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GRAN PREMIO GIAPPONE F1 2017: VETTEL SALUTA IL MONDIALE

di Andrea Vittorio

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Una candela. Una sola candela è bastata per spegnere, definitivamente, il sogno di Vettel e della Ferrari. Indubbiamente, non si può pensare che la causa di questa sconfitta sia stata soltanto una candela difettosa nel motore di Vettel, ma certamente ha determinato in maniera significativa l’esito del mondiale di F1 2017.

Hamilton ha dominato il week end, centrando la 71esima pole della carriera sulla pista di Suzuka: ora l’inglese detiene il record di aver conquistato almeno una pole position su tutte le piste del Mondiale di F1.

Dal canto suo, Vettel, ha cercato di mettere in difficoltà il rivale, ma l’auto l’ha tradito un’altra volta: se a Singapore l’errore era stato del pilota (o meglio, dei due piloti), in Giappone il guasto è giunto inaspettato e all’improvviso, tra l’altro, come in Malesia per Raikkonen, proprio in griglia di partenza, poco prima del via. Sostituire la candela è stato impossibile, una condanna per le velleità di Vettel.

    

Ipotizzare complotti o sabotaggi è ai limiti del ridicolo, ma, come ha sottolineato Raikkonen (giunto quinto al traguardo), “negli ultimi anni abbiamo fatto, come squadra, tanti progressi, ma adesso, per chissà quale ragione, sembra che i problemi escano dal nulla. E’ strano: le macchine vanno benissimo e poi, alla domenica, accade qualcosa di inaspettato.”

Inutile accampare scuse: da quando Marchionne ha tuonato a Monza di osare di più per recuperare la Mercedes, l’affidabilità Ferrari ha cominciato a scricchiolare. A Singapore, tra pioggia e incidente, non si era visto nulla, ma in Malesia e in Giappone l’auto si è “sgretolata” come un castello di sabbia al sole.

Aritmeticamente parlando, Vettel non è tagliato fuori dal mondiale, ma con soli 100 punti a disposizione, Hamilton possiede ben 59 lunghezze di vantaggio: potrebbe ritirarsi due volte (con Vettel vincente) e sarebbe ancora in testa!

Da un punto di vista pragmatico, invece, Vettel e la Ferrari hanno perso il mondiale in questa sciagurata trasferta asiatica: prima l’Harakiri a Singapore, poi i guasti della Malesia ed, infine, una candela difettosa in Giappone.

Certo, il 2007 potrebbe ripetersi, ma se c’è una cosa su cui possiamo essere sicuri, è che Hamilton non vorrà sicuramente perdere il secondo mondiale di fila per una gestione poco accorta dei punti.

PAGELLE GRAN PREMIO GIAPPONE F1 2017

HAMILTON: l’inglese ha gestito il week end in maniera straordinaria. La pole con cui ha rifilato tre decimi al compagno di squadra (poi penalizzato) e quasi mezzo secondo a Vettel dona prestigio ed autorevolezza alla sua vittoria. Vittoria che, peraltro, è giunta con qualche affanno in più rispetto al solito perché la safety car entrata in pista a 12 giri dalla fine (per l’incidente di Stroll), aveva fatto avvicinare pericolosamente la Red Bull di Verstappen. Ora ha un vantaggio impensabile fino a qualche gara fa: e dire che la Mercedes non sembra più l’astronave dell’anno scorso…VOTO 10: CHIEDIMI SE SONO FELICE

    

VERSTAPPEN: l’olandese parte “alla Garibaldina” e si difende dal suo compagno di squadra alla prima curva, poi si getta all’inseguimento di Hamilton; purtroppo per lui, il distacco di 12 secondi rimane sempre costante, almeno fino a quando non entra l safety car. Ci prova, ma l’ostruzionismo di Alonso durante il doppiaggio, non gli consente di avvicinarsi abbastanza per tentare un sorpasso. VOTO 9: KAMIKAZE IN ERBA

RICCIARDO: l’australiano rimedia ad una brutta partenza, superando la Force India di Ocon. Per il resto gareggia con i suoi soliti ritmi. Sul podio si lascia andare ad un simpatico siparietto, postando due video con il profilo Instagram di Hamilton. VOTO 10: LO CHAMPAGNE PUO’ ACCOMPAGNARE SOLO

   

BOTTAS: il finlandese guida da gregario, provando ad impensierire quelli davanti a lui, invano. Ultimamente sembra “plafonato” al ruolo di seconda guida. Ci mancano le “botte” che faceva al via durante inizio stagione. VOTO 7: DATEGLI DELLA ADRENALINA

