprirlo, e facendolo, segue il percorso che ha tracciato sua madre per lei: passa e affronta, una per una, tutte le fasi; fugge dai topi che le hanno rubato la chiave, si mostra scettica nei confronti del suo titolo attribuitole dallo Schiaccianoci, poi incontra i tre reggenti rimasti.
Si fa condurre attraverso il regno dei fiocchi di neve dal suo severo signore Brivido, poi torna a sorridere con il mastro del regno dei fiori Biancospino: infine, si fa coccolare dalla dolce Fata Confetto, che si occupa di lei, dei suoi capelli, dei suoi vestiti, dandole l’illusione di credere in lei, di poter essere per lei una parentesi alla dura realtà. La smielata fata dice a Clara l’unica cosa che Clara voleva sentirsi dire, cioè che è uguale, identica a sua madre. La fa sentire a casa, la fa sentire capita, la isola dalla realtà.

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Ma la verità è che Fata Confetto edulcora la realtà perché è divorata dalla rabbia, e il suo personaggio rappresenta quella terribile fase del percorso: la furia nascosta di Clara.
La rabbia perché la madre l’ha abbandonata, perché il padre non la capisce, perché non le è rimasto qualcosa in cui credere, troppo distante ancora dal credere in sé stessa.

Il confronto più importante Clara lo ha con sé stessa: quando riesce a recuperare la chiave, apre il cofanetto e sorpresa, non ci sono risposte, dentro. C’è solo un piccolo specchio che le rimanda la propria immagine: un’immagine spezzata, divorata, ma viva.

E quello è esattamente il momento in cui arriva alla fine del percorso. Solo quando capisce che ciò che cercava è dentro di sé, Clara ha una reale possibilità di affrontare la verità: la rabbia di Fata Confetto, la cieca disperazione dei reggenti, e la terribile Madre Cicogna. Bandita, rifiutata, proprio come la verità: spezzata anch’ella, ma brillante e lucida come solo la verità può essere.

Recensione Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Per salvare i quattro regni Clara deve abbandonare la rabbia, perdonare la verità, e affrontare sé stessa. E quando lo fa, smette di essere ragazzina e diventa adulta.

La perdita è sofferenza, ma la sofferenza permette di ricordare. E i ricordi sono come fuochi fatui nella più buia delle notti: restituiscono magia e speranza.

 

La nascita de Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

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Il film nasce dall’unione tra il racconto “Schiaccianoci e il re dei topi” di E.T.A. Hoffmann, pubblicato nel 1816, e la sua versione più soft scritta da Alexandre Dumas. Questa storia è stata poi alla base del balletto “Lo Schiaccianoci” musicato da Tchaikovsky nel 1891.

Per il film con Mackenzie Foy come protagonista, la Disney ha deciso di conciliare la trasposizione in live action con le trascinanti musiche del balletto russo.
Per questo, accanto al formidabile cast di attori, sono state arruolate due stelle del balletto classico: Misty Copeland e Sergei Polunin, che danno vita a un ballo che parte dalle note di Tchaikovsky e finisce con l’omaggiare uno dei più grandi classici Disney, Fantasia.

 

Il trailer de Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Il trailer finale in italiano del film Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

 

 

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Un commento per “Recensione – Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

  • GABRIELLA BARTOLINI ha detto:

    la recensione si legge tutta in un fiato, comprensibilissima anche a chi ha superato l’età deile favole.
    Brava la giornalista Michela Ferraro

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