Rubriche

Aspettando gli Oscar – Ladybird

di Giulio Montalcini

Pubblicato il

Ladybird. Un film di Greta Gerwig con Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges e Timothée Chalamet.

poster del film ladybird

Ladybird è una ragazza un po’ ribelle, stanca delle ipocrisie della provincia americana (vive a Sacramento che lei chiama “Il Midwest” della California). Si è data un nome da sola, Ladybird, lei che si chiama in realtà Christine, perché non sopporta l’ipocrisia di chi indossa un nome che non ha potuto scegliersi da solo.

Vive costretta e sospesa fra il desiderio di emanciparsi dalla famiglia, dall’educazione austera materna, dalla sua scuola cattolica e quello di appartenenza viscerale alle proprie origini, alla sua amica sovrappeso ed e alla protezione dei suoi, fra loro così diversi (anche per età anagrafica), ma a lei indistintamente legati.

Dentro di lei vive una doppia anima, che si declina perfettamente nel rapporto fra la sua prima relazione con Danny, ragazzo irlandese borghese, tradizionale, di cuore ed animo gentile, che non è in grado però, per cause naturali, di amarla e Kyle, giovane radical chic, solitario, affascinante, anarchico ma ineducato ai sentimenti.

sanroise ronan in una scena di ladybird

Non è un caso che in questo romanzo di formazione dal genere indie, Ladybird si trovi più volte costretta ad operare da sola una scelta fra il perdono, la rabbia, l’ostinatezza e la compassione.

In un mondo in cui gli uomini (ed il sesso maschile, in genere) è effettivamente incapace di scelte coraggiose e non è in grado di fronteggiare la verità, tocca alle madri, (biologiche o madri superiori) e alle figlie alzare la testa, non rimanere indifferenti dinanzi alla chiusura ed alla paura del cambiamento.

Ladybird è come sua madre, dura, ostinata, anche se, come lei, capace di una profonda empatia. Eppure Christine, a differenza sua, è certa di non voler finir relegata tutta la vita ad assistere coloro che non sono in grado di decidere per sé stessi.

Ladybird è irrazionale e travolgente, indipendente e ambiziosa, talvolta superba al punto da mettere in discussione o dimenticare tutta l’umanità e l’educazione dei sentimenti che alcune figure chiave della sua vita le hanno donato.

La madre, vera colonna portante della famiglia, lavora all’ospedale psichiatrico con pazienti disagiati, e alla mattina, prima di andare al lavoro, cucina, stira, pulisce, porta avanti la casa e dà da mangiare alla figlia e al figlio adottivo maggiore; alla sera rientra e, di nascosto dai figli, assiste il marito, affetto da depressione cronica.

Il padre, figura decisamente più “femminile” e generosa, è in grave difficoltà, rischia la disoccupazione ad un passo dalla terza età, ma non rimane mai indifferente all’affetto per i suoi figli, fingendosi un giovane/vecchio Keith Richards, “un uomo felice in ogni posto”.

Hedges e Ronan in una delle scene del film ladybird

Lucas Hedges (Danny) e la straordinaria protagonista Saoirse Ronan (Ladybird/Christine).

Proprio la saggezza paterna, espressione di una reale virilità che da molti non è più considerata virtù, consente a Ladybird di dare benzina ai suoi desideri ed in questo modo di costruire e tenere nascosto alla madre, che lei ama e odia, il suo piano di fuga.

Con una delicatezza straordinaria nell’affrontare le contradditorie emotività giovanili e le complessità della vita familiare, dell’attaccamento innato alle origini, senza mai sconfinare nella banalità, e senza mai forzare e calcare troppo la mano, questo film impatta con la sua emotività dentro il cuore di chi lo guarda.

Proprio come la canzone “Crash Into me” di Dave Matthews Band, rifugio e ponte fra il passato e il presente di Christine e della sua amica d’infanzia, affrontando le naturali complessità della fuoriuscita dall’adolescenza, così tremendamente realistica e disillusa, Ladybird lascia una traccia indelebile e dona quel desiderio di tornare a casa soli, usciti dalla sala, sorridendo malinconicamente alle strade dove si è svolta la propria vita.

Questo film si inscrive, pertanto, almeno a giudizio dello scrivente, fra quelle gemme di cinematografia americana a cui lo spettatore comune potrà attingere in futuro con entusiasmo in un periodo di piccola depressione delle idee, così come fecero gli statunitensi con i romanzi di Steinbeck ai tempi della vera Grande Depressione.

Una prova straordinaria di recitazione da parte di Laurie Metcalf, nel ruolo di madre della protagonista, la cui candidatura all’Oscar come la migliore attrice non protagonista risulta più che meritata. Ottima mostra di generazioni future di attori, fra cui la stessa protagonista Saoirse Ronan, candidata al premio oscar come migliore attrice protagonista, Lucas Hedges (Manchester by the sea, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Timothé Chalamet (enorme protagonista di Chiamami col tuo nome).

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: