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A very English Scandal – Episodio I

di Giulia Rupi

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A very English Scandal è una serie uscita lo scorso maggio, di solo tre episodi e tratta dal libro omonimo di John Preston. Si tratta di una serie che ha fatto poco parlare di sé sul web e che è circolata molto meno di altre serie recenti come Killing Eve; è apparentemente innocua, quasi scontata per il suo ostentare una matrice britannica, sia di produzione, sia di ambientazione, sia di spirito. Senza parlare del fatto che sulla locandina appaiono già i due attori principali, due delle icone dell’anima britannica per eccellenza, Hugh Grant (Jeremy Torpe) e Ben Wishaw (Norman Scott), famoso soprattutto per il suo ruolo in Bright Star.

English scandalMa come tutte le cose britanniche, bisogna ricordare che i look impettiti, le personalità stilizzate secondo lo stesso modello elegante, riservato ed educato formano solamente la superficie di contenuti fortemente critici rappresentati con ironia pungente, dissimulata e tragicomica. Per cui, decidere di vedere il primo episodio porta delle sorprese inaspettate e piacevoli. Lo scandalo a cui si fa riferimento nel titolo non riguarda uno sgarro dell’etichetta di corte, oppure il solito tentativo di furto dei gioielli della corona, oppure ancora un principe che s’innamora di una ragazza del popolo e non di sangue reale, ma è uno scandalo che riguarda un parlamentare, la sua moralità e la sua carriera all’interno del governo. Il parlamentare in questione è Hugh Grant nei panni di Jeremy Thorpe e i dubbi sulla sua moralità fanno riferimento alla sua decisione ma soprattutto alle dinamiche di inizio e svolgimento di una sua storia d’amore clandestina per l’epoca.

La goffaggine e l’artificiosità del primo approccio e il romanticismo mieloso tipico degli inizi di una relazione sono portati agli estremi, come con lo scopo di ridicolizzare l’esperienza amorosa in uno stile tutto inglese: il risultato è spiazzante ma allo stesso tempo esilarante. Il fatto che la storia d’amore fosse di natura omosessuale passa paradossalmente in secondo piano, nonostante siamo nel 1965 e sia un tema scottante durante la lotta per i pari diritti del partito liberale inglese; passano invece in primo piano la maniera in cui sono narrate le vicende, ovvero come se fossero surreali, inverosimili in un contesto ben reale e concreto.

english scandal James Thorpe è un uomo prevalentemente omosessuale, capace di amare e soprattutto di avere diversi amanti con cui svagarsi dal suo impegnativo lavoro di politico ma è incurante ed egoista quando si tratta di pensare alla carriera e a evitare scandali che possano minare le sue probabilità di farsi eleggere vice primo ministro. Norman Scott è un ragazzo ingenuo, sempliciotto, sprovvisto di qualsiasi forza di carattere per sopravvivere nella giungla del mondo moderno della grande città inglese, che è perfettamente organizzato burocraticamente e chiuso a chi non è in regola o almeno scaltro abbastanza da aggirare il sistema; Norman è anche sprovvisto di qualsiasi malizia per trattenere un amante volubile o sicurezza tale da accettare la proprio omosessualità, caratteristica che si somma a costruire un personaggio instabile, strano ma simpatico. Tuttavia, in questo primo episodio Norman già si mette in gioco con una lettera minatoria che spedisce alla madre di Thorpe in cui rivela la relazione omosessuale avuta con il figlio un paio di anni prima, dipingendolo come un depravato e iniziando quello che sembra un processo di crescita del personaggio, che ha molto da crescere e molto da imparare. Ma Thorpe è segretamente spietato e disposto a tutto per non lasciarsi raggirare dal giovane ex-amante e progetta piani malefici che prospettano altri due episodi pieni di risate e svolte narrative.

Dal primo episodio si può, infine, dire che la serie non tiene incollati allo schermo come un crime, perché la trama non è elaborata e i personaggi non sono costruiti in maniera troppo seriosa, ma l’acume delle trovate narrative, totalmente stranianti, incuriosisce e dà all’intera serie un certo tono e una certa originalità. Speriamo che i prossimi due episodi non ci deludano e che il ritorno di Hugh Grand sul grande schermo lasci davvero un segno.

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