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L’inginocchiarsi “unge” il pedinare – Kneeling to “anoint” a tailing

di Paolo Meneghetti

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Erasmus Darwin menziona le colonne al sole, che s’alzano maestose dai vortici di sabbia, consentendo alla piana di gonfiarsi. Esse si fanno pedinare dalle torrette in fila, le quali invano provano ad estendere le lame, mentre piegano le ginocchia non consacrate ai demoni divini. Camilla è inquadrata lungo il binario della ferrovia. Lei s’accovaccia, avendo le braccia quasi strallate. La fotografia è in bianconero. Le ginocchia paiono virtualmente “gonfiate”, dall’illuminazione. Percepiamo le “lame” delle traverse, dal binario ferroviario. E’ una fotografia in cui l’inginocchiarsi avrebbe “consacrato” il pedinamento. Esteticamente, si percepirà qualcosa d’arcano? Le ginocchia paiono accese come una lampada, al buio. La ferrovia sempre evoca un viaggio lungo, faticoso e tortuoso. La camicia ha due “lame”, quasi “imploranti” di non perdere il traino! I quadretti favoriscono la percezione del gonfio per “scansione”. Il volto di Camilla avrà un’espressività tanto “tagliente” quanto “pedinante”, giacché in fondo esso sarebbe sempre stato là, “incolonnato” come un demone solo al “buio”. Qualcosa che “consacrerebbe” la propria radiografia (assai oltre il pallore sul ginocchio, pressato dalla stanchezza).

Erasmus Darwin mentions the pillars in the sun, that go up majestically by the vortices of sand, allowing the plain to be inflated. These are able to be tailed by the turrets in line, which in vain try to extend the blades, at the same time bending the knees deconsecrated to the divine demons. Camilla is framed along the railway. She is crouched, having the arms almost cable-stayed. The photography is in black and white. The knees seem virtually “inflated”, by the enlightenment. We perceive the “blades” of the cross-beams, on the railway. This is a photography where a kneeling down would have “consecrated” a tailing. Aesthetically, will we perceive something of arcane? The knees seem turned on as a lamp, in the dark. The railway always evokes a travel long, hard and curvy. The shirt has two “blades”, almost “entreating” not to lose the tow! The small squares favour a perception of the bloat by a “scan”. The face of Camilla will have an expression both “sharp” and “tailing”, because fundamentally it would have been always there, “put in columns” like a demon only “in the darkness”. Something that “would consecrate” the own x-ray (really beyond a pallor on the knee, pressed by the weariness).

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

E. DARWIN, The botanic garden, Jones & Company, Londra 1825, pp. 57-58

 

 

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

La modella Camilla Fusco nasce a Sassari. A lei piace posare perché così s’aumentano le proprie amicizie, benché a volte i viaggi possano sembrare stressanti, in un mondo che è assai competitivo. Camilla studia Lingue, presso l’Università di Sassari.

The model Camilla Fusco was born in Sassari (Italy). She likes to pose, because in this way she increases her friends, although sometimes the travels could seem stressful, in a world that is very competitive. Camilla studies Languages, at University of Sassari.

Il fotografo Antonio Deretta Barca nasce a Viterbo, nel 1980. Egli oggi scatta ad Olbia, dopo gli studi al Liceo Artistico, quindi di recitazione e di dizione. Antonio ha fatto l’attore, musica (da batterista), lo sceneggiatore. Il suo scatto per Camilla Fusco è in digitale.

The photographer Antonio Deretta Barca was born in Viterbo (Italy), in 1980. Today he shoots in Olbia (Italy), after he studied at Art school, then acting and diction. Antonio has done the actor, musica (as drummer), the screenwriter. His shoot for Camilla Fusco is digital.

 

 

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