RAIKKONEN: il “vecchietto” parte undicesimo per il danno al cambio che ha causato durante le prove libere. Parte anche bene, ma arriva lungo nel tentativo di superare la Renault di Hulkenberg, piombando in quindicesima posizione. Tra DRS e pit stop arriva a ridosso dei primi, ma ormai il danno era fatto. VOTO 5: NIENTE GIOIE, SOLO DOLORI

OCON – PEREZ: le due pantere rosa giungono a traguardo con gare diametralmente opposte; Ocon viene risucchiato dal gruppo, mentre Perez risale la china. Meno male che hanno smesso di litigare. VOTO 7: PUNTI PREZIOSI

MAGNUSSEN – GROSJEAN: sfruttano le sfortune delle Toro Rosso e delle Williams per arpionare un risultato quasi insperato, soprattutto dopo il botto di Grosjean durante le qualifiche. VOTO 6: DI RIFFA E DI RAFFA

MASSA: reo di aver ostacolato il doppiaggio di Verstappen a pochi giri dalla fine, il brasiliano è stato oggetto delle “attenzioni” di Helmut Marko, che ne ha caldeggiato il ritiro a fine stagione. Già, ritiro che sembra essere più vicino vista l’opportunità concessa dalla Williams di far correre un test a Di Resta e a Kubica, verosimilmente in vista di un avvicendamento del sedile del pilota paulista. Eppure lui arriva a punti, proprio attraverso la sua strenua difesa su Alonso, con buona pace di Marko… VOTO 7: FORMICHINA

ALONSO: lo spagnolo va incontro ad un week end agrodolce: prima lo spettro di un Vandoorne ancora più veloce di lui, condita da meno 35 posizioni in griglia, ma poi compie una grandiosa rimonta, culminata con il controverso doppiaggio. Lui era in lotta con Massa per un punto, ma secondo i commissari avrebbe dovuto lasciar passare il duo di testa. Facile a dirsi, ma difficile a farsi, soprattutto quando vuoi portare un piccolo “premio” alla Honda sulla pista di casa. VOTO 8: PILOTA DI RAZZA

PALMER: Jolyon saluta il Circus. La Renault decide di appiedarlo durante la stagione: ad Austin salirà Carlos Sainz. Per Palmer pochissime soddisfazioni in due stagioni, con la miseria di soli 9 punti raccolti, senza mai aver dato l’impressione di meritare la F1. VOTO 4: A (MAI PIU’?) RIVEDERCI

    

GASLY: il francese dovrà pure fare esperienza, ma non sta impressionando. Forse il suo talento ha bisogno di tempo per abituarsi a queste vetture. La sua presenza ad Austin è in stand by dal momento che sarebbe in lotta per il titolo della Super Formula giapponese di cui Honda, futuro motorista della Toro Rosso, è main partner. C’è solo un problema: manca un pilota idoneo a sostituirlo dal momento che Kvyat tornerà per prendere il posto di Sainz. Bellissimo gesto quando depone una corona di fiori nel punto dove è deceduto Jules Bianchi. VOTO 5: CONFUSIONE FRANCO NIPPONICA

VANDOORNE: il belga stava per disputare una gran bella gara, ma guai vari lo hanno relegato nelle retrovie. S.V.

WEHRLEIN: Pascal disputa una gara senza errori, ma la sua auto potrebbe perdere il confronto persino con una mietitrebbia. In compenso, il tedesco è stato investito da Toto Wolff in persona come candidato idoneo a sostituire Massa in Williams. Stroll, Kubica, Di Resta e perfino sponsor Martini permettendo!! VOTO 7: SPERIAMO DI VEDERLO ANCORA

STROLL: la macchina si è liquefatta tra le sua mani, con la rottura della sospensione anteriore destra. Spavento a parte, il canadese stava un po’ annaspando. VOTO 4: DI BUONO C’E’ CHE E’ RICCO

HULKENBERG: il tedesco è costretto a ritirarsi per un guasto al DRS. S.V.

ERICSSON: lo stoccafisso resterà in Formula 1, nonostante l’erroraccio in gara: si pianta da solo contro le barriere. VOTO 2: INGUARDABILE

VETTEL: stava per mettere una pezza in un week end dominato da Hamilton. Il guasto dovuto alla candela difettosa ha posto una pietra tombale sulle sue flebili speranze di vittoria mondiale. E pensare che la Ferrari sembra essere veramente un’auto velocissima. S.V.: ADDIO QUASI DEFINITIVO AL MONDIALE

SAINZ: lo spagnolo ha fretta di raggiungere la Renault e, quindi, ”riga” la fiancata della proprio Toro Rosso, dopo un week end costellato di incidenti. S.V.

 

Fonte immagini: formulapassion.it

 

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