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Un pettirosso sega la foschia – A robin redbreast saws the mist

di Paolo Meneghetti

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Per Pascoli, è arato il campo dove qualche foglia di vite ancora risplende, e nonostante il rosso dei suoi filari. Ciò avviene di mattina, quando dai cespugli evapora la nebbia. Il pettirosso segue con molto interesse l’aratura, pronto a recuperare vermi ed insetti. Quello si nasconderà fra i cespugli, cinguettando come se la moneta battesse sul metallo. Quanto sarà la conferma d’un “pregustare” il recupero sui vermi e gli insetti? Vanessa posa quasi col piano americano. Lei indossa l’abito rosso, ma contro il grigio d’una nebbiosità probabilmente montana: il primo allora tenderà ad “ararsi” nel marrone. Lungo il lato inferiore dello scatto, gli alti steli sono percepibili lanciando i propri semi. Vanessa ci attrae scoprendo le spalle e parte del petto. La bocca saprebbe “cinguettare”, in quanto “strozzata” da alcune ciocche. Il braccio sinistro ha il gomito che batte sulla nebbia, ma evidentemente a “forgiare” la mera “segatura” in basso, mediante gli steli erbosi. C’è il solco ravvivato sul “labbro” della scollatura, e c’è il solco sclerotizzato per le ciocche contro la bocca. Forse, l’occhio solo “nero” può pregustare una rivalsa, grazie al braccio “urtante”… In basso a sinistra, si scorge anche un filare d’alberi.

According to Pascoli, a field where some leaves of vine still glimmer, and in spite of the red of its rows, is plowed. That happens in the morning, where the mist evaporates from the bushes. The robin redbreast follows with great interest the tillage, because it is ready to recover worms and insects. That bird will hide itself between the bushes, chirping as if a coin beats on a metal. How much will this situation be a confirmation for “foretasting” a recovery of the worms and the insects? Vanessa poses almost in a cow-boy shot. She wears a red dress, but against the grey of a mistiness probably from a mountain: so the first colour will tend to “plow itself” in the brown. Along the inferior side of the shoot, the tall stalks can be perceived throwing their seeds. Vanessa attracts us because she uncovers the shoulders and a part of the chest. The mouth would be able to “chirp”, because it is “choked” by some locks. The left arm has the elbow which beats on the mist, but evidently to “forge” the mere “sawdust” below, through the stalks of grass. There is a groove revived on a “lip” of the neckline, and there is a groove sclerotized by the locks against the mouth. Perhaps, the eye only “black” can foretaste a revenge, through the “bumping” arm… In the lower left, we also glimpse a row of trees.

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

C. GALLIGANI, La letteratura rapsodica in Italia e in Europa, Armando Editore, Roma 2003, p. 74

 

 

 

 

 

Nota biografica sull’artista recensita – Biographical sketch about the artist:

 

La fotografa americana Vanessa Smith (qui anche in posa) ha ventidue anni, è cresciuta nella regione del North Cascades (Washington State), ed attualmente vive a Missoula (Montana State). Lei s’innamorò dell’arte in giovane età. Nel 2016, Vanessa conseguì il diploma al Rocky Mountain School of Photography. Esteticamente, lei è ispirata dalle “teste matte”, dai fiori selvaggi e dal sublime rispetto alle alte montagne. Soprattutto, i suoi scatti vorrebbero scoprire una realtà in apparenza nascosta.

The American photographer Vanessa Smith (here also in pose) is 22 years old, raised in the region of North Cascades (Washington State), and actually lives in Missoula (Montana State). She fell in love with art in young age. In 2016, Vanessa graduated from Rocky Mountain School of Photography. Aesthetically, she is inspired by the “messy heads”, the wild flowers and the sublime respect the high mountains. Principally, her shoots would unveil a reality apparently hidden.

www.vanessasmithphoto.com

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