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FERRARI, MERCEDES, MCLAREN, RED BULL 2018: SONO GIA’ IN PISTA

di Andrea Vittorio

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Oggi, lunedì 26 febbraio, avremo finalmente un primo, parzialissimo, riscontro con la pista: dopo le presentazioni degli scorsi giorni di Red Bull, Mercedes, Ferrari, Renault, McLaren e Toro Rosso (anche se solo attraverso “scatti” rubati), le monoposto del 2018 scenderanno in pista a Barcellona per i primi test stagionali. In questa occasione, avverrà anche la presentazione ufficiale della Toro Rosso motorizzata Honda e della “Force India”, la nuova monoposto del team angloindiano di cui si sa soltanto che dovrebbe cambiare nome (il proprietario del team Vijay Mallya è destinatario di un mandato di arresto di un tribunale indiano) e, forse, colore.

MERCEDES

Partiamo dalla regina della pista degli ultimi quattro anni: la nuova W09 è filante, con un muso stretto e affusolato. La cosa impressionante è il retrotreno dove sostanzialmente il corpo della vettura si restringe fino alle dimensioni degli scarichi: il cofano le sembra letteralmente cucito addosso. Ad occhio, la nuova Mercedes di Bottas e di Hamilton sembra avere raggiunto l’acme della penetrazione aerodinamica, con un’auto compatta, con un avantreno pieno di deviatori di flusso in grado di indirizzare e “pulire” l’aria verso il fondo e l’alettone posteriore. Se a questo si pensa che l’anno scorso, già nelle ultime gare, la Mercedes era tornata ad avere una potenza straordinaria, il nuovo motore (che, una volta messo al banco, pare che fondesse gli scarichi!) potrebbe confermare lo status di regina incontrastata della categoria. Sia Wolff che Hamilton, tuttavia, una critica l’hanno espressa: l’Halo è orribile e, per citare il team principal, “datemi una motosega e io lo taglierò”; Wolff ha spiegato che l’introduzione dell’Halo ha spostato gli equilibri dell’auto e quindi si augura che sia soltanto una soluzione temporanea. Sul punto, la faccia di Hamilton è estremamente eloquente…

   

     

Questo è il video dell’on board di Bottas (da confrontare con il video di Scott Dixon e il windscreen dello scorso articolo):

Credits Video: You Tube, Mercedes AMG Petronas Motorsport.

FERRARI

La nuova SF71H, già nel nome, è la logica evoluzione della vettura dell’anno scorso. Il lavoro che, ictu oculi, sorprende maggiormente è attorno alle pance, con l’inedita soluzione degli specchietti retrovisori. Le prese d’aria laterali della Ferrari hanno fatto scuola e quasi tutte le squadre le hanno copiate (solo Renault e McLaren hanno sollevato un reclamo, probabilmente perché hanno adottato delle soluzioni più “convenzionali”). Il muso riprende il concetto delle “branchie” inserito l’anno scorso dalla McLaren, mentre la zona “Coca Cola” ha subìto un’ulteriore pulizia degli ingombri. La speranza che, una volta in pista, a fronte di una “siffatta beltà” aerodinamica (con l’unico Halo tra quelli finora presentati dotato di un profilo alare), corrisponda un motore all’altezza del Mercedes. Il dubbio è avvalorato anche dal fatto che Lorenzo Sassi, ingegnere motorista responsabile del gruppo di lavoro che ha consentito tra il 2016 ed il 2017 di “sfornare” un motore al livello del rivale tedesco, è stato allontanato da Maranello la scorsa estate e prenderà presto servizio, dopo il periodo di gardening leave, proprio presso i rivali di Stoccarda (inserendosi così nell’ennesimo ingegnere Ferrari che approda in Mercedes dopo Aldo Costa e James Allison). Da notare, l’adozione dell’assetto Rake molto accentuato, di scuola Red Bull. L’ingegnere progettista Mattia Binotto ha spiegato che il passo interasse è stato allungato per agevolare la vettura nei circuiti con curve ad alta velocità di percorrenza. Ritorno della livrea tutta rossa: come nel 2007…

  

  

RED BULL

Il team austriaco vorrà riscattare in pista le ultime due stagioni, piuttosto opache dopo i fasti del “regno di Vettel”, con la nuova RB14: l’auto si presenta con un forte assetto “Rake” ed una particolare conformazione della sospensione anteriore, “sagomata” per migliorare l’efficienza aerodinamica. D’impatto la livrea “mimetica”, sui toni del blu e dell’argento, che sarebbe soltanto quella provvisoria: l’attrezzattura e gli abiti del team, infatti, ricalcano quelli degli anni precedenti e soltanto il tempo potrà dirci se la Red Bull deciderà di cambiare. Il motore dovrebbe essere ancora quello Renault, croce e delizia degli ultimi anni, con un occhio di riguardo verso la “sorellina” Toro Rosso, che quest’anno monterà il propulsore Honda: se la partnership dovesse essere fruttuosa, Red Bull non esiterà a passare al fornitore giapponese. Curioso, infine, quanto accaduto durante il filming day a Silverstone: Ricciardo, incaricato di “svezzare” l’auto per i primi 100 km, è andato a sbattere contro le barriere rovinando il fondo della vettura. Ma non è finita qui: alcuni internauti si sono accorti che le immagini rilasciate dalla Red Bull erano diverse da quelle trasmesse dalla Formula 1, con lampanti differenze a livello dei profili laterali attorno ai radiatori: Photoshop ci ha messo lo zampino…

      

McLAREN

La nuova creatura di Woking, la MCL 33, si inserisce nel solco tracciato dalla precedente monoposto: il muso è dotato di branchie, le pance non riprendono la “scuola Ferrari”, ma si distinguono ugualmente per le ridotte dimensioni (segno che in Renault non temono problemi di surriscaldamento?). L’auto ha poi un marcato assetto Rake, con un’inedita soluzione del triangolo della sospensione posteriore. Il motore Renault, a detta dei tecnici inglesi, dovrebbe aver apportato 69 cavalli in più rispetto a quello Honda, ma soltanto i test ci diranno se la monoposto è realmente competitiva, con una precisazione: a Barcellona girerà un’auto “provvisoria” in attesa di montare un primo pacchetto aerodinamico evolutivo già a Melbourne.

   

RENAULT

Le foto rilasciate dal team non rivelano del tutto le forme definitive dell’auto, o meglio: la nuova RS18 sembra essere molto simile alla vettura dell’anno scorso, con muso e soluzioni aerodinamiche già viste, ma sicuramente il lavoro del team si è concentrato sotto il cofano. Già, perché i problemi maggiori, emersi alla fine della scorsa stagione, erano legati alle prestazioni assolute ed all’affidabilità del motore, cosa che a detta di Remi Taffin, direttore del reparto propulsore, è stata la priorità durante l’inverno. Raggiungere il podio per l’attuale Renault sarebbe auspicabile, ma la lotta sembra essere serratissima con Red Bull, McLaren, Force India, Haas, Williams e, perché no, Sauber in agguato.

   

Fonte immagini: formulapassion.it

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