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PingPong! Come non lo avete mai visto!

di Enrico Mambelli

Pubblicato il

Verso fine febbraio è uscito un piccolo capolavoro animato, PingPong.

PingPong è un seinen serializzato da Big Comic Spirits raccolto in cinque volumi.

Pubblicato in Giappone nel 1996, nel 2002 ispirò anche un film.

Venne creato poi un re-enactment anime che venne trasmesso dal 10 aprile 2014.

In Italia viene trasmesso in streaming in versione sottotitolata su VVVVID, mentre il manga è stato rilasciato il 25 Febbraio 2018

Si tratta di una serie apparentemente insolita per un mangaka dalla spiccata sensibilità autoriale.

Soprattutto se il mangaka in questione è Taiyo Matsumoto, che ci ha sempre abituato a scenari fantastici o a personaggi dalle psicologie complesse (tekkonkinkreet) e travagliate messi costantemente davanti ad eventi sempre più grandi di loro.

Beh, con PingPong, egli realizza un fumetto sportivo che si distacca da dinamiche e temi “impegnati” per mettere in scena uno spezzato di vita quotidiana incentrato sul ping pong che, per un occhio superficiale, non sembrerebbe esattamente il più dinamico e accattivante degli sport.

Eppure Matsumoto vince la “sfida”, realizzando un manga ispirato, sia narrativamente che tecnicamente.

Con PingPong riesce a raccontare la tenacia e la determinazione dello sportivo come metafora di rivalsa e autoaffermazione, concentrandosi sul lato introspettivo dello sportivo tipo.

Il manga segue le vicende dei due amici d’infanzia Yutaka, detto Peko, e Makoto, detto Smile.

Amici d’infanzia ed entrambi giocatori di PingPong.

Peko gioca perché ama il PingPong e odia perdere, Smile, invece è l’imperturbabile ragazzo con gli occhiali, descritto come un automa da tutti quelli che lo conoscono, gioca per ammazzare il tempo ed è tanto forte quanto, apparentemente freddo, timido e taciturno.

Un giorno incontrano uno studente cinese in Giappone per un periodo di studio, e la sconfitta che Peko subisce cambia per sempre l’approccio dei due verso questo sport.

I disegni e la regia

PingPong è magistralmente illustrato con tavole grottesche al limite del realismo, che donano allo spettatore una sensazione di perenne movimento, scelta che punta a rendere dinamica ogni singola scena che sia dell’ anime o del manga.

I tratti sono sottilissime linee tremolanti che regalano al lettore una falsa idea di superficialità.

Congettura che viene smontata dopo la prima piccolissima scena d’azione.

Uno stile che non stona mai e che viene cullato alla perfezione dall’atmosfera dell’opera.

Con ogni probabilità, però, la regia è il punto forte dell’opera, poiché riesce ad amalgamare minuziosamente il dinamismo tra le scene d’azione e quelle di vita quotidiana. Esplodendo tra un’ incalzante partita e l’altra.

I personaggi dell’opera sono persone normalissime che, però, una volta impugnata la racchetta, si trasformano in supereroi.

Con inquadrature spettacolari e un movimento di camera schizofrenico che taglia, zooma, rallenta e stringe costantemente per permettere a noi di non perdere nemmeno il più piccolo dettaglio, da un nervo che si tende ad un muscolo che si rilassa senza mai nauseare.

SUBLIME

In summa

Tra le peripezie del turbinio di eventi di PingPong vedrete crescere umanamente i  personaggi, vi innamorerete di ogni singola comparsa e vi stupirete nel vedere un copione non scontato ma comunque plausibile e realistico.

Che vi stiate per procurare il manga in edicola o che stiate recuperando l’anime, poco importa.

l’importante è non lasciarsi scappare questo piccolo grande capolavoro.

Divenuto già un classico del fumetto giapponese.

Quale sarà il trattamento riservato a questi due amici da parte del crudele mondo delle competizioni sportive?

Che cosa accadrà durante il loro scontro per il trofeo del liceo maschile?

Chi lo sa!? Solo una cosa è certa…

Recuperatevi PingPong e non vedrete mai più questo sport con lo stesso punto di vista.

Qua sotto l’opening… giusto per far aumentare un po l’hype.

😉

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