Rubriche

GRAN PREMIO DI UNGHERIA F1 2018: HAMILTON PRIMO, MA IL PROTAGONISTA E’ BOTTAS

di Andrea Vittorio

Pubblicato il

 

In Ungheria, sul circuito dell’Hungaroring, è andato in scena un Gran Premio vivace, caratterizzato da situazioni e scelte che hanno favorito le due Mercedes: a trionfare è stato Lewis Hamilton, ma il vero protagonista è stato Bottas, rivelatosi autentico uomo squadra. Dietro all’inglese, le due Ferrari di Vettel e Raikkonen, mai veramente in grado di vincere.

Alla partenza, infatti, Bottas fa le spalle larghe e protegge il primo posto del suo compagno di squadra; dietro, Vettel riesce a sopravanzare Raikkonen e a mettersi all’inseguimento delle due Mercedes, con un vantaggio teorico dettato dalla gomma gialla rispetto alle Ultrasoft delle due Frecce d’Argento.

Tuttavia, dopo pochi giri comincia a salire in cattedra Bottas che, prima, “inganna” la Ferrari con un ritmo blando con le gomme gialle e, poi, piazza due giri record al momento giusto, riuscendo a rallentare Vettel.

Negli ultimi giri del Gran Premio di Ungheria, Bottas ha poi cercato di resistere agli attacchi di Vettel fino a quando il tedesco della Ferrari ha sfruttato il DRS per sopravanzarlo: il sorpasso, tuttavia, non è stato proprio semplice perché Bottas ha ritardato moltissimo la frenata ed ha rotto parte dell’ala anteriore sulla gomma posteriore del ferrarista. Per pura fortuna la gomma Pirelli del tedesco ha retto l’impatto!

Poco dopo, Bottas ha provato a fare autoscontro con Ricciardo, dandogli una bella ruotata nella fiancata: l’australiano ha dovuto allargare la traiettoria, con Bottas che ha mantenuto la propria posizione fino al traguardo; tuttavia, la Direzione gara ha punito il finlandese per guida scorretta.

Due considerazioni.

La prima riguarda Bottas: il finlandese si è visto bollare dal suo team principal (nonché manager) come un “sensazionale scudiero” e, di fatto, lo è stato; tuttavia, Wolff ha poi dovuto ritrattare le proprie dichiarazioni per motivare il suo pilota, smentendo che sia una seconda guida.

La seconda riguarda Vettel e la Ferrari: difficile dire se in Ungheria si poteva davvero vincere. Sta di fatto che se la Ferrari aveva realmente più ritmo, non lo ha affatto sfruttato. Le Mercedes erano in difficoltà il venerdì, la pioggia di sabato ha regalato la prima fila e, poi, domenica Hamilton e Bottas hanno “intrappolato” i due ferraristi. Bravi loro, la Ferrari sembra essere l’auto da battere, ma quei due secondi e mezzo che Bottas ha rifilato sul più bello sul muso di Vettel proprio non si spiegano…altro che “bottone magico”…

PAGELLE GRAN PREMIO UNGHERIA F1 2018:

HAMILTON: l’inglese domina un Gran Premio che, stando a quanto emergeva dalle prove libere, non sembrava in grado di vincere. Le Red Bull e le Ferrari volavano, ma poi la pioggia di sabato ha stravolto i valori in campo. Bravo a gestire le gomme, sa benissimo anche lui quanto sia stato importante il lavoro da “gregario” di Bottas che ha rallentato i ferraristi e Vettel in particolare. Il suo vantaggio aumenta e ora è in testa al campionato con ben 24 punti di margine. VOTO 9: POLE BAGNATA? GARA FORTUNATA

