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Halloween 2018: buon compleanno Frankenstein!

di Erika Biggio

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Buon Halloween a tutti! Che siate tra quelli che disprezzano questa festa oppure apprezziate ogni scusa per travestirvi e fare un po’ di confusione, oramai Halloween sta entrando sempre di più a far parte della cultura italiana, senza acquisire il suo significato catartico di partenza e restando semplicemente una scusa per fare baldoria tra amici. Eppure si tratta di una festa molto antica, la sorella irlandese della nostra Ognissanti, che negli ultimi decenni si è caricata dell’iconografia tipica della letteratura e dei film horror.

Se quest’anno non avete idea di cosa scegliere come costume, sappiate che nel 2018 cade il compleanno di un classico della letteratura horror: festeggiamo infatti il duecentesimo compleanno di Frankenstein! Proprio nel 1818 una giovanissima Mary Shelley pubblicò quello che sarebbe diventato uno dei classici di maggior successo della storia della letteratura, ed uno dei pochissimi romanzi horror scritti da una donna a raggiungere un tale livello di popolarità. La genesi del romanzo è nota un po’ a tutti: nel 1816 gli Shelley sono ospiti di Lord Byron  a Ginevra e, costretti dal maltempo a trascorrere le loro giornate in casa, discutono delle più moderne ricerche scientifiche, il galvanismo in particolare, leggono storie di fantasmi e si sfidano l’un l’altro a scriverne di ancora più spaventose. Di quell’estate piovosa siamo debitori non solo del mostro di Frankenstein, ma anche de Il Vampiro di Polidori, ispirazione del più tardo Dracula di Bram Stoker, del 1897.

Frankenstein è il classico romanzo che tutti conoscono, di cui tutti pensano di conoscere la trama, di cui moltissimi hanno visto i film, e che in pochi ormai prendono in mano per leggere davvero. Eppure è un libro sempre attuale e moderno, che tocca temi mai del tutto scomparsi: fin dove può spingersi l’uomo, la scienza, nel manipolare la natura e la vita umana? Quali sono le conseguenza di certi atti? Cos’è quella scintilla che chiamiamo vita? Chi è il vero mostro?

Victor Frankenstein è una parodia del marito dell’autrice, Percy Bisshe Shelley, poeta e appassionato di scienza: furono proprio le discussioni del marito con Lord Byron sulle nuove teorie del galvanismo e la sua macabra passione per lo studio dei morti ad ispirare la figura di uno scienziato che di notte vaga per i cimiteri a studiare la decomposizione dei corpi umani, fino a decidere di diventare il creatore di una nuova vita, una vita rubata alle tombe. Così in una notte di tempesta nasce la Creatura. E qui inizia uno degli interrogativi più antichi della storia della letteratura: chi è il mostro, la Creatura rappezzata o la mente malata che l’ha concepita? Di fatto possiamo considerare Victor Franckenstein l’epitome della figura dello scienziato pazzo.

In realtà, la paura che provoca quest’opera è molto più sottile di quella grossolana provocata da un mostro cattivo: fa paura proprio perchè nessuno dei personaggi è veramente malvagio, eppure le azioni che prendono forma e le conseguenze che ne scaturiscono sono tra le più orribili immaginabili. Frankenstein crea la sua Creatura in preda alla curiosità ed al fervore scientifico che, privo di controllo etico, gli danno la sensazione di poter giocare a fare Dio. Non a caso quest’opera viene considerata una dei primi manifesti a favore della bioetica, proprio per promuovere una ricerca scientifica rispettosa della vita e dei limiti umani.

La Creatura stessa, il Mostro di Frankenstein, nasce in una forma di innocenza che, devastata e corrotta dal disgusto e dall’abbandono, si rifugia nella violenza e nella vendetta per sfogare la paura ed il dolore che imperversano nella sua mente: l’unica richiesta che la Creatura fa al suo Creatore  è proprio indice di ciò, perchè il povero mostro non vuole altro che una compagna, qualcuno che lo ami per quello che è. Sarà proprio il rifiuto di Frankenstein, il quale orripilato dalle conseguenze delle proprie azioni negherà al mostro una moglie, a spingere la Creatura verso alcuni dei suoi delitti più orribili, fino alla morte del Creatore stesso ed al suicidio della Creatura che soccomberà al rimorso.

Frankenstein Junior è un esempio perfetto di quanto l’equilibrio tra horror e ridicolo sia davvero sottile

Frankenstein negli ultimi duecento anni ha ispirato innumerevoli altre opere, restando sempre attuale ed entrando a fare parte dell’immaginario collettivo: perchè non regalarvi una notte di Halloween all’insegna della tradizione, riprendendo in mano questo caposaldo della letteratura horror?!

Del mostro di Frankenstein avevamo già parlato nel lontano 2012

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