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Better Call Saul – La quarta stagione finora

di Elisa Tomasi

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Locandina della quarta stagione di Better Call Saul

AMC

La quarta stagione di Better Call Saul Netflix ha deciso di farcela sudare, dosandola col conta gocce, dandoci la disponibilità di un episodio a settimana, da martedì 6 agosto, inizio della messa in onda, sono stati trasmessi i primi due episodi della serie della AMC, oggi martedì 21 agosto è disponibile il terzo capitolo della stagione che vede la progressiva metamorfosi di Jimmy McGill in quel brav’uomo che è l’avvocato corrotto di Breaking Bad Saul Goodman.

Smoke e Breathe sono dunque i prodromi di un arco narrativo, quello del quarto anno di vita di Better Call Saul, che si preannuncia come un inabissamento di Jimmy nel suo nascondersi sempre più sotto la maschera di Saul. Morto il fratello Chuck, bussola della moralità del “giovane” avvocato, questo inevitabilmente rivestirà la sua indole di truffatore portando in auge la personalità bonaria del suo Slippin’ Jimmy a vestire i panni di un più maturo cinismo dato dal personaggio di Saul Goodman. “Meglio chiamare Saul” risuona come una chiamata dal profondo dei meandri della mente di Jimmy che, sempre più turbata dai tragicomici avvenimenti della vita, trova nella sua amarezza il punto di distacco dalla continua lotta interna del protagonista tra fare ciò che è giusto o beneficiare di ciò che è giusto nel proprio interesse.

In Better Call Saul avvocare non è mai stato così umano, il bivio che intercorre l’esercizio della Legge e separa la giustizia dall’inguistizia assume i tratti, in questa serie, di un uomo che vive su di sé le conseguenze e i paradossi di stare in bilico su di un principio astratto quale la moralità come dettame che distingue il bene dal male. La letterale ed iconica bilancia di Better Call Saul che soppesa le azioni giuste da quelle sbagliate, è quella che nel suo essere effimera materia nella quotidianità dell’esperienza umana, ha portato alla malattia mentale il povero Chuck, il quale attanagliato nella morsa dell’inafferrabile, è finito vittima di un’inesistente allergia a ciò che non è tangibile :l’elettricità; portandolo a mettere fine alle sue angosce in una delle scene di Better Call Saul, nel finale della terza stagione, più cariche di tragedia e disperazione che la serie abbia mai mostrato sul piccolo schermo.

Per Jimmy è la sua stessa natura umana che lo porta ad infrangersi contro l’astrattezza dei principi morali, la materialità di vivere in tempo di ristrettezza economica dovuta alla sua sospensione dall’avvocatura, è quella che lo porta a scontrarsi con il bisogno di dover sospendere la sua assicurazione lavorativa sul finire della terza stagione e trovandosi impossibilitato a farlo, sarà la sua momentanea rabbia verso il fratello a farlo divenire tassello per la sua dipartita. Avendo comunicato allora all’agente assicurativo lo stato di salute mentale di Chuck, si scopre in Breathe, il secondo episodio della quarta stagione, che proprio uno dei motivi cardine per l’estromissione del cofondatore dello studio Hamil Hamil McGill è l’innalzamento della polizza assicurativa; una piccolezza quella di Jimmy nei confronti del fratello maggiore che in un’ultima analisi sarà uno dei fattori scatenanti per l’ultima azione disperata di quest’ultimo.

La consapevolezza di questo intercedere verso il risultato finale della casa in fiamme con Chuck al suo interno, ha su Jimmy l’effetto di destarlo dal suo torpore dovuto al dolore della perdita dimostrato per tutta la durata del primo episodio Smoke della nuova stagione di Better Call Saul.

Smoke si apre su un Saul Goodman che sta male, nel suo esilio forzato post era Breaking Bad, il flashfoward di inizio nuovo capitolo di Better Call Saul a cui Vince Gillian e Peter Gould ci hanno abituati, ci mostra il manager del Cinnabon di Omaha avere un mancamento all’interno del suo negozio nel centro commerciale in una landa desolata del Nebraska; l’episodio prosegue col mostrarci la sofferenza nella quale Jimmy si chiude dopo la corsa sul suo carroccio giallo sul luogo dell’incidente domestico di Chuck. La casa ancora fumante del fratello viene raggiunta su quella macchina scassata che è compagna fedele del nostro dalla prima puntata della serie, e proprio come nei primi minuti di Better Call Saul, la camera coglie il dettaglio del nome dell’auto “Esteem” a ricordarci che quella ferraglia giallognola dovrebbe essere la stima del suo proprietario. Proprio come la sua vettura Jimmy non ha mai dimostrato una grande autostima e Breathe ci ricorda quanto sia preponderante nel personaggio la vena autodistruttiva quando in meno di cinque minuti di colloquio per la ricerca di un impiego egli riesce a farsi assumere e licenziare consecutivamente in un battito di ciglia. L’ineluttabilità di un destino già scritto che segna il protagonista della serie nel suo essere concepita come prequel di Breaking Bad, porta alla nostra consapevolezza che Jimmy diventerà Saul e che inevitabile per questa trasformazione sarà la continua perdita dei suoi punti di riferimento, ciò non fa ben sperare sulla sorte della sua compagna di vita. Kim Wexler, rimasta sola presenza nella solitudine di affetti che Jimmy riesce ancora a provare, sarà sempre più messa a repentaglio in questa quarta stagione.

L’universo di Breaking Bad sta infine prendendo forma nella sua storia delle origini qual è Better Call Saul, alcuni suoi dati di fatto ci sono stati spiegati, come Don Hector sia finito in sedia a rotelle, come Mike Ehrmantraut sia divenuto uno stipendiato della Madrigal e lo scagnozzo di Gus Fring, e proprio su quest’ultimo e la sua storia d’origine parrebbe concentrarsi ora questa stagione.

Per seguire gli sviluppi dell’arcinemico per eccellenza della prima creatura di Vince Gillian e Peter Gould e apprezzare la tragicomica discesa-ascesa di Jimmy McGill-Saul Goodman, oggi Netfilx ci mette a disposizione un ulteriore episodio: Something Beautiful

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