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Italia, la nuova nazionale targata Roberto Mancini

di Francesco Sbordone

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mancini

foto: passioneinter

Roberto Mancini ha accettato la proposta della FIGC e sarà il nuovo allenatore della Nazionale Italiana. Dopo la delusione targata Giampiero Ventura, l’ex tecnico dell’Inter prenderà in mano una situazione poco facile.

Roberto Mancini e la nuova Italia

Tra Mancini e la Nazionale è fatta: manca però l’o.k. dello Zenit, variabile non da poco in una trattativa ancora da concludere. L’accordo è totale, Mancini ha accettato il taglio dello stipendio, per lui circa 2 milioni netti all’anno per un biennale, poi si parlerà di staff.

Ad oggi, si aspetta la decisione del club russo e al tecnico di Jesi non resta che aspettare. Cosa non semplicissima, essendo ancora sotto contratto con il club russo. Il regolamento, come riporta la Gazzetta dello Sport, gli offre due strade:

  • Tra Zenit, Mancini e FIGC si raggiunge un accordo extracontrattuale, che di solito prevede una compensazione
  • Lo Zenit si rivolge alla FIFA per rottura del contratto “senza giusta causa” per richiedere i danni. La Federcalcio tuttavia non vorrebbe spendere per liberarlo e dunque al momento resta in attesa.

La nuova Italia come sarà? Molto probabilmente si parlerà di 4-2-3-1: Tra i pali Donnarumma che sostituirà a pieno titolo Gigi Buffon. Difesa a quattro con Florenzi o Darmian sull’out di destra e sul lato opposto il ritorno di Criscito, pupillo di Mancini anche allo Zenit. Bonucci e Chiellini coppia centrale davanti al portiere rossonero. Centrocampo a due con De Rossi che man mano lascerà il posto a Jorginho e Pellegrini (con Barella prima riserva). Trio di trequartisti di puro talento: Chiesa, Verratti e Insigne, con Bernardeschi e Cristente pronti a subentrare. In attacco, molto probabilmente ci sarà il ritorno di Super Mario Balotelli che si giocherà il posto con Ciro Immobile.

Mancini e Balotelli, tra alti e bassi

Il rapporto tra Mario Balotelli e Roberto Mancini è di amore ed odio. Mancini lo conosce meglio di chiunque altro e si è sempre affidato al suo estro, da quel 16 dicembre 2007 in cui decise di gettarlo nella mischia a soli 17 anni a Cagliari. Da lì in Coppa Italia  contro la Reggina e contro i rivali della Juventus a Torino, dove Balotelli segnò una doppietta. E ancora in campionato dove l’Inter, orfana di Ibra, stava rischiando di compromettere uno Scudetto quasi vinto: a Bergamo Balo si prese l’attacco sulle spalle e tolse la paura, contro la Fiorentina in casa confermò la sua freddezza sotto porta. La coppia si ricompose nel 2010-2011 e con la maglia del Manchester City arrivò subito una FA Cup, seguita da un Community Shield e da una Premier League rocambolesca in cui al 94’ dell’ultima giornata Mario servì ad Aguero l’assist del gol decisivo. L’amore tra i due si chiuse nel gennaio 2013 quando tecnico e attaccante arrivarono alle mani: una rissa in allenamento e pochi giorni dopo Balotelli si trasferì al Milan.  Se la porta della Russia è rimasta chiusa per gli azzurri, con Mancini quella dell’Italia si è riaperta per Balotelli.

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