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Accordi e disaccordi sul nucleare: Corea del Nord e Iran alle strette

di Giulia Rupi

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Il disarmo nucleare a livello internazionale è un obiettivo auspicato da molti paesi, da decenni, almeno a parole, per evitare una situazione minacciosa e pericolosa come quella della guerra fredda, ovvero una situazione che nuovamente avveleni irrimediabilmente le relazioni internazionali fra i paesi più potenti del mondo, tanto da far temere per una guerra globale. Sul disarmo nucleare, resta il fatto che si è sempre trattato di un argomento delicato, sulla bocca di tutti ma mai avverato nei fatti.

Infatti, avere o meno testate nucleari, nel passato ma anche al giorno d’oggi, significa avere o meno influenza e la possibilità di far sentire la propria voce e di perseguire le proprie mire economiche o anche geopolitiche, in un contesto internazionale dove la potenza di un paese ancora dipende fortemente dal fattore militare.

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La Corea del Nord è attualmente in possesso di 40/50 testate nucleari – STR/AFP/Getty Images

Questo lo ha ben capito Kim Jong-un, che da quando è salito al potere ha investito apertamente gran parte delle risorse economiche del proprio paese nella costruzione di missili e testate nucleari, celebrando questa scelta militare pubblicamente, anche con parate cittadine. Finora questo atteggiamento ha causato sommovimento e preoccupazione non solo nei paesi confinanti, come la Corea del Sud, ma anche negli Stati Uniti di Trump.

Tuttavia, nella giornata di ieri si è verificata una svolta, data dall’annuncio di Kim Jong-un dell’intenzione di fermare le sperimentazioni nucleari e missilistiche d’ora in avanti e di chiudere il maggiore centro nordcoreano di ricerca e test nucleari a Punggye-ri. Certo, dopo tutta la tensione che le manie di protagonismo e le mire egemoniche del dittatore nordcoreano hanno creato recentemente, una notizia del genere è da accogliere positivamente.

Molti esperti e politologi ci tengono però a ridimensionare l’impatto che potrebbe avere questa decisione. In particolare, il fulcro dei loro dubbi risiede nel fatto che Kim Jong-un resta un dittatore, nonostante il nuovo apparente buon proposito, e la Corea del Nord resta un paese chiuso al resto del mondo, molto difficile da penetrare e quindi molto impermeabile a controlli internazionali che accertino la sua buona condotta o il rispetto della parola data. Il messaggio è che, per quanto l’annuncio del dittatore faccia sperare, la sua attuazione pratica non è scontata.

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Il primo ministro iraniano Zarif e il segretario di stato John Kerry stringono il JCPOA nel 2016 – Andrew Gombert/EPA

Un altro paese immerso fino al collo nella questione del nucleare è l’Iran. Le relazioni con gli USA e con l’Occidente in generale sembravano essersi appianate da un anno a questa parte dopo l’accordo chiamato Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), che fra disarmo nucleare forzato, restrizioni e sanzioni per l’Iran, prometteva implicitamente di portare quest’ultimo a passare un periodo economicamente duro, per poi consentirgli di godere invece di più libertà e possibilità di crescita grazie ad una maturata fiducia internazionale.

Il firmatario principale dell’accordo, il presidente Trump, si è però dimostrato contrario ad annullare molte sanzioni e disposto a imporre nuove restrizioni all’Iran, nonostante questo abbia mantenuto fede a quanto stipulato nell’accordo. La conseguenza è un primo ministro iraniano (Mohammad Javad Zarif) molto irritato, che minaccia di riprendere le sperimentazioni di arricchimento dell’uranio se Trump rimane su questa posizione ostile e soprattutto contraria all’accordo stretto l’anno passato dalle due parti. Se da un parte, Trump appare in torto nel suo proposito e incapace di mantenere fede ad un accordo, dall’altra le operazioni militari dell’Iran nei confronti della Siria e d’Israele non sono molto limpide, dichiarate e pacifiche, e giustificano il dubbio del presidente di premiare l’Iran.

Il nucleare era e rimane quindi un argomento molto delicato, forse la causa maggiore di molte tensioni internazionali. Sembra però che questo periodo prospetti molti snodi, ma per scoprire se positivi o negativi non resta che aspettare e vedere.

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