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Notizie in pillole sul mondo anglofono ed ispanofono

di Giulia Rupi

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Vi presentiamo qua alcune notizie in pillole sul mondo anglofono ed ispanofono, che questa settimana hanno fatto parlare di sé e che presumibilmente continueranno a farlo nelle prossime.

“Nemmeno Gesù riuscirebbe a battere Maduro”

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Henrí Falcón, leader dell’opposizione in Venezuela

Questo il succo delle parole di un attivista anti-establishment (Carlos González), che rappresenta la sintesi perfetta del sentimento generalizzato di pessimismo verso la possibilità che le cose possano davvero cambiare in Venezuela. Affinchè ciò avvenga, l’opposizione dovrebbe vincere le elezioni di oggi e poi salire al governo e portare un vento di novità e speranza economica per il paese. Però, nonostante le parole dell’attivista siano un‘iperbole, suggeriscono un esito abbastanza probabile. In questi mesi, la propaganda televisiva e radiofonica è stata completamente e solamente a favore di Maduro e gli oppositori principali sono stati messi fuori gioco da tempo: Leopoldo López messo agli arresti domiciliari per aver incitato alla violenza e Henrique Capriles costretto ad affrontare delle false accuse di corruzione; tutta la speranza è riposta in Henrí Falcón e nella sua volont´di far prevalere la democrazia.  Molti elettori, inoltre, sono stati comprati con razioni di cibo extra per il sostentamento della famiglia e i cittadini a favore dell’opposizione sono stati implicitamente messi in guardia sul rischio di perdere il lavoro in caso di scelta del candidato sbagliato. L’aspettativa generale riguardo alle elezioni per il nuovo mandato è che la percentuale di votanti che si presenterà sarà minima, per la convinzione che si tratti dell’ennesima farsa, ma l’esasperazione da dittatura (che ha portato povertà e corruzione) non è da trascurare come fattore che possa fare la differenza e trasformare il risultato di queste elezioni.

Argentina: la crisi in agguato ed il passato che rischia di ripetersi

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Mauricio Macri, presidente dell’Argentina

L’Argentina, uno dei paesi che ultimamente aveva fatto meno parlare di sé, torna sotto i riflettori proprio in questi giorni, a causa di un’economia che comincia a scricchiolare rumorosamente, sotto il peso di un debito ingente che tiene il paese ad un passo della caduta della moneta nazionale. Il presidente Mauricio Macri, acclamato per molte riforme economiche e sociali, deve affrontare un impressionante calo dei consensi a causa della decisione di chiedere soccorso al Fondo Monetario Internazionale. Il timore della popolazione è che l’ennesimo prestito da questo organo internazionale (il prestito in questo caso sarebbe di 30 miliardi di dollari) e un conseguente e necessario regime di austerità possano far sprofondare nuovamente il paese in crisi, come successe nel 2001. Sembra però che non ci sia al tra soluzione e che l’umiliazione ed il timore debbano essere messi da parte ancora una volta e come nel caso di molti altri paesi e che il FMI entri in scena per tentare di salvare salvare la situazione.

Un matrimonio e un lutto collettivi nel mondo anglofono

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Foto di Steve Gonzales – AP

Ieri, 19 maggio, si sono celebrate le nozze reali del principe Harry con Meghan Markle e la partecipazione del pubblico all’evento e la copertura delle reti televisive sono state l’una totale e l’altra totalizzante, tanto da coprire molte altre notizie, alcune di queste molto tragiche. È legittimo voler dimenticare per un momento la parte più cruda della realtà e vivere la favola di un matrimonio reale, gossip compresi, ma è necessario tenere un piede per terra e partecipare emotivamente anche ad altri eventi che supplicano uno schieramento deciso da parte della popolazione, ma in generale da parte di chiunque, per cambiare le cose e spingere a delle riforme o a delle restrizioni drastiche, come la questione delle armi negli USA (di cui già abbiamo trattato). Si è consumata, infatti, l’ennesima strage, in una scuola del Texas, dove sono morte 10 persone, per mano di uno studente di cui ancora non si conosce il movente. Il presidente Trump non sembra smuoversi dalla posizione di dotare il personale scolastico di armi per la difesa, invece di pensare ad altre alternative e ci si chiede se nel futuro assisteremo prima ad un altro matrimonio di dominio pubblico o ad un altro lutto e la risposta più probabile spaventa non poco.

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