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Arte, ovvero il rinascimento al femminile

di Erika Biggio

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Come titolo per un manga, Arte è decisamente un po’ vago e non esattamente esplicativo di quello che troveremo all’interno: Arte é il nome della giovane protagonista del nuovo manga di Kei Okhubo, ambientato nella Firenze del XVI secolo. Il nome richiama quello della pittrice Artemisia Gentileschi, e probabilmente non è un caso che uno dei protagonisti maschili si chiami Leo, ma andiamo con calma: Arte è la giovane erede di una famiglia nobile ma povera che, mancato il padre, sarebbe  costretta ad un matrimonio affrettato per poter rinsaldare la traballante economia del casato. Arte però ha altre idee: disegnare e dipingere sono tutto quello che ha sempre voluto fare nella vita, e sa benissimo che nessun marito le acconsentirebbe mai di proseguire in questa sua passione. Quindi prende la decisione che migliaia di altre eroine shojo hanno preso prima di lei: prende in mano il proprio destino, andando bottega per bottega a chiedere impiego ai maestri fiorentini. Ovviamente la rigettano tutti senza nemmeno dare un’occhiata ai suoi schizzi, per il semplice fatto di essere una donna. Strano eh, nella Firenze del 1500. Fortunatamente a salvare capra e cavoli arriva il burbero ma talentuoso e rispettato maestro Leo che decide, quasi suo malgrado, di darle un’occasione.

Arte è uno shojo manga che ricalca gli schemi tipici del genere, dalla protagonista anticonformista ad alcune meccaniche narrative che patiscono l’ingenuità di questo genere di opera, facendoci riconoscere chiaramente l’aderenza allo stile di uno shojo scolastico: la bottega di Leo è la scuola di Arte e di lì si sviluppano quasi tutte le vicende del manga.

Arte conferma l’amore idealizzante che i giapponesi nutrono da sempre per l’Italia, probabilmente ricambiato tra l’ altro, mostrandoci una Firenze al culmine del suo splendore, ricca di botteghe artigiane, nobili, commercianti e cortigiani. Okhubo non introduce molti personaggi inizialmente, lasciandoci concentrare sulla protagonista e la sua lotta per affermare il proprio diritto ad imparare, esattamente come i suoi colleghi maschi. I pregi della ragazza infatti, oltre al talento artistico, sono una gran bella dose di determinazione e testardaggine allo stato puro, che le consentono, nonostante la giovane età e l’ingenuità dovuta all’infanzia da giovane di buona famiglia, di muoversi agevolmente in un mondo che prima la respinge e poi lentamente si lascia affascinare.

Storicamente parlando quest’opera non presenta grosse incongruenze, anche grazie alla scelta di concentrarsi sulla via delle botteghe e poco altro; le ambientazioni sono deliziosamente dettagliate, l’ambiente più complesso è sicuramente la casa della cortigiana amica di Leo, che è sempre minuziosamente disegnata per rappresentarne l’opulenza.

Nonostante sia anche indicato come opera romantica la parte “rosa” del manga inizialmente fa ben poche apparizioni, dato che Arte è troppo impegnata a litigare coi maestri di bottega di mezza Firenze per avere il tempo di dedicarsi alle faccende amorose. Però vive da sola con un uomo più grande, che ovviamente è anche un bell’esponente della razza umana (ve lo ricordate Leonardo da Vinci mezzo pelato con il barbone? Ecco, no), quindi le complicazioni non tarderanno a farsi vive.

Arte in sostanza è uno shojo con ambientazione storica, fresco e divertente nonostante ricalchi opere classiche, amorevolmente dettagliato, che promette una bella trama con una protagonista che riesce ad accattivare chiunque, noi compresi.

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