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Nine stones, lo splatter nel fumetto italiano.

di Erika Biggio

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Nine Stones è un fumetto italiano che non sembra italiano. So che può sembrare offensivo, e non vuol dire che in Italia non sappiamo fare fumetti, semplicemente la storia che tratta è talmente fuori dagli schemi per un autore italiano da fare fatica ad accettarlo. L’autore, Samuel Spano, è il primo autore dichiaratamente transgender del fumetto italiano ed ha collaborato con la serie animata delle Winx: fidatevi, entrambe le cose sono fondamentali per capire questo fumetto, probabilmente le Winx porterebbero allo splatter chiunque. Nine Stones è stato inizialmente pubblicato, e lo è tuttora, online su Facebook, per poi essere trasposto su carta grazie a Editoriale Cosmos: da luglio ad oggi sono già uscite due edizioni, di cui una deluxe, della prima parte della trilogia annunciata dall’autore.

Nine Stones inizia in maniera abbastanza semplice: Allie è il figlio di un boss della malavita che il padre manda a lavorare in un supermercato/giro di distribuzione di droga, in modo tale che possa iniziare a lavorare nella sua organizzazione dal “basso”, per poi poterne diventare il capo in futuro, e come suo insegnante trova Christopher, poco più grande di lui ma con una storia totalmente diversa alle spalle. Durante una consegna andata male i due scampano a malapena ad un sicario mandato per uccidere Allie, e da qui nasce una delle relazione più autodistruttive che io abbia mai visto. Come se non bastasse che i due non abbiano un briciolo di cervello, Allie continua a fare sogni di sangue col al centro la visione di nove pietre, presagi di un futuro terribile, che non considera minimamente mentre la situazione intorno a lui passa dal folle al disastrosa nel giro di poche pagine.

Il racconto evolve poi in maniera talmente agghiacciante e con twist psicologici tali che cercare di raccontare altro porterebbe sicuramente ad uno spoiler non voluto, perciò non dirò altro. La prima cosa che sicuramente colpisce di Nine Stone è lo stile grafico, a metà strada tra il manga, con i suoi personaggi dagli occhioni enormi e le vignette mai statiche, ed il fumetto americano, grazie alle proporzioni realistiche dei personaggi e al tipo di ambientazione scelto. E poi mi ricorda le Witch. Sarà la tavolozza cromatica scelta,  le forme e le espressioni dei personaggi, oppure come viene narrata la vicenda, ma a me visivamente Nine Stones ricorda le Witch, un parallelismo che vi farà morire dal ridere una volta letto questo fumetto.

In Nine Stones la parte “romantica” tra i due protagonisti è funzionale alla storia e l’autore riesce ad aggiungere talmente tanti strati di complessità ad una vicenda che inizialmente sembra abbastanza lineare da rendere questo fumetto un’opera molto più articolata di quanto non sembri in partenza: il mistero non è solo costituito dagli strani sogni di Allie ma si articola sempre di più man mano che si va avanti nella lettura, rendendo difficile anche solo capire chi è amico o nemico.

Quindi se amate lo splatter, relazioni disturbate e disturbanti e tavole magnificamente colorate, questo fumetto fa decisamente per voi. Se amate le Witch, probabilmente anche.

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