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Iron Fist 2 – recensione delle prime puntate

di Luca Leardini

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iron fist

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Iron Fist 1: dove eravamo rimasti?

La puntata finale della prima stagione di Iron Fist ci aveva lasciato con Danny Rand che, risolto il senso di colpa per la morte dei suoi genitori, ne trova un altro per non essere stato presente mentre la città K’un Lun veniva distrutta. Se queste erano le premesse, pensai, anche la prossima stagione non sarà esaltante.

Infatti la prima stagione di Iron Fist non è stata eccelsa e riguardando nuovamente le puntate ne ho capito il motivo: mancava di epicità! Storia piatta, personaggi ancora più piatti e una noia diffusa come un mal di testa dopo una sbronza.

Per questo sono rimasto piacevolmente sorpreso già dai primi minuti di questa seconda stagione. C’è un altro tocco, un po’ di pathos in più: un gradino sopra rispetto alla precedente. Quante volte è capitato che una seconda stagione sia meglio di una prima?

Iron Fist 2: amici & nemici

Danny dopo aver spazzato via La Mano (forse) acquista finalmente consapevolezza ed equilibrio. La sua missione gli appare più chiara: essere cioè un Defender di New York insieme ai suoi colleghi (Luke Cage, Jessica Jones, Daredevil). L’Iron fist non è più un accidente dovuto alla sua ira incontrollabile, figlia del senso di colpa di cui sopra, ma è bensì un dono, o un fardello, che adesso serve il suo padrone. Danny lo controlla, lo esercita, lo usa per uno scopo ben preciso.

Finalmente poi anche i personaggi secondari cominciano a essere più ricchi. Senza fare nomi (spoiler free) è interessante vedere come la tridimensionalità della storia prenda corpo attraverso il classico“amici che diventano nemici, nemici che diventano amici” [cit. Griffin].

villain sconfitti se ne aggiungono altri, con nuovi alleati e nuovi problemi.

Il passato è sempre un po’ maledetto

Il ritorno di Davos che tanto ha sconvolto Danny nella prima stagione, diventa adesso il punto focale dell’intreccio di relazioni tra i personaggi, uno dei punti forti della serie. Davos è per Danny il suo legame con il passato, con K’un Lun, con il Kung Fu, con il terribile addestramento. Non solo: è portatore del senso di colpa, punto debole dell’Iron Fist. Anche al telespettatore meno attento sarà infatti chiaro che il nuovo nemico in questa stagione sarà per l’appunto Davos, forse più per quello che rappresenta per Danny che come personaggio in sé.

Ma dicevamo prima: mancanza di epicità nella prima stagione … e adesso? Di epicità sembra essercene a pacchi: i ritmi si sono fatti più calzanti, i combattimenti sono il contorno di un piatto dal gusto rotondo, pieno, dove gli ingredienti sono ben miscelati tra loro. Speriamo solo che il dessert non ci vada indigesto. Buona visione!

P.S. qui un articolo targato Discorsivo che parla di Iron Fist tra i fumetti!

 

 

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