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Indietro tutta! Il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà

di Luca Rasponi

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Il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà: copertinaAnche se lo Imperatore non sarà contento diciamolo subito: abbiamo barato. Perché Indietro tutta!, il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà, non è un vero e proprio fumetto. È più un libro illustrato. Ma visto che le colleghe della rubrica di letteratura sono persone troppo serie per questo genere di cose, ebbene saremo noi a diffondere il verbo di FeL!

Del resto, per concludere la serie di cinque giovedì dedicati al fumetto umoristico, com’era possibile resistere alla tentazione di recensire questo possente programma elettorale per un’Italia feudale? Proprio ora poi, che siamo alla vigilia della campagna elettorale che ci porterà alle «empie elezioni democratiche» del 2018!

Addentriamoci dunque alla scoperta di questo tomo – «rigorosamente manoscritto» dagli amanuensi di Magic Press – con il quale Feudalesimo e Libertà «porge finalmente lo suo programma alle genti italiche». Promettendo «la risoluzione dei crucci di tutti color che la sosterranno, mentre a color che inveco negheran l’appoggio saràn promessi null’altro che amare lagrime e patimenti».

Il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà: conioCrisi economica? Con il ritorno al soldo aureo e la vendita di indulgenze il problema del debito pubblico sarà presto dimenticato. E la disoccupazione? Si risolve re-introducendo la servitù della gleba: «Lo vero problema del lavorator moderno – ci dicono da FeL – è che fatica troppo poco!».

Il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà è un concentrato di proposte efficaci e condivisibili per tornare in breve tempo al Medioevo. La cosa divertente è che in alcuni passaggi non è troppo distante dalla visione di certe forze politiche conservatrici e xenofobe, soprattutto nell’ostilità al Saladino e ai suoi feroci saracini…

Perché se da un lato lo Imperatore intende riformar la sanità con la reintroduzione delle antiche professioni e cure a base di reliquie, quando si propone di innalzare mura a difesa dell’urbe controllando l’accesso di ogni singolo forestiero, beh… questa proposta potrebbe pure finire per ricevere qualche voto!

Il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà: analfabetaChe dire poi della ricostituzione dello Sacro Romano Impero al posto dell’Unione Europea, al grido Make Acquisgrana great again! Lo stesso discorso si protrebbe fare anche per il capitolo giustizia, dove FeL propone il ritorno alla legge del taglione, alla pubblica gogna e un processo breve davvero fenomenale.

Come non sentirsi attratti dagli slogan «Giovine! Ribellati allo sistema: diventa analfabeta!» e «No alla ricerca scientifica, sì alla ricerca dello Santo Graal!». Giusti rigurgiti antiscientifici e una sana allergia al pluralismo democratico si ritrovano anche nella proposta di tornare all’indice delle opere proibite, oltre che nella propaganda di qualche partito dei giorni nostri.

Il ponte Messina-Gerusalemme per facilitare crociate e pellegrinaggi, il ritorno alle portantine per non subire più il ritardo dei treni, un sistema tutto nuovo di raccolta differenziata: il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà è una summa di proposte serie, concrete e attuabili per un’Italia veramente feudale.

Il programma elettorale di Feudalesimo e Libertà: dirittiNon sorprenda dunque l’abolizione di ogni diritto civile, il divieto di sposare persone di ceto diverso, la proposta di spedire ogni diciottenne alle patrie galee per un po’ di sana formazione. O ancora una squadra di governo formata da inquisitori, tiranni e vecchie conoscenze della politica italiana: i soli in grado di far eseguire al meglio gli editti dello Imperatore.

Il programma è servito, dunque. Ma la contesa andrà combattuta fino all’ultimo voto, poiché un’eretica forza rivale intende sottrarre consensi ai prodi soldati di Feudalesimo e Libertà.

È il partito degli Atroci, che insieme all’ingannevole motto «Cittadino ricorda, per un’Italia piena di birra vota il Sole con le borchie!» propaganda questo empio programma elettorale:

«Con il chiodo tutti a scuola | Con le borchie in ufficio | Orecchino anche nel naso | Niente doccia per un anno | Gli stivali anche in spiaggia | Solo birra a colazione | Ozzy Osbourne al Senato!».

Uno scempio evidentemente inaccettabile per i bravi servi dello Imperatore, che all’unisono dovranno levarsi dal proprio desco come un sol uomo, armarsi di buona volontà e mazza ferrata, poi correre a perdifiato contro gli avversari urlando a squarciagola: «Alla pugna!».

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