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Recensione – Flavors of Youth – Netflix

di Celeste Satta

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Flavors of Youth

Un po’ di pioggia…e poi il sole

Flavors of Youth (詩季織々 Shikioriori – 肆式青春 Sìshì qīngchūn) è un film di animazione distribuito su Netflix dall’inizio di questo torrido agosto ed è proprio il tuffo nostalgico nelle estati dell’infanzia di cui sentivamo il bisogno.

Il film è nato dalla collaborazione dello studio cinese Haoliners Animation League e dello studio giapponese CoMix Wave Films (che ha dato vita a quel crimine per i dotti lacrimali noto ai più con il titolo “Your Name“) ed è diviso in tre capitoli diversi, ambientati in tre città diverse della Cina. Ogni storia racconta un frammento di vita dei diversi personaggi – tutti Millennials, fiy – nel quale i ricordi dell’infanzia si risvegliano attraverso sensazioni, sapori e suoni. Gli stimoli sensoriali sono il filo rosso (non quello di Your Name, ma ugualmente toccante) che conduce lo spettatore ad immedesimarsi nei personaggi e crea una fortissima connessione emotiva. Per alcuni di voi serviranno addirittura i fazzoletti (per me no, ho il cuore di pietra…).

Il numero dei personaggi principali di ogni storia cresce seguendo l’ordine delle storie, ed è, inoltre, rappresentativo dei legami che rimangono con noi durante la crescita. Introspettivo, coinvolgente e toccante, sento di poter ammettere questo film nel mio olimpo di anime personale.

1. Spaghetti di Riso

Flavors of Youth Netflix

Il primo capitolo si svolge nei ricordi di Min, risvegliati dalla ricerca del sapore degli spaghetti di riso che mangiava da bambino insieme a sua nonna. Il sapore, gli odori, il calore di quel pasto sono per lui un veicolo importante per ricordare il legame con sua nonna. (Il cibo e le nonne, un legame che trascende il tempo e lo spazio!)

Min si è trasferito a Pechino per lavoro ma si ritrova a cercare il sapore legato alla sua infanzia in ogni fase della sua vita, sentendolo sempre più flebilmente. Non c’è più il sapore di una volta. Eh, Min, sapessi.

Il gusto è il senso dominante, ma anche vista e tatto collaborano per evocare in noi ricordi sopiti e lontani. Il breve episodio è raccontato proprio attraverso la ricerca della scodella di spaghetti di riso che riesca ad eguagliare quella che il protagonista consumava con sua nonna. Min, lascia stare. Quello che senti non è il sapore del brodo, ma il sapore della nostalgia. Usalo nel marketing e farai successo, credimi!

2. Una Piccola Sfilata di Moda

Flavors of Youth Netflix

Al centro del secondo episodio troviamo invece il rapporto tra due sorelle della regione del Canton: Irin (pronunciato più come YiLin, ma qui potrei aprire una noiosissima filippica sulle traslitterazioni e non vorrei mai essere causa di un vostro invecchiamento precoce) e Lulu. La prima, maggiore tra le due, inizia la sua carriera da modella mentre la seconda coltiva una passione per la creazione di oggetti, specialmente vestiti. Il connubio tra le due non arriva immediatamente: Irin sente su di sé le responsabilità di sorella maggiore dopo la morte dei genitori e il suo lavoro le impone anche delle ansie riguardo il suo aspetto fisico.

Il senso predominante in questa parte è la vista, specialmente l’ansia della protagonista di non essere abbastanza giovane e bella per combaciare con gli standard di bellezza imposti dall’industria della moda. Il sapore ricercato da Min diventa in Irin quello del successo. Solo un riavvicinamento alla sua vera essenza potrà farle accettare il tempo che passa per il suo corpo, superando la pressione imposta dalla società: non saremo sempre giovani e belle, ma se giochiamo bene le nostre carte potremo far capire al mondo che non è una realtà sana quella che si trasmette tramite i media. C’è qualcosa di più importante di un sedere privo di cellulite e di un contorno occhi liscio e senza rughe. Sì, anche senza filtri su instagram.

3. Amore a Shanghai

Flavors of Youth Netflix

L’ultimo episodio si svolge a Shanghai. I protagonisti sono tre ragazzi, amici di infanzia. Il senso predominante è l’udito, dato che tutto si svolge intorno a delle cassette scambiate tra due dei ragazzi, Rimo e XiaoYu, specialmente una di queste dal titolo “Un po’ di pioggia, e poi il sole” – simpatico gioco di parole con il nome della ragazza (XiaoYu 小雨 – pioggia leggera) e la sua passione per i girasoli.

Ecco, messaggio personale: Anna Baker, se mi stai ascoltando, le cassette si usano così. Matita inclusa. (La nostalgia, ragazzi, è una matita insieme ad una cassetta).

Questo episodio approfondisce quello che, tempo fa, qualcuno mi ha detto essere “il dramma della generazione millennial”: l’ansia di non essere adeguati. Questa sindrome dell’impostore corrode dall’interno e rende ciechi a tutto ciò che sta intorno, al punto che il protagonista non si rende conto di perdere una cosa importantissima nel tentativo di mostrarsi al suo meglio.

Flavors of Youth

Non ritrovare mai le gioie e i sapori dell’infanzia più innocente. Non essere abbastanza belle per i canoni del mondo. Non essere mai adeguati per gli altri. Questi sono alcuni dei drammi che la nostra generazione affronta e che questo film è riuscito ad incanalare così bene attraverso una delle vie più facili da cogliere e rendere proprie: quella sensoriale. Attraverso l’attivazione dei ricordi sensoriali di vista, udito o gusto, gli autori riescono indubbiamente a farci focalizzare su determinati momenti della nostra vita in cui ci siamo sentiti o ci siamo comportati esattamente come i personaggi dei tre episodi. Ma, infine, a dispetto di tutti i sapori della nostra giovinezza, dobbiamo andare avanti: i protagonisti dei tre episodi si ritrovano nello stesso aeroporto ad aspettare lo stesso volo per motivi diversi, ricordandoci che i sapori dei nostri ricordi rimarranno con noi ma non torneranno.

La vita non è come una cassetta, non possiamo riavvolgere le follie della nostra giovinezza” realizza Rimo, dopo aver capito di esser stato così concentrato sul proprio dolore da non cogliere quello della sua amica. Il messaggio che tutti noi possiamo cogliere da questo film è proprio qui: non possiamo permettere che la paura di perdere le sensazioni della giovinezza ci precluda l’attenzione alle conseguenze delle nostre azioni.

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