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Dolly Kill Kill – uccidere non è mai stato così carino

di Erika Biggio

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Se amate  l’azione, lo splatter e ripetere “ma che schifo” ad ogni pagina, Dolly Kill Kill è decisamente il manga adatto a voi. Se invece tendete ad affezionarvi ai personaggi, non avvicinatevi nemmeno, dato che tendono ad avere una vita massima di cinque pagine.

Il protagonista di questo manga è Iruma Ikaruga, frequenta il primo anno delle scuole superiori, gioca a baseball e non si arrende MAI, nemmeno quando non c’è via d’uscita, nemmeno quando tutti gli altri sono fuggiti da tempo; con Matsun sono migliori amici dai tempi dell’asilo, inseparabili, ed entrambi sono innamorati di Kumano, la bella manager del club di baseball della scuola: tre adolescenti come tutti gli altri. Almeno fino al giorno in cui sono arrivati gli insetti e le bambole, e il mondo come lo conosciamo è finito.

Prima sono arrivati gli insetti, che sciolgono le persone con l’acido ma sono deboli all’acqua, poi sono arrivate le bambole, le pancione “esploratrici” che possono solo difendersi, e le testone create per uccidere: nel giro di una giornata la quasi totalità della popolazione mondiale è stata spazzata via, dato che le bambole sembrano invulnerabili a qualsiasi tipo di arma grazie ad una specie di barriera. Sei mesi dopo, Iruma è ancora vivo, suo malgrado, mentre la società è sprofondata nel caos e sopravvive grazie allo sciacallaggio dei negozi abbandonati, vagando senza uno scopo, quando salva dallo stupro una strana ragazza: Yu Banira.

Yu resta impressionata dalla forza d’animo e dalle capacità combattive di Iruma e cerca di reclutarlo per il gruppo di cui fa parte, i Trial&Error: una banda di umani (capeggiati da un tizio che è il ritratto sputato di Spike di Cowboy Bebop, coincidenza o omaggio?) decisi a trovare il modo per uccidere le maledette bambole. Riusciranno a sconfiggere questi tenerissimi mostri giganti o si faranno polverizzare come il resto dell’umanità?

Dolly Kill Kill è un’opera che ricorda nella modalità l’Attacco dei Giganti: mostri giganteschi con cui non si può comunicare il cui unico scopo sembra la distruzione degli esseri umani. Eppure fin dall’inizio queste bambole sono dotate di intelligenza e di carattere, ed Iruma sembra riconoscersi nello stesso atteggiamento sprezzante che lo caratterizza: questa strana empatia diventerà la chiave di volta dell’intero fumetto.

Dolly Kill Kill è uscito per la prima volta in Giappone nel 2014 e si è concluso nel 2017, mentre in Italia il primo takobon è uscito a marzo 2018 edito da Panini Comics; scritto e disegnato a quattro mani da due autori praticamente esordienti, Yukiaki Kurando e Yusuke Nomura, presenta però fin dall’inizio una maturità da non sottovalutare soprattutto dal punto di vista grafico (avete presente la totale mancanza di sfondi e scenari agli inizi de l’Attacco dei Giganti?).

In sostanza Dolly Kill Kill è un’opera da non perdere, divertente e un po’ disgustosa, con splendide scene di combattimento e soprattutto si ammazzano bambolotti giganti. Cos’altro devo aggiungere?

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