VETTEL: il tedesco non guida male, ma non sfrutta il potenziale della vettura. La pole gli scivola tra le mani alla stessa maniera dell’androide di Blade Runner, poi rimane dietro a Bottas come un turista in coda sulla A14. Le occasioni andrebbero sfruttate, punto e basta. La sua guida non è impeccabile ed, se non fosse stata per la gomma che miracolosamente ha retto al tamponamento, non staremmo parlando neanche di un secondo posto. VOTO 6: BOLLINO NERO

RAIKKONEN: il finlandese arriva dietro a Vettel come in Apolipse Now, con tutte la cavalcata delle Valchirie. Peccato che il suo contributo non sia minimamente utile: Bottas ha rallentato i ferraristi, mentre lui non ostacola mai, MAI, la vita ai due Mercedes. Avere un pilota così non serve a molto, neanche come scudiero. VOTO 5: KIMI INUTILEN

RICCIARDO: l’australiano sorpassa. Stop. Lui sorpassa gli avversari con una facilità disarmante. Merita un’auto sufficientemente performante ed affidabile. La Red Bull comincia a stargli stretta. Vedremo se l’anno prossimo rimane con la Honda…VOTO 8: SORPASSATORE FOLLE

BOTTAS: fa la gara della vita. Se Hamilton vince il mondiale, lo deve anche a lui. In questa gara fa veramente il buono ed il cattivo tempo. Giri record al momento giusto, giri da tartaruga quando dietro ci sono le Ferrari, frenate violente per cercare di buttare fuori il Vettel o il Ricciardo della situazione. Non sembrava nemmeno il solito Bottas…VOTO 9: SCONTROSO AL PUNTO GIUSTO

GASLY: il francese disputa un garone e riporta a punti (e che punti!) la Toro Rosso motorizzata Honda. Su questo circuito, fa magie e fa di nuovo parlare di sé. VOTO 8: QUOTAZIONI IN RIALZO

MAGNUSSEN: il danese conduce una gara buona, navigando in acque tranquille. VOTO 7: VOGLIO UNA VITA TRANQUILLA

ALONSO: vederlo arrancare con quel tosaerba che si ritrova tra le mani è veramente triste. Pensare che Gasly con la Toro Rosso – Honda gli arriva perfino davanti, deve fargli girare parecchio i chitarrini…VOTO 8: INDY?

SAINZ – GROSJEAN: arrivano a punti, ma la loro gara è stata scandita dalle strategie. Evidentemente la sorte ha premiato loro…VOTO 7: DU PUNT IS MEGL CHE UAN

HARTLEY: a differenza del compagno di squadra, arriva appena fuori dalla zona punti. VOTO 5: SFORTUNATO

HULKENBERG: la sua Renault in Ungheria ha deciso di fare le bizze come ad un gatto a cui viene pestata la coda: durante le prove libere, l’auto si rompe impedendogli di disputare un’intera sessione. In gara, la strategia era quella di mettere le gomme di cemento (quelle con la striscia bianca), ma erano troppo dure persino per quel catino caldo dell’Hungaroring. VOTO 5: RITENTA, SARAI PIU’ FORTUNATO

OCON – PEREZ: il duo Force India su questo circuito ha arrancato. Mancano i soldi per lo sviluppo (vedi articolo su presunto acquisto della scuderia da parte di Lawrence Stroll) e si vede. VOTO 4: FIGURA DA MORTADELLE

ERICSSON: lo svedese non porta punti all’Alfa Sauber, ma almeno vede la bandiera a scacchi. Gara anonima. S.V.

SIROTKIN – STROLL: inquadrati solo nei doppiaggi. S.V.

VANDOORNE: rottura del cambio quando era dietro ad Alonso. Sembrava un week end positivo, poi la doccia fredda. VOTO 4: LA SFIGA CI VEDE BENISSIMO

VERSTAPPEN: rottura dell’MGU-K. Max ed Horner si sfogano contro Renault, rei, a loro avviso, di rifilare delle ciofeche. S.V. LENAULT IN SALSA GULASH

LECLERC: ritirato dopo pochi giri. S.V.

 

Fonte immagini: formulapassion.it

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: