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Dogaressa a “scrittore” della peste – Dogaressa as plague “writer”

di Paolo Meneghetti

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Govoni immagina che a Venezia la luna si faccia ingoiare dalla laguna, come una pastiglia di chinino. Lì, pare che l’acqua sia febbricitante, complice l’irregolarità del moto ondoso. La luna può falciare la sua luminosità, così da galleggiare nella notte. Per Govoni, Venezia avrà un moto ondoso a bucce d’arancia, e come le babbucce dismesse d’una dogaressa. Forse, ad una percezione del galleggiare appartiene l’inutilità d’uno sforzo (oppure d’un peso da scaricare). Hinarii è stata inquadrata sulla battigia d’una piccola insenatura. Lei vive nel “paradiso” di Tahiti, dove pure la malaria manca. Ma questo scatto ha una risoluzione “sporcata”! Provando a sintetizzare il chinino, nel 1856 l’inglese Perkin scoprì per caso il malva (che potrebbe appartenere alla “dialettica” fra le onde e la riva, sotto il sole). Hinarii ci dà l’impressione d’esser vestita in tutto tranne che per le scarpe. Lei inoltre piega la gamba sinistra, quasi “a pennino” dentro il nero spacco “a vasetto di china”. La risoluzione davvero “rugosa” della fotografia avrebbe ormai “ingoiato” la “pastiglia” schiumosa d’uno scoglio, in primo piano. Qualcosa che impedisca a Hinarii lo sforzo di “falciare” con la gamba, per farsi largo (nella sua camminata).

Govoni imagines that in Venice the moon is swallowed by the lagoon, like a tablet of quinine. There, it seems that the water is feverish, complicit the irregularity of wave energy. The moon can scythe its brightness, so to float in the night. According to Govoni, Venice will have a wave energy by peels of orange, and like the neglected slippers of a dogaressa. Maybe, the uselessness of an effort (or of a weight that we unload) belongs to the perception of a flotation. Hinarii was framed on the shoreline from a little inlet. She lives in the “paradise” of Tahiti, where also the malaria is lacking. However this shoot has a “dirty” resolution! Trying to synthesize the quinine, in 1856 English Perkin casually discovered the mallow (which could belong to a dialectic between the waves and the shore, under the sun). Hinarii gives us the impression to get completely dressed, except for the shoes. She in addition bends the left leg, almost “as nib” inside the black slit “at small jar of Indian ink”. The resolution really “wrinkled” of the photography would have by now “swallowed” a foamy “tablet” of a rock, on the foreground. Something that impedes Hinarii to force herself to “scythe” with the leg, struggling through (on foot).

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

A. PIETROPAOLI, Poesie in libertà: Govoni Palazzeschi Soffici, Guida, Napoli 2003, p. 72

 

 

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

 

La modella Hinarii Vivish viene da Tahiti (Polinesia Francese). Lei vanta partecipazioni a concorsi di bellezza, lavori per la pubblicità ed in televisione.

The model Hinarii Vivish comes from Tahiti (French Polynesia). She has experience in beauty pageants, moreover worked in advertising and in television.

 

Il fotografo Marc Gerard è francese. Con tutta la curiosità e l’intraprendenza della Generazione Y, egli ha sempre scelto di lavorare assieme agli artisti, i designers, i musicisti ecc… Dopo anni di viaggi all’estero, Marc ora tiene il suo studio a Thezan les Beziers, nel sud della Francia.

The photographer Marc Gerard is French. Through all the curiosity and the initiative of the Generation Y, he has always decided to work together the artists, the designers, the musicians etc… After many years of travels abroad, now Marc opens his studio in Thezan les Beziers, in Southern France.

www.marcgerardphotography.com

 

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