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Impara l’arte e mettila… sui Social

di Stefania Pipitone

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La challenge

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“Bambini che mangiano frutta” (Bartolomé Esteban Murillo)

I consensi raccolti sui Social hanno spinto Chiara Carangelo e Maria Rosaria Valletta – due ragazze di diciotto e diciassette anni, nate e cresciute a San Prisco, un piccolo paese in provincia di Caserta – a reiterare l’esperimento di mimare le pose dei protagonisti di celebri opere d’arte.

La loro #artchallenge è figlia del gioco. Soltanto dopo aver postato il primo collage su Facebook e Instagram, infatti, le due amiche hanno intuito il potenziale di quello scatto.

 

Il primo scatto

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“La Pietà” (Michelangelo)

È la notte del 9 agosto. Il divertimento ha ceduto il passo al relax e Maria Rosaria è seduta su una panchina, quando Chiara decide di importunarla, abbandonando il peso del suo corpo su quello dell’amica. Gambe e braccia penzoloni, testa china all’indietro: la posa è plastica, il richiamo a La Pietà di Michelangelo immediata. Con il supporto di uno smartphone e la complicità di un’amica riescono a replicare quasi alla perfezione la postura della statua michelangiolesca; in un attimo l’immagine viene catturata dall’obiettivo della fotocamera e, grazie a un’App scaricata al momento, affiancata all’originale. Pochi secondi e il collage è su Internet.

 

Ars ludica e cura dei dettagli

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“La Dama con l’ermellino” (Leonardo)

Quella scattata per divertimento al termine di una serata goliardica diviene la prima di una lunga serie di foto. Chiara e Maria Rosaria decidono, infatti, di dar vita a un vero e proprio progetto fotografico volto a risvegliare l’interesse per l’arte, dandosi un mese di tempo per la realizzazione.

Per le successive riproduzioni vengono passate in rassegna diverse opere: innanzitutto è necessario che i soggetti da imitare nelle pose siano due, perché entrambe le ragazze vogliono figurare insieme nelle foto. Inizialmente, però, le due amiche rimangono nell’ottica del gioco e puntano a repliche più evocative che fedeli. È così che Chiara finisce per interpretare l’ermellino nel celebre dipinto di Leonardo La Dama con l’ermellino.

“Galiziane alla finestra” (Bartolomé Esteban Murillo)

La cura per i dettagli cresce in maniera direttamente proporzionale agli apprezzamenti e raggiunge il culmine con le Galiziane alla finestra di Murillo, dove – insieme al trucco, agli abiti e alla posa – con la complicità della sorella di Chiara, Enza, le due amiche riescono a replicare perfino la giusta angolazione del dipinto. Simpatica anche la riproduzione de Le mele di Magritte, molto minimale e forse tra le più semplici nella realizzazione, trattandosi di un autoscatto: due facce dipinte di verde, una maschera bianca sugli occhi chiusi e delle foglie intrecciate tra i capelli e anche il surrealismo del pittore belga viene affrontato con un’originalità e una sintesi senza pari.

Tra le riproduzioni essenziali ed efficaci non può non essere menzionata quella di Keith Haring: non esiste altro aggettivo se non brillante per descrivere l’idea di coprirsi con due accappatoi.

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“Due Satiri” (Pieter Paul Rubens)

A strapparci ancora un sorriso sono i Due Satiri di Pieter Paul Rubens, nel quale le nostre protagoniste riescono a ridurre al minimo il trucco utilizzando ancora una volta l’ingegno: ad avvolgere il mento di Chiara per creare la barba del personaggio in primo piano sono i lunghi capelli di Maria Rosaria.

Trentaquattro i collage che Chiara e Maria Rosaria hanno realizzato con il supporto, il sostegno e la complicità di amiche e sorelle. Un progetto tutto al femminile, nato dall’intesa che soltanto una grande amicizia può generare. Una sfida vinta, senza ombra di dubbio, soprattutto per l’evoluzione e il continuo divenire delle riproduzioni.

 

 

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