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Il turbante dei ciottoli intorpiditi – A turban of the numbed pebbles

di Paolo Meneghetti

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Per Sylvia Plath il tulipano è troppo eccitabile, ricevuto in dono mentre lei passa l’inverno in ospedale. Ma quanto la quiete esistenziale si farà preferire? In ospedale, la poetessa avrebbe un corpo di ciottoli, che le infermiere appena levigheranno, con le mani, come se queste fossero acqua, mentre gli aghi luccicheranno al “torpore balneare” della medicina. Nella sua borsa di pelle, si percepirà stanchezza, pure tramutando in portapillole. Caterina posa fra le pietre in rovina di Pompei, a Dicembre. Ricordando l’etimologia della parola tulipano, percepiremo un “turbante” sul piumino d’oca. Caterina è seduta, magari per stanchezza… Il “tulipano” del busto avrebbe aperto la corolla, ma al rovescio, “franando” grazie alla borsa, dove le macchie dell’ovario non “luccicheranno”, fra i toni bruni, mentre il “pistillo” del gancio si farà “inibire”. Sappiamo che a Pompei gli archeologi usano buttare una miscela di gesso ed acqua, per “rimettere virtualmente in piedi” i corpi sepolti, dal vuoto delle ceneri indurite. Caterina dal canto suo ci nasconde il volto, in quiete nel pertugio fra le vecchie mura.

According to Sylvia Plath the tulip is too much excitable, receiving it as gift while she spends the winter at a hospital. But how much will we prefer the existential stillness? At a hospital, the poetess would have a body of pebbles, that the nurses only will smooth, through the hands, as if these ones were water, while the needles will sparkle at a “seaside numbness” of the medicine. In her leather case, we will perceive the tiredness, also changing in a pillbox. Caterina poses between the ruined stones of Pompeii, in December. Remembering the etymology of the word tulip, we will perceive a “turban” on the goose down. Caterina is sitting, maybe for tiredness… The “tulip” of the bust would have opened the corolla, although inside out, “collapsing” through the purse, where the stains of the ovary will not “sparkle”, between the dark brown tones, while the “pistil” of a hook will be “inhibited”. We know that in Pompeii the archeologists use to throw a blend of plaster and water, to “put back virtually together” the interred bodies, from the vacuum of the stiffened ashes. Caterina for her part hides us the face, quiet in a hole between the old walls.

 

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:
S. PLATH, The letters of Sylvia Plath: Volume II (1956 – 1963), Faber & Faber, Londra 2018

 

 

 

 

 

Nota biografica sull’artista recensita – Biographical sketch about the artist:

 

La modella Caterina Masoli (nel suo autoscatto) viene da Trieste (Italia). Lei ha 23 anni, e studia Giurisprudenza. Caterina ama lo sport, la natura ma soprattutto i viaggi (per scoprire nuove realtà o vivere situazioni differenti). Lei è anche una car blogger.

The model Caterina Masoli (in her shutter release) comes from Trieste (Italy). She is 23 years old, and a student of Jurisprudence. Caterina loves the sport, the nature but principally to travel (to discover new realities or to live different situations). She is also a car blogger.

 

https://www.facebook.com/Caterina-Masoli-798723250299536/

 

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