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Bodyguard la serie-Recensione ad un’altra “Guardia del Corpo” di successo

di Elisa Tomasi

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poster di Bodyguard la serie

Bodyguard la serie si è privata dell’articolo “the” che ci riporta con la memoria ai fasti del film che all’inizio degli anni ’90 aveva visto Whitney Houston e Kevin Costner sbaciucchiarsi sul grande schermo sulle note della struggente canzone I will always love you, a sua volta un successo country degli anni ’70 riportato in auge dalla voce della diva popstar. Se le aspettative del titolo, nonostante sia stato troncato, vi fanno galoppare verso fantasie di un amore impossibile, nato in clandestinità e dall’impossibilità dei ruoli pubblici da mantenere, la vostra immaginazione non è poi tanto distante dalla realtà finzionale del nuovo drama della BBC, eccezion fatta, ed è un’enorme eccezione, per lo spoglio di romanticismo ed idillio fantastico che ha applicato alla sua nuova creatura Jed Mercurio (Line of Duty), penna dietro Bodyguard la serie. Questa miniserie che dalla sua messa in onda ha continuato a crescere negli ascolti fino a toccare e sorpassare gli otto milioni di spettatori col suo penultimo episodio trasmesso la scorsa domenica, poggia sulla dinamica del duo protagonista della protetta e della sua guardia del corpo e il loro rapporto enigmatico ed ambivalente che li porta ad oscillare tra propri interessi, piacere e a volte puro e semplice hate sex. Bodyguard la serie però arricchisce il centro focale della sua narrazione facendogli poggiare le radici su una realtà estremamente complessa che si ramifica su diversi piani del vivere in società, non abbiamo quindi qui la vita reclusa di una diva da proteggere come accadeva in The Bodyguard ma il vissuto pubblico e privato del Ministro degli Interni ( a prestarle il volto è Keeley Hawes) e i tormenti interiori e l’integerrima professionalità di un veterano di guerra (Richard Madden) ora a capo della sicurezza di questa controversa figura politica.

Se leggendo i nomi degli attori protagonisti credete ancora che l’inverno stia arrivando, che Richard Madden sia ancora il Robb Stark di GoT, legittimo re del Nord e che Keeley Hawes sia Alex Drake di Ashes to Ashes uscita viva dagli anni’80, vi rassicuro che questa non è la loro storia di amore ed infatuazione, tra un fantasma di Westeros e una detective della Metropolitan Police; ogni speculazione su questo crossover è tranquillamente ipotizzabile e priva di spoiler, oltreché di ogni fondamento, al contrario della seguente parte di testo che invece pullula di spoilers se non si è visto fino all’ultimo minuto di quello andato in onda di Bodyguard la serie.

Qui abbiamo Julia Montague, Ministro degli Interni, intenta a far passare una legge, RIPA 18, che in nome della sicurezza nazionale prevede un ampliamento della sorveglianza da parte dello Stato sulla vita social dei cittadini del Regno Unito, una proroga ai Servizi Segreti per esaminare le comunicazioni private e pubbliche della cittadinanza britannica. Il voto parlamentare di questa controversa proposta avviene in un clima caotico, esacerbato dalla minaccia terroristica che sembra invadere la città di Londra. Lo sventato “attacco del primo ottobre” è quello che introduce la figura di David Budd, veterano della guerra in Afghanistan e ora poliziotto, che si trova a fronteggiare nei primi 17 minuti della miniserie la minaccia su di un treno pieno di pendolari. La particolarità di questa prima scena di Bodyguard la serie è la totale immersione di questa in uno stato di plausibilità che ne rende il suo realismo un marchio per tutti gli episodi a venire e sostiene la credibilità di personaggi e azioni; così si riesce a donare al contesto il giusto equilibrio tra finzione e realtà che diviene elemento a sostegno della suspense che questa miniserie thriller-spionistica-poliziesca vuole cercare di mantenere per tutta la sua durata. Ad esempio di questa strategia narrativa di collisione di realtà e finzione che Bodyguard la serie adotta, vi è la recente polemica di aver utilizzato volti noti di BBC News affinché fossero loro dall’interno degli schermi televisivi del suo universo fittizio a dare l’annuncio del decesso del Ministro degli Interni avvenuto nel quarto episodio della miniserie dell’emittente pubblica britannica. Ritornando alla scena iniziale dove ci viene presentato David Budd, i primi minuti del primo capitolo di questo spy story-thriller psicologico-giallo poliziesco sono incentrati sul suo protagonista maschile che è si uomo d’azione ma dilaniato dal dubbio, dalla fragilità umana che lo rendono effettivamente eroe credibile, proprio perché la sua azione è eroica ma la sua persona è in realtà una scala di colori monocromatica, ricca di sfumature fra i vari grigi che offuscano la sua vera volontà. Tant’è che sarà proprio lui, guardia del corpo a cui è stata affidata la sicurezza di Julia Montague, a divenire principale minaccia e poi successivamente candidato ideale per la ricerca di un colpevole all’assassinio del Ministro degli Interni. Il gioco di cospirazioni che ha preso vita in questi cinque episodi messi in onda dalla BBC, è oramai all’ampiezza massima del suo spettro di influenza fino ad arrivare a chi pensa che sia stata Julia Montague stessa ad inscenare la sua morte; gli intrighi di “corte” si sono moltiplicati nell’ultimo episodio trasmesso domenica scorsa, ora i cospiratori appaiono quantomeno due, passibili del riuscito attentato alla vita del Ministro: i Servizi Segreti e la Criminalità Organizzata, non è da escludere anche un ritorno di sospetto sugli “Uomini del Partito”. Intanto a tenerci sempre attaccati al filo rosso della realtà è comparso un nuovo termine “Kompromat”, una contrazione di due termini russi a significare un fascicolo di “materiale compromettente”, arma letale nell’arena politica.

E sebbene per cinque volte su sei David Budd è riuscito a scampare alla connessione tra lui e il cecchino del primo tentato assassinio di Julia Montague , nessuno mi toglie dalla quasi certezza che la sesta puntata sarà quella che mi toglierà l’ansia perpetua della scoperta da parte degli investigatori che i due erano compagni d’armi.

Nell’attesa della prossima domenica la BBC sembra far tacere tutto, privandoci di un promo sul finale di Bodyguard la serie, quindi ecco qui il trailer della miniserie a ricordarci la bravura di Jed Mercurio nel tessere trame difficilmente districabili e cucite direttamente sulle nostre arterie a ricercare il nostro personale cardiopalma:

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