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Orange is the New Black- La Sesta Stagione

di Elisa Tomasi

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La sesta stagione di Orange is the New Black ci porta direttamente "to the Max"

La sesta stagione di Orange is the New Black è disponibile su Netflix da venerdì 27 luglio ed è godibile come mandar giù un bel bicchiere d’acqua fresca in queste giornate di calura estiva anzi è proprio un “glass of ice”, ormai scioltosi nella sua forma liquida dopo una faida durata più di trent’anni, che diviene il centro dello scontro, punto focale della narrazione di questa serie giunta ormai al suo sesto anno di vita.

La quinta stagione di Orange is the New Black si era conclusa con l’irruzione dei reparti speciali della polizia penitenziaria nella struttura di Minima Sicurezza di Litchfield, volta a mettere fine alla rivolta di tre giorni all’interno del penitenziario che aveva caratterizzato l’arco narrativo dell’intera stagione. I nuovi episodi di quest’estate della serie targata Netflix cominciano dalle conseguenze di quelle giornate di sommossa, concentrandosi su un ristretto gruppo di detenute che ora si ritrovano nel nuovo territorio ostile della “Max”. La struttura di Massima Sicurezza di Litchfield è il luogo delle dispute tra le due sorelle Carol e Barb che da anni controllano e manipolano coi loro impulsi fratricidi la rivalità tra il Blocco C e D. In un clima ad alta tensione si intersecano le vicende delle nuove arrivate, veterane ormai ai nostri occhi della vita penitenziaria a Litchfield, che ora però devono sottostare alle nuove regole dell’ ambiente che vengono ad abitare. Accade così che se Suzanne, Frieda, Sophia e Pennsatucky si trovano in Florida, il Blocco B dove si vive una sorta di pensionamento della vita carceraria, caratterizzato dalla quiete delle detenute giunte lì a scontare i loro ultimi anni; al contrario Red, Nicky, Blanca, Piper, Alex, Lorna, Cindy, Taystee, Daya,Gloria, Maria, Flaca si trovano al fronte a costruire e demolire barricate tra loro, in rapporti interpersonali in continuo mutamento in un sistema che le continua a schiacciare, a portarle in vicoli ciechi dove la sete di sopravvivenza accieca e rende impossibile la condivisione con l’altro.

Nella “Max” la lotta si fa seria tant’è che lo stesso processo di Taystee adombra uno dei personaggi che nelle passate stagioni di Orange is the New Black era stato una delle sue tinte di colore più vivaci, l’ingiusta imputazione di omicidio della guardia Piscatella porta Taystee a divenire simbolo di un sistema socialmente iniquo prono ad incolpare in base ai suoi pregiudizi. Il fratricidio, che caratterizza questa stagione di Orange is the New Black e che in questa serie è più che altro sempre un “sorellicidio”, tocca qui il suo punto drammatico più elevato quando si vede sul banco degli imputati come testimone dell’accusa Cindy, l’amica e compagna di sorellanza nera di Taystee.

Orange is the New Black si è sempre andato a definire come una “dramedy”, un ibrido tra il drama e la comedy, non mancano quindi anche elementi di umorismo come l’allucinazione iniziale di Suzanne che tra le altre cose ci regala una scena del “gioca jouer” di Cecchetto versione oltreoceano e nondimeno il fatto che la faida delle due sorelle Barb e Carol abbia come origine un gioco di parole “glass of ice” e “classifieds”, divenuto spunto per una storiella esilarante, la cui attribuzione come fatto da raccontare in prima persona è una contesa tra le due parti, che finisce col reciproco omicidio.

Se effettivamente la fine del conflitto tra Blocco C, contrassegnato dalle divise blu, e Blocco D,  che come colore distintivo usa il kaki,  si conclude con questo finale da black comedy in cui entrambe le rappresentanti delle due parti finiscono per donarsi la morte a vicenda; la raffigurazione di un’America divisa dai colori continua a vivere in Orange is the New Black con l’amara conclusione della sesta stagione. Infatti qui si vede Piper uscire dal carcere, dopo un’ultima doccia che ricorda con un’inquadratura dei suoi piedi, ora con delle belle ciabatte verdi addosso, la sua prima esperienza nelle docce di Litchfield dove al posto del verde c’era il bianco degli assorbenti come espediente alla mancanza dell’essenziale accessorio per lavarsi in una doccia pubblica, mentre Blanca vede l’azzurro del cielo solo qualche istante prima di essere fatta salire su di un pulman della polizia addetta all’immigrazione, la ICE (United States Immigration and Customs Enforcement).

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