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Xerxes, l’atteso ritorno di Frank Miller agli scenari di 300

di Luca Rasponi

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Xerxes 1Xerxes doveva essere come 2001: Odissea nello spazio, film e romanzo nati insieme dalla collaborazione tra Stanley Kubrick e Arthur C. Clark. E invece non è andata così: mentre 300 – L’alba di un impero usciva nei cinema a marzo 2014, infatti, il fumetto di Frank Miller non era pronto che a metà.

E comunque sarebbero serviti quattro lunghi anni per leggerlo: la miniserie in cinque albi Xerxes. La caduta della Casa di Dario e l’ascesa di Alessandro è uscita soltanto nel 2018, pubblicata in Italia con il consueto ritardo da Magic Press, che ha dato alle stampe nei giorni scorsi gli ultimi due volumi.

Fa sempre uno strano effetto leggere qualcosa dopo averlo atteso così a lungo, oltretutto sapendo di conoscerne già in parte la trama. Proprio per questo, una recensione di Xerxes non può che partire dal confronto con il film di Noam Murro, anche perché già dai primi tre capitoli del fumetto – che per il film hanno fatto da base – emerge una prima differenza d’impostazione generale.

Xerxes 2L’alba di un impero è un complemento di 300: laddove il film di Zack Snyder racconta la battaglia delle Termopili e accenna nel finale a quella di Platea, il sequel completa il quadro con gli scontri navali di Capo Artemisio e Salamina, rispettivamente contemporaneo e di poco successivo alla prima battaglia.

Diversamente, se il graphic novel originale si può considerare il quadro, Xerxes è la cornice. Come un annale storico, la nuova miniserie abbraccia l’arco temporale di 160 anni che va dalla battaglia di Maratona (490 a.C.) alla morte di Dario III dopo la sconfitta contro Alessandro Magno (330 a.C).

Un orizzonte inusuale per Frank Miller, solito concentrarsi sui toni vividi del qui e ora. Nelle venti pagine a volume di Xerses, inoltre, è inevitabile che questi eventi complessi e numerosi siano solo sfiorati a volo d’uccello, in una fugace testimonianza di momenti decisivi e personaggi principali.

Xerxes 3Xerxes è una galleria di re e condottieri, un piccolo bignami di storia antica in salsa milleriana, che ha il grande merito incuriosire, di invitare il lettore ad approfondire le vicende incredibilmente avvincenti delle guerre persiane e della vita di Alessandro il Macedone.

Il fatto stesso di sapere fin dall’inizio che quegli eventi e quelle figure sono stati trasformati dallo stile epicizzante di Frank Miller ti spinge a cercare la verità storica, a setacciare il web per scoprire se quel personaggio è esistite veramente o se un fatto è accaduto proprio in quella maniera.

Un gioco che diventa ancora più divertente nella triangolazione con il film. Oltre alle divergenze già sottolineate tra quest’ultimo e la verità storica, in Xerxes Frank Miller si prende qualche licenza ulteriore, adattando le vicende dell’antichità a una sceneggiatura frammentata ma comunque lineare.

Xerxes 4Ma la vera sorpresa sono alcune differenze tra film e fumetto: in quest’ultimo, per esempio, è del tutto assente la diabolica Artemisia, comandante delle armate di Serse nonché artefice della sua ascesa (raccontata nel flashback che dà il titolo al film) e interpretata sullo schermo dall’irresistibile Eva Green.

In Xerxes la sola donna al fianco del dio-re è la regina Esther, con tutt’altro effetto sul sovrano. Mentre Artemisia lo manipola per alimentare la sua sete di sangue, la giovane moglie è l’unica capace di muovere a pietà il suo cuore, spingendolo a risparmiare il popolo ebraico da cui lei stessa proviene.

Notevolmente ridimensionato anche il ruolo del greco Temistocle, che emerge come condottiero durante la difesa di Atene dall’assedio navale persiano dopo la battaglia di Maratona, ma lascia il centro della scena nel breve volgere di due capitoli, oscurato dalla gloria di Alessandro il Grande.

Xerxes 5Proprio alla campagna di conquista del Macedone sono dedicati infatti gli ultimi due capitoli del graphic novel, totalmente nuovi rispetto al film: le sorti del conflitto tra greci e persiani si capovolgono con l’ascesa di Alessandro e la sua trionfale avanzata verso l’Asia.

Gli anni compresi tra la battaglia di Isso (333 a.C.) e quella di Gaugamela (331 a.C.) segnano la sconfitta di Dario III di Persia e la fine della sua casata, chiudendo il cerchio aperto più di un secolo e mezzo prima con l’inizio delle ostilità tra le colonie greche dell’Asia minore e il re persiano Ciro.

Xerxes è un’intensa cavalcata all’interno della storia, una carrellata di epici fotogrammi in puro stile Miller, una ricerca dell’essenziale narrativo a tratti visivamente spettacolare. Con la consistenza rarefatta che caratterizza il tratto del fumettista americano negli anni del suo crepuscolo creativo, qui trasfigurato dai colori brillanti di Alex Sinclair.

Un’opera che merita di essere letta senza ricercare le intense e irripetibili atmosfere di 300, ma con un respiro più ampio che si può percepire tra le pagine del graphic novel. Un afflato che sospinge i personaggi e tiene insieme vicende molto distanti nel tempo: il respiro della Storia.

Xerxes - Temistocle

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