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I TEST 2018 SONO FINITI: LUCI ED OMBRE

di Andrea Vittorio

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I test di Barcellona 2018 sono terminati e dal 23 marzo si comincerà a gareggiare: il primo semaforo verde della stagione 2018 scatterà in Australia, all’Albert Park di Melbourne. Come detto già nel precedente articolo, i test di Barcellona sono un palcoscenico eterogeneo di simulazioni, regolazioni, esperimenti, tentativi e fallimenti: capire esattamente come si comporteranno le vetture per il resto della stagione è assolutamente impossibile, ma un confronto con i test dell’anno scorso può aiutare ad avere un quadro d’insieme ben delineato.

Innanzitutto, se l’anno scorso, durante i test, la Ferrari volava e la Mercedes aveva problemi con le gomme (con l’epilogo che tutti noi ricordiamo, cioè Hamilton vincente a fine stagione), quest’anno dobbiamo registrare una nota “stonata”: la Ferrari ha impressionato, ma la Mercedes non ha nemmeno tentato di replicare ai “super-tempi” fatti registrare dai due alfieri Ferrari. Vettel e Raikkonen, infatti, montando le gomme Hypersoft (quest’anno Pirelli, fornitore delle gomme, introdurrà dal Gran Premio di Canada le gomme “Hypersoft”, caratterizzate dal colore rosa pallido e dal fatto che hanno la consistenza della gomma pane), hanno segnato il record ufficioso della pista, cioè l’1.17.182 di Vettel, seguito dal 1.17.221 di Raikkonen. Questi tempi, secondo le voci degli addetti ai lavori, sarebbero stati raggiunti senza una configurazione estrema di qualifica e con un buon quantitativo di benzina a bordo, il che farebbe ben sperare per il campionato.

Tuttavia, sempre quelle “voci dai box”, hanno notato come Mercedes non abbia nemmeno provato a replicare ai “temponi” stampati dalla Ferrari, concentrandosi esclusivamente su affidabilità, passo gara e gomme medie. E qui cominciano le “note dolenti” per i ferraristi: già, perché sia Bottas che (soprattutto) Hamilton, viaggiavano costantemente sul passo del 1.19 basso, con mescole medie che avrebbero dovuto determinare una differenza di almeno 3 secondi dalle Hypersoft. Ad onor del vero, se, durante le conferenze stampa in casa Mercedes, Hamilton è in grado di sfoderare un sorriso smagliante e dichiarazioni quali “non sono affatto preoccupato per i tempi della Ferrari”, vuol dire che il team tedesco ha ben chiaro il margine prestazionale “nascosto”.

Attenzione: non che la Ferrari sia un progetto “sbagliato”, rimane la logica evoluzione della buona vettura dell’anno scorso tanto che entrambi i piloti, durante le interviste, si prodigano per sottolineare “le buone sensazioni” ed il fatto che la SF71Hrisponda bene alle regolazioni”. Mercedes, però, si è nascosta e, per quello che si è visto, rimane ancora la vettura da battere, accreditata (secondo alcuni “esperti”) addirittura di 1 secondo di vantaggio sugli altri team.

Il problema si complica se si guardano i risultati della Red Bull: con le gomme Hypersoft, Ricciardo ha siglato 1.18 “basso” (e quindi a 9 decimi dal crono della Ferrari), ma con le gomme medie ed in configurazione gara, i tempi erano assolutamente in linea con la Mercedes.

La Red Bull potrebbe tornare ad essere la seconda forza del campionato, andando a contendere il titolo di “challenger of record” alla Ferrari contro la corazzata Mercedes.

Da ultimo, è curioso quanto sta accadendo in McLaren. Alonso ha siglato un tempone con le gomme Hypersoft (1.17.7), ma per tre giorni consecutivi l’auto ha avuto dei gravi problemi tecnici. Questo fatto è, come detto, curioso perché McLaren è passata al propulsore Renault proprio a causa della fallimentare collaborazione con il motorista Honda: nonostante il cambio di marca, i problemi tecnici sono rimasti. Non è che, forse, il problema non era Honda? A giudicare dalle seguenti immagini dei “meccanici” McLaren, qualche dubbio sorge spontaneo

 

 

 

Fonte immagini: formulapassion.it

Credits Video: You Tube, Formula 1, Alberto Harpo, Vincent w

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