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MotoGP, Marc Marquez campione del mondo

di Eugenio Petrillo

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“Il dado è tratto”. Marc Marquez con la vittoria del Gran Premio di MotoGP di Motegi conquista il titolo mondiale 2018. Per il pilota spagnolo arriva dunque il settimo titolo personale, traguardo che lo proietta – vista la sua giovane età (classe 1993) – in una posizione record.
Nell’ultimo GP giapponese infatti Marc Marquez ha potuto festeggiare il mondiale con tre gare ancora da disputare (Malesia, Australia e Valencia) in sella ad una Honda che si è dimostrata più costante di tutte le altre case motociclistiche del campionato.

Foto: Rai News

La festa di Marc Marquez poteva essere rimandata, ma purtroppo (per noi tifosi italiani del motomondiale) il pilota della Ducati Andrea Dovizioso è caduto a due giri dal termine della gara nipponica lasciando così la vittoria allo spagnolo ed il podio a Cal Crutchlow e Alex Rins (quarto il nostro Valentino Rossi).
È curioso inoltre vedere come Marc Marquez abbia festeggiato il suo settimo titolo iridato nel circuito di “casa”. Chiaramente si intende non un circuito spagnolo, ma quello di apparenza della casa motociclista del pilota catalano: la Honda ed in Giappone.

Questa è stata una vittoria dunque più che mai meritata. Marquez ha saputo sfruttare al meglio le debacle e le cadute degli avversari, ma soprattutto in questa stagione ha dimostrato di essere il pilota più forte.
Ai tifosi italiani (e non solo) può non risultare simpatico, ma – sempre per scherzare chiaramente – si può dire che il suo talento sia direttamente proporzionale alla sua simpatia.
Talvolta si fa prendere dalla follia, ma la mentalità con cui affronta ciascuna gara ricorda parecchio quella del primo Valentino Rossi, cannibale e spietato.
Non ha rivali, Andrea Dovizioso in sella ad una Ducati che pare essere tornata quella di un tempo, ci ha provato più e più volte a metterlo in difficoltà, ma Marc Marquez – proprio con Valentino Rossi al suo tempo – nel corpo a corpo a difficilmente battibile.
Marquez sa sempre come trovare il pertugio giusto o la traiettoria vincente anche a costo di fare un sorpasso aggressivo e al limite.
Quella di Marc non è chiaramente solamente pazzia, ma anche tanto talento, lavoro e allenamento. Come lui dice spesso, per arrivare a fare ciò che fa in pista ha passato ore e ore di tempo a migliorarsi. Una cosa che fa sobbalzare i tifosi dalla poltrona è il modo in cui Marquez riesca a stare in sella alla moto anche quando ormai sembra spacciato per terra sull’asfalto. Ecco è interessante scoprire che per questo particolare aspetto lo spagnolo abbia intrapreso un percorso di allenamento ad hoc.

Se questo non è talento, tenacia abbinata ad una lucida follia, dite pure voi cosa può essere! Lunga vita al motociclismo!

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