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Recensione – Voldemort Origins of the Heir

di Celeste Satta

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Voldemort Origins of the Heir è finalmente online!

“There will always be darkness in this world, Igor. The darkness is all that we have…

How else would we remember the light?”

La mia sciarpa Corvonero è bagnata di lacrime per questa citazione chiaramente dedicata ad Albus Silente. A questa scossa di malinconia sopravvivo solo nella speranza di uno spin off sui Malandrini.

Come anticipato in questo articolo, alle 21 del 13 gennaio, sul canale YouTube della giovane casa di produzione italiana Tryangle Films, è stato lanciato l’attesissimo fan-made-spin-off sulle origini di uno dei villain più famosi del mondo – Voldemort Origins of the Heir. Dura poco più di un’ora, è stato prodotto con 15000€ ed è un tributo tutto italiano ad Harry Potter – una delle saghe fantasy più importanti per la nostra generazione, che aspetta ancora la lettera da Hogwarts.

Scritto e diretto da Gianmaria Pezzato, con Stefano Rossi, Maddalena Orcali e Alessio della Costa, il film si è rivelata una piacevole sorpresa e un tuffo nella gioia del fanmade: la cornice la conosciamo bene ma elementi nuovi sono stati inseriti senza per questo creare buchi di trama.

La storia di come Tom Marvolo Riddle (Stefano Rossi), erede di Salazar Serpeverde, sia cresciuto per diventare il mago oscuro che ha fatto tremare il mondo viene raccontata attraverso gli occhi di Grisha McLaggen (Aurora Moroni, Maddalena Orcali) – sarà parente di quel McLaggen?. Grisha, erede di Godric Grifondoro (e probabilmente anche di Lagertha di Vikings), si trova in Russia a far volare un po’ di stupeficium contro degli auror russi. Questi, infine, la catturano e la interrogano: quali erano le sue intenzioni per andare ad infilarsi in un deposito appartenente a degli auror? Grisha, sotto l’effetto del veritaserum (endovena, così fa prima), spiega della sua missione. Ora, che i russi si interessino di investigazioni non è una novità – ma non avrete spoilers da me.

Voldemort Origins of the Heir i quattro protagonisti

Nel racconto dell’erede della nobile casa dei coraggiosi, vediamo comparire anche gli eredi delle altre due fondatrici della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts: ad allenarsi con la protagonista e il nostro affascinante cattivone, il dolce Lazarus Smith (Andrea Bonfanti)  – erede di Helga Tassorosso e parente di quella famosa Hepzibah Smith – e Brandon Lee Wiglaf Sigurdsson (Andrea Baglio e Andrea Deanisi) – drama queen erede di Rowena Corvonero. Il gruppo degli eredi si ritrova nella nostra adorata Stanza delle Necessità, con l’obiettivo comune – più o meno comune – di ritrovare le reliquie dei fondatori: la spada di Grifondoro, la tiara di Corvonero, la coppa di Tassorosso e il medaglione di Serpeverde. Ma il male serpeggia già (concedetemi la battuta) nel loro gruppo.

Gli effetti speciali di Voldemort Origins of the Heir sono stati di tutto rispetto – salvo forse una kamehameha di troppo – e i richiami alla saga chiari e precisi. Ho trovato le musiche piacevoli, ad opera di Matt Steed – non so dire se sono felice o scontenta del fatto che non abbiano richiamato il main theme – e una fotografia meravigliosa sullo sfondo delle Alpi Dolomiti: questo film, nel complesso, è un salto delle solite fanfiction al livello successivo. La più grande pecca che sono riuscita a trovare è stata nel doppiaggio: il film è girato parte in inglese e parte in italiano, con doppiaggio in inglese e sottotitoli di serie, ma l’audio in inglese spesso stonava con il labiale italiano di alcuni attori. Sono l’unica che si distrae con la non sincronizzazione?

Nonostante tutti i timori prima di iniziare a vederlo, ho trovato in questo film un’oretta di emozioni potteriane chiavi in mano! Non ci resta ora che aspettare novembre per tornare ad assaporare ancora la magia creata da mamma Rowling con il nuovo film “Animali Fantastici – dove trovarli 2”!

Nox

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