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Il caffellatte a verderame di tè – A café au lait as tea’s verdigris

di Paolo Meneghetti

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Mong-Lan immagina d’aver abbandonato il caffellatte, almeno in superficie levigato e smorzante, per il “chicco” puramente complicato d’una foglia accartocciata, nel tè verde. Quest’ultimo mostrerà il corpo d’uno smeraldo “tranquillo” (da una naturalezza senza sfarzo). Qualcosa dove si percepisca un’assonanza fra il verderame ed il sé dell’interiorità. Soprattutto per gli orientali, il si consuma ripulendo le “sacche” di resistenza al proprio rilassamento. Pare che Nataliia sia stata inquadrata in un museo, dall’immagine dietro a lei. Quest’ultima riguarda probabilmente una falesia, nella giornata grigia, quando l’orizzonte del mare si farà confondere dal cielo. Soprattutto, Nataliia ha l’abito lungo, dal tono verde smeraldo. Questo si percepirebbe nella sua “bustina” da tè, complici gli orli impellicciati. Il cielo grigio proverebbe a smorzare una preminenza della falesia. L’abito tende ad “accartocciarsi”, ma senza sfarzosità. Nataliia guarda nel vuoto, concedendosi la “levigatura” dell’interiorizzazione. Sopra le gambe, il vestito si squadrerebbe come una “bustina da tè”, che si tiri e si ritiri (in via diffusiva), da un orlo impellicciato “a falce”.

Mong-Lan imagines that she left the café au lait, at least in surface smooth and low-key, for the “bean” purely complicated of a leaf shrivelled up, in the green tea. This one will show the body of a “tranquil” emerald (by a naturalness without pomp). Something where we perceive a slant rhyme between the verdigris and the self for the interiority. Principally for Asian people, the tea should be consumed cleaning again the “pockets of resistance” against the own relaxation. It seems that Nataliia was framed inside a museum, if we consider the image behind her. This one is probably about a cliff, in a grey day, when the sea horizon will be confused with the sky. Principally, Nataliia has the long dress, with the emerald green. This one would be perceived in its tea “bag”, complicit the hems dressed in furs. The grey sky would try to cushion a preeminence of the cliff. The dress tends to “be shrivelled up”, but without a gaudiness. Nataliia stares into distance, allowing herself the “smoothness” of an internalization. Over the legs, the dress would be squared like a “tea bag”, for its on again, off again, by a hem dressed in furs “at scythe”.

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

MONG-LAN, Love poem to tofu & other poems, Valiant, Sugar Land 2007, p. 16

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

 

La modella Nataliia Karpenko è ucraina, ma vive da anni in California. Lei ha studiato prima Impresa e finanza, poi Gestione manageriale. Nataliia ha sempre avuto una mentalità assai creativa. Lei è la fondatrice della Compagnia “Livzo”, che opera nel campo della salute e del benessere. A Nataliia interessa particolarmente il fashion.

The model Nataliia Karpenko is Ukrainian, but living since many years in California. She studied before Enterprise finance, then Project management. Nataliia has always had an attitude very creative. She is the founder of the “Livzo” Company, which works in the field of health and well-being. Nataliia is particularly interested in fashion.

www.livzo.com

L’artista e designer Tuan Tran (che qui aveva scattato in via amatoriale) viene da San Jose (U.S.A.). Egli crea sculture dai rottami o dai materiali riciclati. Tuan è soprattutto il designer per i vestiti e le scarpe di Nataliia, nel loro scatto realizzato presso il De Young Memorial Museum di San Francisco.

The artist and designer Tuan Tran (who in this case shot in amateur way) comes from San Jose (U.S.A.). He creates sculptures from scraps or recycled materials. Tuan is principally the designer for the clothes and the shoes of Nataliia, in their shoot realized at De Young Memorial Museum in San Francisco.

www.zhibit.org/tuantran

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