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Semi-stroncatura – Valerian e la città dei mille outfit di Cara Delevigne

di Celeste Satta

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Avete presente la storia del lancio della moneta per risolvere un’indecisione? È la situazione in cui mi sono trovata domenica: il problema è che mentre la moneta roteava in aria per decidere tra “testa/Cara Delevingne” e “croce/Emma Stone”, io mi sono disinteressata della faccenda e ho affidato la scelta al fato.

La moneta è caduta sulla faccia di “testa”, che significava abbandonare la nuova e accattivante pellicola con Emma Stone per andare a vedere Valerian e la città dei mille pianeti, uscito a settembre ma che – per chissà quale ragione – non aveva mai attirato la mia curiosità. Ma il fato aveva scelto, e chi sono io per contestare?

Poster Valerian e la città dei mille mondiValerian e la città dei mille pianeti si propone come riadattamento cinematografico della graphic novel francese Valerian (Valérian et Laureline, 1967) scritta da Pierre Christin e illustrata da Jean-Claude Mézières. La pellicola, arrivata in Italia il 21 settembre 2017, è scritta e diretta da Luc Besson (Léon, 1994; Il quinto elemento, 1997). Dopo il successo de Il Quinto Elemento, il ritorno di Besson allo Sci-Fi spaziale aveva creato molte aspettative, soprattutto con un budget di quasi 180 milioni di dollari, rendendo Valerian uno dei film più costosi della storia cinematografica francese – un vero peccato che sia stato un flop internazionale! Ma vediamo perché.

L’inizio del film è quasi emozionante: la sequenza iniziale, che racconta la creazione di Alpha, la città dei mille mondi, si accompagna con Space Oddity di David Bowie: si anticipa così la spettacolare colonna sonora ad opera di Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel, 2014, per cui ha vinto l’Oscar; The Imitation Game, 2014).

Alpha è una città creata dall’unione di navi spaziali terrestri, a cui si sono successivamente unite delegazioni aliene; nel giro di qualche centinaia di anni, la Città diventa così grande da doversi allontanare dalla Terra. Alpha è appunto una città che contiene mille e più mondi al proprio interno e funziona come una città-stato, governata da una Federazione delle varie razze – umane e tanti tipi diversi di alieni – presenti al suo interno, la cui sicurezza è in mano alla versione galattica dell’FBI. Ed è qui che conosciamo i nostri protagonisti: Valerian (Dane DeHaan) e Laureline (Cara Delevingne) sono due agenti federali a servizio di Alpha, con un grosso, grossissimo problema nei dialoghi. Al centro della storia viene subito posta la relazione tra i due agenti: tra loro c’è tensione e sentimento, ma con brio. Il problema è che, per mostrarlo, il brio diventa troppa carne al fuoco e il sentimento così, a tratti melenso, stride fortemente con i dialoghi forzatamente pungenti. Valerian fa un sogno su un mondo alieno – una versione di Avatar alle Seychelles più o meno –


e, svegliandosi, litiga con Laureline perché lei rifiuta le sue avances (ma non è una situazione molto credibile, diciamolo) e il dialogo da far sanguinare le orecchie viene interrotto dalla missione imminente che sono chiamati a compiere per conto della Federazione. Qui mi permetto un piccolo spoiler, ma tranquilli che è superfluo ai fini della trama: la missione è graficamente una meraviglia di effetti speciali lanciati come coriandoli, però tutti i membri della squadra che accompagna i due protagonisti vengono brutalmente uccisi da un cane-mostro, i due eroi abbandonano la piazza senza salvare nessuno e l’unico commento che riceviamo è “mi ha rovinato il vestito”.

Il resto della trama si sviluppa in maniera piuttosto lineare con il genere Sci-Fi: effetti speciali a piovere, avventure nei meandri della città, un mega-cattivo dalla bomba facile, personaggi secondari fastidiosi – e probabilmente parenti alla lontana di Jar Jar Binks – alte tecnologie e sentimenti, una popolazione che cerca di sopravvivere con l’intelligenza e la bontà di spirito, Rihanna che fa pole-dance (sul serio).

Sarebbe tutto molto bello, se non fosse per i dialoghi così forzati e una gestione pessima dei protagonisti. Tra i due non c’è nessuna chimica, le loro scene sembrano minestrone dal sapore insipido. Mentre il giovane Dane DeHaan non mi è sembrato brillante nella recitazione, sono curiosa di vedere come andrà avanti la carriera di Cara Delevingne: in questo film non ha recitato male, ma ha cambiato così tanti outfit che mi sono immaginata le case di moda lanciare vestiti addosso alla produzione all’urlo di “scegli me, prendi me, vesti me”. Che non riesca a liberarsi del ruolo di modella?

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